Thomas Berger.
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IL PICCOLO GRANDE UOMO.
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Parte 4.
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Titolo originale: LITTLE BIG MAN.
Traduzione di: Luciano Bianciardi.
1999. Rizzoli Superbur Narrativa.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Indice di questa parte.
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Capitolo 23. Amelia si porta bene.
Capitolo 24. Caroline.
Capitolo 25. Daccapo Custer.
Capitolo 26. A caccia del nemico.
Capitolo 27. L'Erba Grassa.
Capitolo 28. L'ultima resistenza.
Capitolo 29. Vittoria.
Capitolo 30. La fine.
Epilogo del curatore.
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Fine Indice.
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CAPITOLO 23.
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AMELIA SI PORTA BENE.
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Eravamo alla biforcazione del Fiume Arkansas a quell'epoca.
A notte, dopo la quotidiana sparatoria, i cacciatori di bufali
della zona si radunavano a uno dei campi pi vasti per bere
e giocare in amicizia. Il liquore lo fornivano i trafficanti
che venivano coi carri carichi di barili. Non c'era posto sufficientemente
lontano per questi tali. C'erano parecchi posti della
prateria dove avresti potuto morire per mancanza di acqua,
ma una sorsata di whiskey la trovavi quasi dappertutto.
Una sera io e l'uomo delle pelli ce ne andammo a cavallo
a un campo vicino per spassarcela un po', e chi ti vedo a badare
il carro del whiskey se non mio fratello Bill? Bisogna dire
una cosa di lui, che aveva trovato un mestiere in giovane et e
a quello si era tenuto. Forse tu ricordi che aspetto di rottame
avesse gi nel '57, quando lo trovai che vendeva paccottiglia
agli indiani. Bene, caduto in basso cos presto, non aveva potuto
cadere pi in basso ancora nei successivi quindici anni.
Aveva perso tutti i denti, ma per il resto mi parve il medesimo:
estremamente sporco, certo; e quando mi avvicinai stava
dicendo alla clientela di come conosceva John Wilkes Booth,
il quale non era stato affatto ucciso ma anzi viveva, adesso,
a El Paso nel Texas, dove aveva un grande magazzino.
Avendo saputo dalle labbra dello stesso Bill in che modo
trattava le sue merci, io decisi che quella sera dovevo restare
astemio, ma non sarei mai riuscito a convincere l'uomo delle
pelli che doveva seguire il mio esempio, senza rivelargli la parentela,
cosa che non avevo interesse a fare, perci and lui a
ordinare. Caso volle che Bill fosse al fondo del barile incignato,
e dovette rovesciarlo per mescere al mio uomo. Nel fare
questo punt la bocca del barile verso il fuoco del campo, e io
vidi il mio uomo guardarci dentro e poi fissare Bill.
Dice: Ferma. Cosa sono quei grumi sul fondo?.
Bill dice:  la madre. Capisci, come nell'aceto.
L'uomo delle pelli lo spinge via e rovescia il barile e cinque
o sei oggetti scivolano fuori insieme al rivoletto del whiskey
residuo, e al fuoco del bivacco spar ogni dubbio sull'identit
di quei cosi.
Macch madre dice l'uomo delle pelli. Quelle sono
teste di serpente a sonagli.
Bill sorride con quella sua bocca sdentata. Dice: Be', e
va be'.
Poi anche gli altri cominciano ad arrabbiarsi, e minacciano
di sfasciargli il resto della sua mercanzia, s che lui ammette
che non ha a bordo un barile di whiskey che non contenga
sei teste di serpente. Questa informazione induce alcuni di
quelli che avevano bevuto ad andare fra i cespugli a rigettare,
e gli altri tirano fuori la lacciaia e cercano un ramo adatto per
appiccare mio fratello, ma un hombre alto e asciutto si fa largo
nella calca e dice a Bill: Tu levati di torno e non farti
vedere mai pi.
Non fanno male a nessuno dice Bill sdegnato. Mettono
solo un po' di fuoco, nel beveraggio. E alla gente la roba
mia piace cos forte.
Fuori dai piedi dice il magro. E voialtri tiratevi di lato
e lasciate che se ne vada. E accidenti se non lo fecero.
Non so spiegarmi il perch, infatti non mi pareva un tipo speciale,
eppure aveva un po' della sicurezza di Custer e di Hickok,
anche se non aveva i capelli lunghi.
L'uomo delle pelli mi si accosta e dice: Hai mai visto
una cosa simile?. Siccome parlava di mio fratello e io ero
piuttosto teso, mi limitai a fare un rutto. La vista di quelle teste
di serpe mi turbava, anche se non avevo preso una goccia
di quella robaccia.
L'uomo magro mi si avvicin di buon passo e fissandomi
freddamente da sotto le sopracciglia nere, disse: Hai qualcosa
da obiettare?.
Risposi di no, ma chiesi anche che dicesse la ragione per
cui, accidenti, dovessi avere qualcosa da obbiettare.
Ma tu hai pronunciato il mio nome dice.
Io non so il tuo nome dico.
Mi chiamo Earp dice.
Ridendo dico: Ah, ma io avevo fatto un rutto.
Mi sbatt a terra.
Amico, fui subito in piedi con la pistola in mano, ma Earp
se ne and, mettendomi alla scelta: ventilargli la schiena o
convenire con lui che l'incidente era chiuso. Ma le condizioni,
perdio, non doveva dettarmele lui, e allora gli tiro dietro un
insulto straordinario dinanzi a tutti quei cacciatori e lui si volta
e mi viene incontro.
Spara, maledetto Rutto che non sei altro dico, perch
con quel suo passo misurato era arrivato a pochi metri da me
e aveva ancora l'arma nella fondina, e le sue mani, camminando,
dondolavano liberamente. Invece venne ancora avanti,
e mi era impossibile alzare la pistola e sparare prima che lui
mettesse mano alla pistola sua, ci che egli non fece. Alla
fine, siccome mi era vicinissimo, mi afferr il polso destro con
le dita ossute della sinistra, tir fuori la pistola e mi colp alla
testa con quella canna pesante. Ero sistemato a dovere.
Questa si chiamava la "tecnica del bufalo, ed era la tecnica
preferita da Wyatt Earp, quando in seguito lo nominarono
sceriffo. In tutta la sua vita violenta non uccise pi di due o
tre uomini, ma ne conci in quel modo diverse migliaia. Credo
che sia stato l'uomo pi meschinamente presuntuoso fra
tutti quelli che ebbi modo di conoscere. In una circostanza simile,
Wild Bill avrebbe ucciso il suo avversario. Earp no, era
troppo presuntuoso. Tirar fuori la pistola e puntartela significava
considerarti avversario degno; mentre lui non la pensava
cos; secondo lui gli altri eran troppo inferiori a lui per ucciderli,
cos gli bastava crocchiargli il cranio. Non so in che modo
funzionasse, ma quando ti guardava come se tu fossi spazzatura,
magari non gli davi ragione, eppure avevi dubbio bastante
a tenere ferma la mano che impugnava la pistola, e intanto
lui ti dava la pistola sua in testa.
Ritornai a Kansas City alla fine del 72, come ho gi detto,
mi feci tagliare i capelli e per venticinque centesimi feci
anche il bagno dal barbiere, poi tirai fuori i miei panni da un
baule che tenevo al deposito e andai alla scuola di Amelia.
Fu gentilissima, la direttrice dalla faccia di susina.
Versandomi una bella tazzina di t mi disse: Ah, ci
preoccupavamo tanto, che non poteste rientrare in tempo dalla
vostra spedizione scientifica.
Io avevo una voglia matta di rivedere mia nipote, di constatare
quali altri progressi avesse fatto durante questo inverno,
ma capii che bisognava fare un poco la parte con la signorina
Elizabeth Wamsley, specialmente l, nel salottino della
sua Accademia per Signorine, con la pianta nel vaso che con
le foglie mi faceva il solletico all'orecchio, e una pezzuola ricamata
sotto ambedue le braccia e un'altra dietro la testa, per
riparare la poltrona dall'untume.
Dice la signorina Wamsley: Immagino che abbiate raccolto
numerosi fossili per i nostri musei.
Cos tu capisci quale era stata la versione data da Amelia
della mia partita di caccia al bufalo.
Me ne dovete parlare continu la signorina Wamsley.
Ma prima direi che dovremmo sistemare certe faccende
piuttosto urgenti. Mostr gli incisivi in una specie di sorriso e
prosegu: Urgenti e un poco seccanti... Naturalmente lei capisce,
signor Crabb, che quando uno studente si ritira dopo
aver ultimato pi di due settimane del periodo previsto, non si
concede la restituzione della retta.
Mandai gi d'un sorso il mio t, per non combinare un
pasticcio peggiore lasciando cadere piattino e tazza.
Dico: Amelia  scappata e mi si fa di pietra il cuore.
La signorina Elizabeth Wamsley fece un verso che parve
lo squarcio di uno scialle di seta.
Ma niente affatto, mio caro signor Crabb! La nostra cara
Amelia va sposa. Non avevamo i mezzi per informarla di questo,
nessun indirizzo telegrafico e telefonico con cui raggiungerla
in quel deserto e sull'altipiano.
Con chi? chiedo. Penso che se non fossi stato in quel
salottino ingombro, con il suo odore di fiori secchi, alla domanda
avrei fatto seguire la minaccia di uccidere. Presumevo,
naturalmente, che chiunque volesse sposare Amelia, o anche
solo dicesse di volerla sposare, sarebbe stato un cialtrone. Capisci,
anche se ho affermato che era diventata una donnina di
classe, in fondo alla mia mente c'era il pensiero che l'avevo levata
da una fogna, e la convinzione che, abbandonata a se
stessa, ci sarebbe ritornata.
La signorina Wamsley dice: Modeste come di solito siamo,
qua dentro, signor Crabb, in questo caso forse ci sar consentito
di esprimere la nostra soddisfazione per il fidanzamento
di Amelia. Le alunne dell'Accademia Wamsley sono ospiti
di una delle pi belle case del nostro paese e....
Con chi? chiedo ancora, perch capivo che la signorina
indugiava per montare l'effetto, e non per attutire il colpo.
Ti giuro che quella mi fa il nome di un senatore, e dice
che trattasi di suo figlio, giovane avvocato di Kansas City, che
la signorina Wamsley aveva preso per rappresentare l'Accademia
in una causa per mancato pagamento della pensione - e
qui mi d un'occhiata piena di significati - e per questa faccenda
era venuto alla scuola, aveva visto Amelia, e, come mi
disse l'informatrice, il suo cuore fu trafitto dal dardo di Cupido.
Il corteggiamento dur tutto l'inverno, e il matrimonio
era fissato per maggio. Ecco perch la signorina Wamsley
si preoccupava per i soldi della retta: il semestre terminava a
giugno. I soldi da me versati lo scorso autunno coprivano solo
il primo trimestre. Per questo periodo del '72, la signorina
Wamsley aveva mantenuto Amelia a credito, pur sapendo naturalmente
che un celebre esploratore come me onorava i suoi
debiti.
Le diedi subito una bella sommetta. Mi vergognavo del
mio giudizio precipitoso ed errato su Amelia, ma la rapida
ascesa di questa ragazzina mi dava il capogiro. Un matrimonio
rispettabile, proprio questo avevo sognato per lei, ma siccome
era giunto cos presto, mi aveva colto di sorpresa.
La vecchia cornacchia se ne and non appena avuti i soldi,
e mand a chiamare Amelia, che stava facendo lezione di cucito,
o roba del genere. Mia nipote mi d un bacio sulla guancia
e fui proprio contento di essermi rasato poco prima. Perch
se una persona si avvicinava alla gentilezza della signora
Pendrake, quella persona era Amelia. E bada bene, la signorina
Wamsley faceva vestire le ragazze della sua Accademia in
modo molto severo, di panno scuro, coperte dal mento alle caviglie
senza belletto n cipria n gioielli, e la maggior parte
delle alunne che vidi non erano pi distinte di uno stormo di
passeri. Erano squallide. Amelia no. Pur essendo nelle stesse
condizioni delle altre, era proprio bellissima.
Mi sedette accanto sul divano, con le mani in grembo, il
mento graziosamente piegato, e dice: Confido che il tuo
viaggio t'abbia soddisfatto.
Dico: La signorina Wamsley mi ha detto che ti devi
sposare. Le si accende una scintilla negli occhi e io subito
aggiungo: Non ho nulla in contrario. E poi: Immagino
che tu sia innamorata.
Da principio Amelia tiene gli occhi bassi, per orgoglio,
poi a un tratto assume un'espressione saputa: non dura, e
men che mai cinica, ma semplicemente realistica.
Mettendo via il tono altezzoso di prima, dice: Ma tu
davvero hai creduto che io sia, per sangue, tua nipote? Perch,
se l'hai creduto, onestamente dovrei sentirmi un verme.
Tu sai che nella vita puoi andare avanti per anni senza
guardare in faccia le questioni essenziali di questo tipo. Di solito
le definizioni assolute ti fanno sentire male. Ho conosciuto
grandi bevitori sopravvissuti per anni per il semplice fatto
di non aver ammesso d'essere ubriaconi incalliti. Immagino
che tu abbia pensato, quando cominci il mio legame con
Amelia, che io credevo nella nostra parentela basandomi su
prove estremamente esigue; che una ragazza nella sua posizione
avrebbe detto tutto quel che un cliente desiderasse sentire;
che fare la parte di mia nipote era una professione molto pi
facile che quella da cui l'avevo redenta.
Tali considerazioni non mi erano sconosciute. Ma attento:
con il tipo di vita che avevo vissuto, mero guadagnato il diritto
di dire chi fosse e chi non fosse mio parente. Ogni famiglia
che avevo avuto m'era stata strappata da una qualche calamit.
Ero arrivato a pensare che le parentele naturali mi fossero
interdette, e quando si offr la piccola Amelia, subito l'accettai
e fui convinto che il privilegio fosse tutto mio.
Lei dice: Insomma, lo so che questa cosa a te piaceva,
ma ora mi capita l'occasione di diventare una donna rispettabile,
e chiss quando questa occasione si presenter ancora.
Mi prende la mano e dice: Mi piacerebbe proprio se tu potessi
lasciarmi andare. Mia madre scapp con un commesso
viaggiatore quando avevo dodici anni, e un paio di anni dopo
mio padre mor ubriaco. Fu per san Giuseppe, e io me ne venni
via sul fiume. Un tale che veniva dalla Dolly mi parlava
dei mormoni: ecco perch so come campano. Sorrise: bisogna
dirlo, conservava una sua innocenza che era autentica.
Amico mio, dopo che mi fui avvezzo all'idea, ne ero orgoglioso.
Mi sentivo solo in quanto che stavo per perdere la
compagnia della mia "nipote, ma la soddisfazione di avere
modificato il suo destino quasi me ne ripagava. Se la rispettabilit
mi era sempre negata a titolo personale, almeno in questo
caso ero in grado di procurarla, per cos dire, a un'altra
persona.  quasi tutto ci che pu pretendere un uomo bianco.
Dico: Amelia, non occorrono legami di sangue per avere
il senso della famiglia con una persona. Io ho un legame
fraterno con un uomo cos caduto in basso che  capace di
mettere teste di serpente nel whiskey che vende, e di lui non
m'importa un accidente, se mi permetti l'espressione. La maggior
parte della gente di cui m'importa qualcosa, a questo
mondo, me la sono scelta. Secondo me i veri parenti di un uomo
sono sparsi per tutto l'universo, e molto raramente appartengono
al novero dei suoi consanguinei.
Perci tu sei mia nipote nell'unico senso che significa
qualcosa. E siccome io ti amo in quanto tale, non ti voglio tradire.
Meglio che tu vada a questo matrimonio come orfana, il
che comunque  la verit.
Attacc a protestare molto, e questo mi fece sentir bene
perch so che non mi ci avrebbe voluto se non avesse provato
tenerezza per me, ma tenni duro. Ora capivo che la mia vecchia
idea di farla sposare bene e poi capitare in casa sua la domenica,
a cenare con lei e con il marito, non funzionava. Non
potevo continuare a fingermi esploratore o cacciatore di fossili
o quel che fosse la sua storia raccontata al figlio del senatore,
a proposito dello zio. In ogni modo, dopo un certo tempo
capii che sarebbe stato umiliante non avere qualcuno che la
rappresentasse, considerando che le nozze erano un affare sociale
a cui partecipava la miglior gente di Kansas City. Cos le
promisi di darle un testimone.
Mi rivolsi alla signorina Carmela e si vide che viveva, a
quell'epoca, con il tipo giusto, un tipo di gentiluomo all'antica,
sulla cinquantina, con le basette grige e la barbetta irsuta.
Era anche alcolizzato, ma mi giur che sarebbe riuscito a percorrere
la navata di una chiesa senza vacillare, purch fosse
sostenuto dal danaro che io gli diedi.
Inoltre comperai ad Amelia un bellissimo completo nuziale,
e anche il guardaroba per i tempi a venire, e tutto il danaro
che mi restava glielo regalai come dote. Non mi disse mai
una parola di ringraziamento. Mai durante il nostro legame
aveva espresso il sentimento della gratitudine, perch da sempre
sapeva che ci guadagnavo anch'io. Forse non  una cattiva
esperienza, per una donna, fare una stagione da sgualdrina.
Stetti a vedere le nozze dal coro, e vidi per la prima volta
il giovane che stava per sposare. Era alto e robusto e portava
gli occhiali all'et di venticinque anni. Suo padre era un uomo
atticciato con la mascella dura e i capelli grigio ferro. Era facile
capire che Amelia prendeva dal vecchio il sostentamento
che non poteva darle il giovane.
L'amante della signorina Carmela fece davvero bene la
sua parte. Cammin cos dritto lungo la navata, dando il braccio
ad Amelia, che sembrava avesse un'armatura d'acciaio sotto
la giacca a code. Carmela non intervenne. I due vivevano insieme
osservando la regola che in qualsiasi momento uno dei
due doveva essere ubriaco fradicio. Quel giorno era la volta sua.
Invece Dolly venne, e stette a guardare con me, su dal coro.
Era veramente commossa a vedere che una delle sue ragazze
ce l'aveva fatta, e pianse durante tutta la cerimonia, anche
se io non vidi striature di belletto sulle sue guance. Dopo che
gli sposi novelli furono usciti dalla chiesa, e c'era gente che
faceva ressa attorno alla carrozza lanciando riso in faccia al
marito miope, Amelia con una espressione piuttosto sarcastica,
Dolly mi appoggia il petto sul gomito e dice:  uno spettacolo
da non dimenticare. Vieni a trovarmi nel mio locale,
Bracciocorto. Magari trovi un'altra nipote.
Noi ci tenemmo indietro per non mettere in imbarazzo
Amelia, e poi la carrozza part, e quella fu l'ultima volta che
vidi la ragazza. Ma mi venga un accidente se non  vero che
durante il 1885, o forse l'86, io lessi su un giornale che suo
marito era diventato ministro. Dunque ebbe proprio successo,
e fu l'unica persona della mia famiglia ad avere successo, e
questo  il motivo per cui ti ho raccontato questa storia.
Nei due inverni successivi andai a caccia di bufali, e
d'estate giravo per le citt del Kansas frequentate dai mandriani,
giocando a poker, e anche a faro, che era un gioco popolare a
quei tempi. In quanto ai bufali, perbacco, gi dalla stagione
'72-73 le mandrie cominciavano ad assottigliarsi. Ce n'erano
ancora a centinaia di migliaia, ma non a milioni. Molti, ma
non infiniti. Se tu avessi visto uno dei punti di raccolta delle
pelli, avresti capito il perch. Quello che poteva sembrare un
nuovo gruppo di costruzioni, in mezzo alla prateria, era in
realt un ammasso di pelli in attesa di essere caricate sul treno-merci.
E sulla prateria non incontravi pi quei branchi
sterminati di bestie che incontravamo, io e l'uomo delle pelli,
durante il '71. No, quello era uno spettacolo che non doveva
ripetersi pi nel continente.
Ma se il bufalo aveva cominciato a venir meno perch era
selvatico, il suo cugino domestico, il manzo, guadagnava terreno.
Dal Texas, lungo la Pista Chisholm, portavano le mandrie,
traversando le Nazioni ed entrando nel Kansas, fino alle
citt nuove che erano sorte con l'arrivo della ferrovia. Al principio
degli anni Settanta, ormai ogni anno veniva di moda un
posto diverso, cominciando da Abilene e poi Ellsworth, Wichita
e Dodge City. Tutti volevano le mandrie, perch i cowboys
erano pagati dopo la consegna del bestiame ai mandrioli
della ferrovia, e naturalmente, non avendo visto una donna da
mesi, e nessun altro aspetto della vita civile, il gruzzolo se lo
facevano fuori nei divertimenti offerti dal luogo.
Perci tutto questo recava profitto alla gente d'affari, e
s'incoraggiavano i cowboys a divertirsi al massimo, solo che
uomini simili questo incoraggiamento lo pigliavano alla lettera,
giacch per settimane avevano mangiato la polvere, e sopportato
il tempaccio e le bizzarrie del bestiame - bastava
uno starnuto nel cuore della notte a scatenare una mandria. O
magari erano i ladri, o gli indiani. E in questo modo, se un
cowboy vedeva uno slogan come quello che esponeva una certa
citt sulla strada che ci portava, per esempio A wichita va
TUTTO bene, quello si ubriacava non appena posato il piede a
Douglas Avenue, e nella strada accanto aveva gi tirato fuori
la pistola e attaccato a sparare all'impazzata.
Ecco, anche io ebbi i miei scontri con i cowboys e ne porto
addosso le cicatrici, e un paio di volte fui a Wichita al tempo
in cui "tutto andava bene, solo che dopo qualche tempo
assunsero il mio vecchio amico Wyatt Earp, per fare in modo
che le cose non andassero troppo oltre, e quando lo vidi in
azione a pestare sui crani con la canna della rivoltella, ti dico
che cominciai ad avere maggiore stima dei texani.
Io spero che tu mi capisca quando dico che in quel periodo
non appartenni a nessuna fazione. Forse non ero poi cos
vecchio, ma gi avevo cominciato a pensare me stesso come se
fossi l'erede di un'epoca anteriore, che aveva preceduto le ferrovie,
e i manzi, e i pistoleri e le strade piene di sale da gioco,
di negozi. A quell'epoca avevo poco pi di trent'anni, perci
forse era semplice sentimento. In ogni modo gli anni eran cominciati
a passare senza nulla di rilevante, e se ci ripenso io
non vedo altro che un seguito confuso di mani a poker e di
fumi di whiskey e a volte la bocca di un'arma, e a questi incidenti
in un modo o nell'altro io riuscii a sopravvivere, e se anche
alle carte vincevo pi spesso che non perdessi, a quell'epoca
ero veramente a terra. Ora so che in realt aspettavo che
qualcuno mi ammazzasse. Arrivai persino al punto di sedermi
con la schiena alla porta.
Voglio dire che questo lo feci una volta, e subito mi spararono
in una spalla: fu un uomo che non vidi mai. Successe
a Dodge City, e non riuscii mai a scoprire chi fosse stato. Era
la pi odiosa citt sulla faccia della terra. L tutti odiavano
tutti, i cacciatori di bufali odiavano i mulattieri, gli uni e gli
altri odiavano i cowboys, i giocatori odiavano tutti quelli che
giocavano contro di loro, e tutti erano concordi nel detestare i
soldati del forte vicino.
Per farsi un nemico a Dodge bastava farsi vedere da
un'altra creatura umana: subito quella ti odiava a morte. Bastava
guardare il cielo, predire la pioggia, ed eccoti l'occasione
per uno scontro. Cos quando mi beccai una pallottola nella
spalla non fui sorpreso. Era un colpo sbagliato, tra parentesi,
perch neanche colse l'osso. Dopo sei o sette mesi non sentii
pi nulla, a parte le giornate di pioggia. Ma a quell'epoca avevo
ormai lasciato Dodge, e non feci molto per stabilire l'identit
del mio quasi-assassino. La cosa mi avrebbe interessato solo
se avessi avuto la dinamite bastante a far saltare per aria
tutto quanto. Infatti io non facevo eccezione alla regola: odiavo
tutti.
La mia ultima stagione di caccia al bufalo fu nell'inverno
1874-75, e ci volle molto pi tempo a trovare i branchi che a
sparare. Misi insieme, al netto, appena 350 dollari, dall'autunno
alla primavera - questo per darti un'idea di quanto si
prendesse poco. Poi, non molto tempo dopo che ebbi portato
le pelli a Dodge, mi spararono alla schiena, come gi ho
detto.
Quando fui in grado di viaggiare, presi verso nord e arrivai
fin nel Wyoming senza vedere un solo indiano allo stato
selvaggio. Anzi, incontrai parecchi indiani stanziali, che si facevano
la casa di zolle e coltivavano il grano e il granturco,
ed erano amichevoli e a volte avevano una figlia giovane e la
volevano dare in sposa, s che io ero ben accolto e quelli dividevano
con me il cibo che avevano, e questo era molto utile,
perch selvaggina se ne vedeva sempre meno, sulle pianure
centrali.
Dentro quelle case si stava meglio di quel che tu credi,
perch le donne cucivano un panno contro il soffitto, in modo
da trattenere la polvere, e le zolle erano cos spesse da resistere
persino a una gran pioggia, senza far passare una goccia. I
guai cominciarono il giorno dopo, quando l'acqua alla fine
riusc a entrare; da allora acqua e fango gocciolarono per quasi
una settimana. Naturalmente pioveva molto di rado - e
questo era un bene per le case, ma la morte per i raccolti. E
poi nell'estate del '74, milioni di cavallette calarono sulle pianure,
come un'enorme coperta stesa dall'Arkansas al Canada,
e si mangiarono non soltanto quello che cresceva nei campi,
ma persino i finimenti e il telone dei carri, e un treno della
Union Pacific fu bloccato a Kearney, Nebraska, da tre palmi di
questi insetti. Quando se ne andarono le cavallette, dopo due
settimane, era come se nulla fosse stato seminato e piantato,
perch ogni cosa avevano divorato, fino al livello del terreno.
Ho gi detto quanto fosse difficile per un indiano, spesso, mettere
d'accordo il pranzo con la cena, ma c'era considerevole rischio
anche a essere un contadino bianco, almeno allora.
Be', amico mio, una casa di zolle non attrasse mai molto il
tuo affezionatissimo, questo  sicuro. Continuai ad avanzare
verso nord, e ora ti dico perch. Ancora una volta era sorto un
nesso curioso fra me e le attivit del generale Custer. Il quale,
a proposito, io non intendevo pi assassinare; no, se non riesco
a vendicarmi entro un ragionevole periodo di tempo dall'offesa,
io non sono capace di serbare odio attivo per qualcuno.
Riconosco che  una debolezza del mio carattere. Voglio
dire che lo mancai a Kansas City nel '71, e poi mi occupai di
riscattare Amelia, e fra una cosa e l'altra erano ormai passati
otto anni dal tempo del Washita. Io credo che la maggior parte
degli uomini abbiano nel cuore una norma di limitazione; a
meno che uno non sia folle, i sentimenti di violenza dopo un
certo tempo si placano.
Dunque, pur essendo improbabile che Custer diventasse
mai il mio eroe personale, avevo perso il mio antico desiderio
di farlo fuori. Anzi, neanche pensavo pi a lui e quando, nell'estate
del 1874, seppi che era tornato sulla prateria e che
guidava una colonna verso le Montagne Nere per tracciare la
carta di quella zona, non provai il minimo interesse.
Ma il caso volle che certi scienziati, che Custer si portava
dietro in questa spedizione, trovarono nella zona certi depositi,
e i giornalisti s'impadronirono della notizia e la sparsero in
tutto il paese:
oro!
La terra promessa.
Novit dalle Montagne Nere.
Finalmente trovato il tesoro luccicante.
Una fascia di territorio aurifero
Larga trenta miglia.
Trovata la polvere preziosa nell'Erba sotto
i piedi dei cavalli.
Entusiasmo fra i Soldati.
Ci si arriva in sei giorni.
Spedizioni in partenza lungo tutta la frontiera.
Le Montagne Nere eran state garantite ai Sioux con il
trattato del '68, dopo che essi avevano battuto l'esercito e incendiato
i forti lungo la Pista Bozeman, ed era un territorio
assai bello, ricco di foreste, di orsi e di alci. I Lakota chiamavano
quel territorio Pa Sapa, cio i monti sacri, perch gli
indiani consideravano divino qualsiasi terreno che nutrisse
tanti alberi e tanti animali. Un uomo bianco, trovando un posto
simile, ci si sarebbe subito trasferito per sfruttarlo fino all'osso,
ma un pellerossa no. Si sarebbe rattenuto.
Un tempo ci ero stato, da ragazzo. Prima, Pellevecchia
preg a lungo ed ebbe una visione, secondo la quale avrebbe
preso sei alci, due orsi e ventisette pali per la tenda, e fu esattamente
questo che prendemmo sulle Montagne Nere, e nulla
di pi, poi lasciammo quelle foreste scure e quei corsi d'acqua
argentei in pace, cos come li avevamo trovati. A quel
tempo non avremmo saputo cosa farcene dell'oro, se lo avessimo
trovato.
Ma io ero cambiato, e in maniera notevole. Ecco perch
andai avanti verso il territorio del Dakota: volevo un po' di
quell'oro. Ne avevo preso poco durante la corsa all'oro nel
Colorado, del '58, ma ero uomo bianco quanto occorreva per
riprovarci.
Non davo pi la caccia a Custer, n andavo in cerca d'indiani.
Ma una cosa  certa, incontrai l'uno e gli altri.


CAPITOLO 24.
CAROLINE.

Era la primavera del '76 quando raggiunsi la citt di
Cheyenne, nel Wyoming meridionale. C'era la fermata della
Union Pacific e una base di partenza per la corsa all'oro sulle
Montagne Nere.
Secondo il trattato con i Sioux, i bianchi avrebbero dovuto
tenersi lontani da quelle montagne, qualunque fosse la loro
intenzione; e l'esercito avrebbe dovuto respingere qualsiasi
spedizione che tentasse di entrare. Ma era difficile controllare
uno spazio cos vasto di terreno con appena pochi reggimenti.
Ogni aspirante minatore, per quanto facessero i soldati dell'esercito,
tentava di scavare. Se quelli dell'esercito li scoprivano,
bastava dire di no. Non lo arrestavano, niente, e una volta superata
la prossima altura, quello faceva un bel giro attorno ai
soldati e ritornava alla sua meta originaria.
Eppure, anche questo poco fastidio suscitava malumore
negli agglomerati. Era daccapo come ai tempi della corsa all'oro
nel Colorado: il progresso contro la vita selvaggia: l'esercito
doveva intervenire e far fuori gli indiani, piuttosto che
impedire ai bianchi di farsi un bel gruzzolo. Infatti i Sioux
non erano rimasti fermi ad assistere all'invasione, anche se
non erano ancora passati all'ammazzamento vero e proprio. Si
limitarono a mandar via alcuni dei primi venuti, ma senza
spedirli sotto terra, e questo secondo me dimostrava notevole
pazienza.
Non appena fui giunto a Cheyenne - voglio dire la citt
del Wyoming, e non la trib; non ci erano Esseri Umani, l;
se ci fossero stati, gli avrebbero sparato addosso a vista - incontrai
due tali che stavano facendo una rissa tremenda per la
strada principale. E allora, siccome non avevo affari urgenti,
me ne stetti a guardarli, e scoprii che dalla parte perdente stava
addirittura mia sorella Caroline.
Ora questo per me fu troppo, a vedere un bastardo che pestava
mia sorella, anche se magari aveva tutte le sue buone ragioni
e anche se era pi piccolo di lei. Insomma stavo pensando
di buttarlo gi non appena accennasse a prendere la pistola,
e non appena vedessi l'occasione per un colpo buono. Cos,
quando lui diede un gran pugno a Caroline mandandola a
mangiare la polvere, io misi la mano alla mia Colt nuova di
zecca, ma prima che riuscissi a sfilarla, un tale fra la folla accanto
a me dice: Be', signore, a me pare che questo dimostri
qual  la vera.
Osservazione curiosa, e fu fortuna, perch mi trattenne
dall'uccidere. Chiedo: Vera cosa?.
La vera Calamity Jane dice lui, poi si sputa del sugo
di tabacco fra i piedi. Per questo si stanno battendo, le due
troie. Quella grossa di pelo rosso sosteneva al bar che il titolo
spettava a lei, ma poi  entrata quell'altra e si sono prese per i
capelli.
Riposi la pistola e guardai l'"avversaria di Caroline che
se ne stava in piedi coi pugni puntati contro il corpo disteso di
mia sorella, e io stavo guardando la donna pi brutta del
mondo, la quale al momento stava bestemmiando e ti dico io
che in questo era tale la sua bravura da far sembrare che la
bocca immonda di mia sorella emettesse inni di letizia.
Calamity Jane: avevo sentito questo nome ma non mi ero
mai imbattuto nell'originale. Aveva una faccia di patata ed
era di corporatura tarchiata, e quando vide che Caroline era
definitivamente a terra, le diede un calcio, sput per terra, e
raccogliendo il sombrero che le era caduto durante la rissa se
lo mise in capo, con quei suoi capelli tagliati alla maschietta,
ed entr a gran passi nel saloon.
Rammenti di quella volta che Caroline mi salv dalla
sbornia tuffandomi nell'abbeveratoio dei cavalli? Be', era troppo
grossa perch io potessi renderle tale favore, sicch mi limitai
a riempire d'acqua il cappello e a buttargliela in faccia.
Allora si svegli, urlando: Dov' quella puttana? Io l'ammazzo!.
Mi siedo sui talloni e dico: Ne hai prese, Caroline, e secondo
me te le sei meritate, per aver sostenuto di essere tu
Calamity Jane. Ma perch lo hai fatto?.
Bene, le ci vollero un paio di minuti per afferrare chi fossi
io, ma era sempre troppo stravolta per esprimere molto affetto
verso il fratello, cos l'aiutai ad alzarsi e stava benissimo a
parte qualche graffio e un occhio pesto e un taglio al labbro e
una ciocca di capelli strappata alla radice e il lobo di un orecchio
quasi staccato da un morso. Ma trovai un dottore e lui le
diede un linimento e si vide che non sarebbe morta, cos andammo
al ristorante e lei si mangi una bistecca grossa come
la mia schiena e un cinque libbre di patate fritte nello strutto.
Dopo, mentre si stuzzicava i denti (buona parte di quelli
davanti le erano caduti) io dico: Vuoi che ne parliamo?.
Caroline dice: Be', se tu fossi davvero un fratello, gli
spareresti, a quella troia.
Dico: Forse lo far. Ma prima bisogna che sappia quel
che ti ha fatto, oltre che a batterti in una leale scazzottata, pur
essendo pi piccola e pi corta di braccia.
Caroline dice: Sono proprio fuori di forma, Jack. E
intanto si versava il caff. Mi sento veramente male, potrei
morire da un momento all'altro.
Ora non puoi prendere sul serio una persona che dice queste
cose dopo aver mangiato quell'enorme tocco di manzo.
Invece Caroline continua: Non voglio dire malata nel
corpo, ma nell'anima.
Prende un altro sorso di caff e si asciuga la bocca con la
manica della camicia. Capisco che a una persona come te,
dal temperamento freddo, possa essere difficile capire come
un'altra persona muoia d'amore, Jack, ma ti prego di non deridermi
per questo.
Invece di rispondere, io dico: Caroline, cosa ne  del tuo
promesso Frank Delight? Mi rammento che tu avevi attaccato
con lui, nel '67.
E invece no, dice lei se mi rammento bene quell'uomo
dopo tutti questi anni. Penso che tu alluda a quell'imbroglione
che seguiva la Union Pacific. Era proprio un malvivente,
Jack, mi pare che fosse quando tu te ne andasti lasciando
tua sorella inerme e sola, e questo Frank, se si chiamava cos,
non appena sparito tu, mi fece delle proposte oscene, e dovetti
sistemarlo per conto mio, visto che non avevo pi un fratello
a difendermi. Ma tu dove andasti? mi chiede e subito
aggiunge: Mi ha detto il maggiore North che avesti una gran
fifa a quell'incontro con gli indiani e che facesti
dietrofront per scappare.
Caroline era una di quelle persone che fanno quattro sbagli
per ogni due parole che dicono, e se tu cerchi di correggerle,
finisci per presentare altre occasioni al tuo interlocutore per
dare prova ulteriore del suo vizio. Per questo tenevo al minimo
le mie osservazioni.
Lei dice: Dopo questo fatto non potevo stare pi alla
Union Pacific, e allora me ne andai in California, e nell'Oregon
e in Arizona e poi a Santa Fe e nel Texas, anzi nel Texas
ci sono stata un paio di volte, e a Virginia City, e nello Iowa.
Sono stata in parecchi posti, Jack, e ho fatto parecchie cose,
ma non sono mai caduta nella fogna.
Dico: Ma com' questa storia di Calamity Jane? A
quanto pare tu andavi dicendo di essere lei.
A questo punto Caroline mi fa la faccia della pecora e di
nuovo si pulisce la bocca, su fino al naso, sul polsino della sua
camicia a quadretti, da uomo.
Continuo: Perch se quell'altra era la vera Calam, di sicuro
 brutta e sboccata, e io non credo che ci siano molti uomini
a cui una donna simile possa sembrare attraente. In
quanto alle botte, non credevo che le donne fossero capaci di
tanto.
Caroline quasi irrise alla mia ingenuit. Dice: Tu non
crederesti quanti uomini trovano di loro gusto una ragazza capace
di picchiare. Ho avuto molti ammiratori in ogni posto
dove sono andata, compreso, se ti fa piacere saperlo, il signor
Wild Bill Hickok, del quale io credo tu abbia sentito parlare,
se non altro per via di quella puttana che tu sai, e che cerc di
portarmelo via. Ora voglio dirti una cosa, quel che la gente ricorda
di lei  quel nome, non la persona, e "Calamity oltre
tutto non  un nome vero, il nome vero  Jane Canary, ma
basta che un po' di gente in un saloon senta dire Calam,
e non badano pi a niente, si mettono a scherzare e ti offrono
da bere e tu diventi popolare, sul serio. Me la sono
passata male a volte, Jack, e se qualche volta mi trovo al centro
di un gruppo di uomini che si vogliono divertire, non dico
di no.
Veramente, Caroline aveva qualcosa di patetico. Ma io sapevo
quel che intendeva dire a proposito dei nomi: era vero,
sicuramente. Prendi me, per esempio, e guarda un po' la vita
colorita, pericolosa, che condussi partecipando ad alcuni dei
pi ragguardevoli episodi della storia del nostro paese. Scommetto
che prima d'ora tu non hai mai sentito parlare di me.
Poi pensa a Wild Bill Hickok, a George Armstrong Custer, a
Wyatt Earp. Nomi, ecco quello che avevano. Se tu dici Wild
Jack Crabb(1), oppure l'ultima resistenza di Crabb, il nome non
suona alla stessa maniera.
Ma naturalmente in quell'istante io non pensavo a queste
cose, ma semmai a questa mia recente conoscenza, Hickok, e
alla ragguardevole coincidenza.
Dico: Wild Bill?  qui a Cheyenne?. Infatti non l'avevo
pi visto dai tempi di Kansas City, anche se nel frattempo
avevo sentito parlare molto di lui.
Ma mentre non aveva dato alcun segno particolare nel
nominarlo dal canto suo, non appena lo nominai io Caroline
attacc a sniffiare e a singhiozzare e a insultare quest'uomo, e
io non riuscii a ricavare da mia sorella un discorso che fosse
appena appena coerente su quest'argomento, e non riuscii a
capire la situazione se non il giorno dopo, mentre percorrevo
la strada principale di Cheyenne, e salt fuori chi altri se non
Hickok in persona?
Era un poco ingrassato da allora, stava mettendo su ciccia;
continuava a portare i capelli lunghi, ed era tutto ben messo
nei suoi panni di citt, con la giacca a code e il resto. Naturalmente
sotto il braccio sinistro portava diverse scatole, e i suoi
occhi, che sembravano diventati pi piccoli per essere egli ingrassato
in faccia, balzavano da un lato all'altro della strada.
Lento, tranquillo, io dico: Come va, Bill? Ti rammenti
di me?.
Mi ricambia con un'occhiata altrettanto tranquilla. Direi
che ormai mi conosceva bene, ma prima doveva controllare se
per caso non avessi un'arma nascosta contro di lui.
Poi dice: Come stai, amico? Giochi ancora a poker?.
Rispondo non pi tanto come ai vecchi tempi, perch avevo
intenzione di andare a cerca dell'oro.
Anche lui, dice, e subito propone che forse potremmo andare
insieme. Cos andammo in un saloon a berci sopra, e fu
allora che disse: Ma prima mi debbo sposare.
Allora capii che la sposa non era Caroline, e che proprio
questo era il guaio di mia sorella.
Con Calamity Jane? domando.
Hickok mi diede un'occhiata divertita. Ammise: C'
gente la quale dice che Jane e io siamo gi marito e moglie,
con una bambina. Invece non  vero.
Annoto questa parte della conversazione per ci che essa
vale nel contesto storico.
Dice: No. Mi sto sposando con la signora Agnes Lake
Thatcher, vedova del celebre attore William Lake Thatcher,
defunto. Agnes ai suoi tempi era cavallerizza di circo, e cavalcava
in piedi sulla groppa nuda di un cavallo bianco, lo spettacolo
pi bello che si sia mai visto. Una donna notevole, amico.
La vidi in scena per qualche anno nello stato di New York
mentre stavo viaggiando con lo spettacolo mio.
Nella carriera di Hickok questo era un periodo di cui non
avevo mai sentito parlare.
Dice: Ah s. Fu alle cascate del Niagara. Avevo un
branco di bufali, un orso bruno e un gruppo di Comanche.
Ma le bestie si scatenarono e investirono il pubblico, e gli indiani
dovettero fare una cacciata vera e propria prima di sistemare
le cose. Fu uno sfacelo e mi tocc vendere i bufali per
fare i soldi del ritorno a casa.
Dico: A proposito di indiani, mi dicono che ai Sioux
non piace che i minatori vadano sulle Montagne Nere.
Bill cancell questo discorso con un semplice gesto della
mano sinistra. Non te ne preoccupare. C' l'esercito che va
ad accerchiarli.
I minatori? chiedo.
Mi d un'occhiata impaziente. No, gli indiani. Non puoi
impedire ai bianchi di andare dove vogliono. Vuole il caso che
abbia sentito dire - qui abbassa la voce - che Grant ha
mandato un ordine segreto all'esercito, di non impedire pi ai
minatori d'entrare su quei monti. Anzi, stanno preparando
una campagna contro i selvaggi a noi ostili sul Fiume della
Polvere.
A sentire nominare il Fiume della Polvere mi venne una
sensazione sgradevole, e non credo che io debba spiegartelo,
dopo che tu hai sentito i miei numerosi accenni a quella zona
preferita da Pellevecchia.
Dico: Condotta dal generale Custer, indubbiamente.
Hickok risponde: Amico, stavolta non ci sei. Non hai
sentito parlare dei dibattiti al Congresso?.
Infatti no, perch i giornali io li leggevo solo di tanto in
tanto, e consideravo la politica una faccenda noiosa. Soltanto
per caso, in quegli ultimi anni, avevo visto quella notizia a
proposito del marito di Amelia.
Per questo, quando ero in dimestichezza con Wild Bill a
Kansas City, neanche lui si interessava molto di politica; perci
questo suo nuovo atteggiamento doveva avere qualche rapporto
con il fatto che si stava sposando. Tu rammenti che
quando io attaccai con Olga, fu lo stesso periodo in cui partecipai
alla vita pubblica di Denver.
In ogni modo, Bill mi disse che c'era qualcosa che puzzava,
a proposito delle forniture all'esercito, e nella faccenda era
coinvolto Orvil Grant, fratello del presidente. Soltanto i mercanti
autorizzati potevano vendere merci alla sussistenza militare,
e naturalmente gli autorizzati non ponevano limiti ai loro
prezzi e scannavano le truppe. Inoltre si impadronivano
delle forniture che avrebbero dovuto andare alle riserve indiane,
secondo gli obblighi assunti coi trattati, e invece le vendevano
ai soldati e ai civili. Si diceva che Orvil Grant vendeva
illegalmente al maggior offerente, facendosi forte del nome di
suo fratello. C'era dietro anche Belknap, ministro della guerra,
eccetera.
Ah, tutto qui? dico dopo che Bill mi ha informato,
perch a dirti la verit mi pareva che questo fosse perfettamente
normale, non avendo mai conosciuto, fra uomini bianchi,
un caso in cui quelli che hanno autorit e agganci non ne
profittano. Credo anzi che bisognerebbe scagionare le attivit
di Orvil Grant, pensando di chi era parente.
Un poco irritato, Bill dice: Be', mi hai chiesto di Custer.
 per questo che non va contro i Sioux.  andato a Washington,
a deporre in seduta parlamentare.
E ora, per dimostrarti che idea limitata io avessi di Custer,
dico: Vuole tenersi in buona con il presidente.
Hickok scosse il capo: Amico, tu pensa al poker dice.
La politica  roba troppo grossa, per te. Custer intende deporre
contro Belknap e Orvil. Anzi, per questo pu darsi che
Grant lo butti fuori dall'esercito.
Ma perch Custer deve fare questo?
E Wild Bill dice: Perch lui fa sempre quel che ritiene
sia giusto. C' tanta gente che gli vuol male, ma nessuno pu
dire che non sostenga le cose in cui crede.
Poi Hickok ritorn alla faccenda del matrimonio. Dice:
Agnes  una bella donna e non la si pu confondere con le
donne che conoscevamo a Kansas City.  per questa ragione
che ho deciso di andare in cerca dell'oro e di diventare ricco.
Ho sentito dire che in pratica basta chinarsi a raccoglierlo.
Ordin ancora da bere per tutti e due, e attaccammo a discutere
dell'attrezzatura che ci sarebbe occorsa e se dovevamo prendere
con noi altri soci, perch eravamo sicuri che saremmo
partiti non appena lui avesse preso moglie e fosse tornato dalla
luna di miele, che avrebbe trascorso insieme alla sua signora
a Cincinnati, nell'Ohio.
Certamente Wild Bill era cambiato. A Kansas City avrei
giurato che ignorava persino il nome del presidente, figuriamoci
i perch e i percome della politica di cui adesso andava parlando.
E neanche credo che in passato gl'importasse del danaro.
Evidentemente era stata questa donna a fare di lui qualcosa
di pi che una creatura normale. Notai che a volte faceva
uso della mano destra, per bere, e non era pi tanto nervoso
per gli altri clienti del saloon', e neanche sobbalzava quando
io cercavo un dollaro nella tasca del panciotto.
Non voglio dire con questo che stesse diventando di burro.
Anzi, a dire la verit, un paio di giorni dopo uccise un uomo
che aveva tirato fuori la pistola davanti a una stalla. Ma
era indiscutibile che fosse sotto pressione, forse in vista di
quello che stava per succedere prima della fine dell'estate.
 certo che non infastidii quest'uomo a proposito di mia
sorella Caroline, s che a tutt'oggi io non so se la sua storia
d'amore con lei fosse puramente immaginaria oppure avesse
una sua base, perch voglio dirti .una cosa sulla ragazza: stava
perdendo il cervello, poveretta. Io avrei dovuto capirlo, ripensando
agli anni passati. Ora che ci ripensavo, rammentavo che
tutto quello che avevo sentito riguardo alle sue infelici storie
d'amore l'avevo sentito unicamente da lei. Per esempio, era
molto improbabile che Frank Delight l'avesse mai chiesta in
matrimonio.
Il fatto  che se pure Caroline era sopravvissuta a questi
disastri romantici nei suoi anni giovani, non era certo ringiovanita.
Anzi, ormai aveva la bellezza di quarantaquattro anni
e, per quanto ne sapevo, sinora non s'era sposata, cosa che stava
cercando di fare sin dal lontano '52, quando i Cheyenne
ubriachi massacrarono i maschi della nostra famiglia.
Ma dal suo aspetto non l'avresti detto. Da venti anni aveva
lo stesso aspetto, tranne che, come gi ho detto, aveva perso
i denti davanti e aveva un orecchio quasi smangiato e cos
via. Ma non le vedevo in testa un capello grigio; e i lineamenti,
che sempre erano stati marcati, non avevano certo bisogno
di accentuarsi col progredire della sua vita, come di solito succede
alla maggior parte di noi.
In ogni modo, s'erano fatti nella sua mente alcuni buchi
nettamente negativi. Per esempio, quando rientrai da
quell'incontro con Hickok all'albergo in cui lei e io eravamo scesi,
decisi di metterla dinanzi alla verit, come si fa con una persona
isterica, che va presa a schiaffi in faccia per tirarla fuori
dall'isteria.
Dico: Wild Bill si sposa.
Caroline stava seduta sul letto, le gambe accavallate, e si
grattava la suola della scarpa.
Ma non con Calamity Jane continuo.
Alz il capo, richiuse il coltello a serramanico e dice, faccia
tosta: Lo so, sposa me.
Fu allora che capii che andava chiusa in manicomio, anche
se non uscii subito a cercarne uno. Ma avrei dovuto farlo,
perch una volta fissata sul tema del matrimonio, tirava avanti
un giorno dopo l'altro, e secondo me era piuttosto penosa,
perch io dovevo chiuderla in camera sua per non avere l'imbarazzo
di una sorella matta davanti alle persone con cui avevo
fatto conoscenza a Cheyenne, e lei si metteva addosso le
tende della finestra come se fossero un abito nuziale e in
questo modo andava in giro eccetera, anche se non tentava mai di
buttarsi dalla finestra, ci che bastava a dimostrare a che punto
fosse arrivata, perch Caroline non era stata mai capace di
restare a lungo nel medesimo posto.
Non c'era mai stato un manicomio a Cheyenne, e se anche
ce n'era uno a Denver, io non ero pi stato in quella citt dal
giorno in cui me ne andai con Olga e Gus, nel '64, e mi sarebbe
parso buffo ritornarci con a rimorchio una sorella infelice.
Perci con Caroline mi imbarcai sulla Union Pacific, che
avevamo contribuito a costruire, in direzione dell'oriente, verso
Omaha.
Non mi dava fastidio, perch l'avevo convinta che la cerimonia
nuziale si sarebbe celebrata l, perch Wild Bill amava
fare le cose sul serio e voleva sposarsi in una grande citt.
A quei tempi Omaha era davvero grande, e aveva per i malati di
mente una casa tetra, condotta da gente che, se non avesse
avuto indosso l'uniforme, tu avresti scambiata per i pazienti.
Per questo non fu un piacere consegnar loro Caroline, te lo
dico, ma bisognava pur farlo, e non credo che mia sorella fosse
infelice di questa sistemazione, perch subito accett questa
casa come se fosse la sua e quegli infermieri come suoi servi,
ed era tanto presa dai suoi programmi matrimoniali che neanche
mi diede l'addio.
Fu in questo modo che io mi persi le nozze - quelle vere
- di Wild Bill, che ebbero luogo a Cheyenne dopo che me
ne fui andato, e non ebbi mai modo di vedere sua moglie.
E neanche andai a cercare l'oro con Wild Bill. Anzi, non
lo rividi mai pi. Rientr solo dal viaggio di nozze, lasciando
Agnes a Cincinnati, e se ne and a Deadwood sulle Montagne
Nere, dove cercavano l'oro in quella famosa vallata, solo che
non scav per niente. Giocava a poker. Nel pomeriggio del 2
agosto 1876 si mise seduto con le spalle alla porta, ed entr
un uomo di nome Jack McCall che lo fece secco. Nessuno sa
perch quel giorno lasciasse esposto il groppone, per la prima
e l'ultima volta, a meno che non avesse raggiunto quel momento
della vita in cui doveva avere la conferma di quel che
sempre aveva sospettato.
In ogni modo, quello che aveva in mano quando mor, da
allora in poi si  chiamato la mano del morto: due assi e due
otto. Requiescat in pace, J.B. Hickok.
Era aprile quando depositai la povera Caroline al manicomio,
e visto che Omaha sta sul fiume Missouri, io decisi di andare
per acqua nel Territorio del Dakota, magari fino a Pierre,
e poi, via terra, sulle Montagne. La navigazione sul fiume
stava appunto ricominciando, dopo l'inverno, e io trovai un
passaggio su un vapore a ruota e con quello arrivai fino a
Yankton, dove presi un altro imbarco che si chiamava Far
West. Lo feci per poter partecipare all'ultima resistenza di
Custer.
Sto scherzando. Ma tu sai come sembrano le cose, dopo.
In realt successe questo: la nave ebbe una breve sosta a Yankton,
e fu allora che sentii parlare parecchio del Far West e
del suo capitano, un uomo di nome Marsh, il quale era famoso
lungo tutto il Missouri. C'erano parecchie leggende sulla
navigazione fluviale - capitani capaci di navigare col peggiore
maltempo e cos via - e di queste leggende faceva parte
Marsh, il quale era amico di uno scrittore chiamato Mark
Twain, il quale non era certo famoso per sminuire la verit.
Ora io non ho nulla contro Marsh, e neanche a pr' di lui,
ma a me interessava apprendere che avrebbe guidato il Far
West su per tutto il Missouri e poi gi lungo il Yellowstone,
portando rifornimenti per la campagna contro i selvaggi i
quali, adesso che era primavera, uscivano dalle riserve in gran
numero e sembravano essere nella zona del Fiume della Polvere.
Questo naturalmente succedeva nel Montana, e non nei
paraggi delle Montagne Nere. In effetti gli indiani non fecero
mai molto per difendere le Montagne, e io credo che ormai, a
quell'epoca, le considerassero perdute. In realt erano daccapo
fuggiti e l'esercito intendeva dargli la caccia e farli fuori come
sul Washita. Tu capisci che era tutto territorio selvaggio
lungo il Fiume della Polvere: non c'erano coloni, e neanche
miniere d'oro. Era territorio nativo di molti di quegli indiani,
ma non era quella la riserva loro assegnata.
Quest'ultimo era per il governo un punto assai importante,
perch costituiva una sfida alla legge. E poi parecchia gente
ne aveva le tasche piene di questi pellerossa presuntuosi.
Dopo tutto, era il centenario della Dichiarazione d'Indipendenza,
e si era inaugurata l'esposizione nella citt di Filadelfia,
dove stavano in mostra numerosi accorgimenti meccanici, come
la macchina da scrivere, il telefono e il ciclostile; e non
sembrava logico che un paese simile fosse tenuto in scacco da
un branco di primitivi che non avevano ancora inventato la
ruota. Per questo il presidente Grant diede il suo benestare alla
campagna contro i pellerossa. Prima aveva cercato di trattarli
bene, gli indiani, assumendo numerosi quaccheri che
mandassero avanti l'Indian Bureau, ma la cosa non era servita
a nulla perch gli altri, a maggioranza, ritenevano che l'amore
fraterno fosse vigliaccheria, mentre gli indiani pensavano che
fosse follia.
Nella zona del Fiume della Polvere c'era Toro Seduto, e
anche Cavallo Matto, e Bile e parecchi altri famosi Sioux,
con un paio di migliaia di seguaci, e con l'inoltrarsi della primavera
altri ancora ne arrivavano ogni giorno. Se non si
provvedeva a scoraggiarli subito, presto questa sarebbe diventata
un'abitudine, perch se anche il bufalo delle zone meridionali
era stato in larga misura ucciso da gente come me,
quello del settentrione viveva su nel Montana, e gli indiani
preferivano quel tipo di carne al manzo loro assegnato nelle
riserve, e che per giunta spesso gli veniva fregato dai funzionari
governativi e dai mercanti.
Insomma l'esercito faceva venire da sud il generale Crook,
Gibbon dall'ovest, e Terry dall'est, per convergere nella zona
in cui i fiumi Powder, Tongue e Bighorn confluiscono nel
Yellowstone. L'idea era di concentrarli fra i tre bracci di fiume,
e di farli fuori se avessero accettato battaglia. C'era fanteria,
c'era artiglieria, c'erano i Gatling, e il Far West sarebbe
penetrato per quanto possibile a monte lungo i fiumi, come
mai aveva fatto una nave, perch era veramente costruito a
questo scopo, con la chiglia bassa e due argani a vapore per
evitare i banchi di sabbia.
Tutto questo lo seppi a Yankton, ma la notizia pi grossa,
per me, fu che Custer era tornato da Washington, e Grant se
anche ce l'aveva con lui per aver testimoniato contro suo fratello,
di malavoglia aveva consentito che andasse a caccia di
indiani. Gli altri generali vollero con loro Custer, capisci, per
via della reputazione che si era fatta sterminando il villaggio
di Cuccuma Nera.
Ormai  tanto tempo che non nomino Pellevecchia e gli
Esseri Umani, che non vedevo da otto anni. Da tempo i
Cheyenne meridionali stavano tranquilli, nella loro riserva entro
il Territorio Indiano. La campagna del Washita e poi le
altre, nel '68 e nel '69, avevano liquidato la questione: da allora
campavano di sussidi governativi, facevano un po' di
agricoltura e qualcuno lasciava che i figli andassero a scuola.
Ma io sapevo per certo che Pellevecchia non era rimasto
nelle Nazioni. Avrei giurato che era ritornato al Fiume della
Polvere: o era vero questo, oppure il mio vecchio era finito
sottoterra, perch lo sa Iddio quanto fosse vecchio, ma non
avrebbe mai tollerato il mestiere dello zappaterra, e non credo
che avrebbe tollerato che i piccoli Esseri Umani imparassero
fregnacce alla scuola dei bianchi.
Cos Custer si accingeva a fare a questa gente ci che aveva
gi fatto prima. Cominciai a vedere di nuovo la cosa come
una faccenda privata. Eccomi a Yankton, Territorio del Dakota
meridionale, nel maggio del 1876 e il Far West forzava i
motori per aver ragione dell'alto Missouri e aiutare Custer nel
macello dei Sioux e dei Cheyenne settentrionali
Salii a bordo andai nella cabina del comandante, e dico a
Marsh che il generale Custer mi aveva telegrafato di venire
come guida, data la mia esperienza di quella zona nella celebre
battaglia del Washita, dove facemmo fuori Cuccuma Nera
e i suoi tagliagole; e inoltre, ero pronto a pagare il biglietto.
Marsh rispose che per lui andava benissimo, purch io mi
trovassi un posto, sul ponte, dove stendere il mio giaciglio fra
le casse dei viveri e i barili, perch le cabine erano stracolme
d'ogni genere di persone, militari e civili, e c'era persino un
cantiniere a bordo pronto a vendere whiskey non appena si
fossero raggiunte le truppe.
Cos il Far West affondava le sue ruote nell'acqua fangosa
del Missouri e noi puntavamo verso nord, incontro alla
pi grande fra le battaglie indiane. Tu lo sai, a quell'epoca
noi ancora non ci credevamo. Ma tutti sapevano che le trib si
andavano radunando e che Custer le avrebbe affrontate. In
una cosa ci sbagliavamo, che sarebbero di nuovo scappati o
che, costretti a combattere, avrebbero perso.

Note.
1. Cio Jack Crabb il Selvaggio. [N.d.R.]
...
.
...
CAPITOLO 25.
DACCAPO CUSTER.

Ci vollero quasi due settimane per raggiungere il Forte
Abraham Lincoln, su per il fiume fangoso, gonfio, dalle rive
cadenti; e quando ci fummo, le truppe avevano gi percorsa
altrettanta strada nella loro marcia via terra verso il
Yellowstone, guidate dal generale Terry, e Custer vice-comandante.
Come posto, Lincoln non era gran che, perch occupava
un tratto di terra piatta e senza vegetazione, sovrastata da alture
dalle quali i selvaggi spiavano il campo; si vedevano i
mucchietti di pietre dietro i quali tenevano la testa al coperto.
Non appena la nave si fu fermata all'approdo, due donne
salirono a bordo, e una di esse era la femmina pi graziosa
che avessi visto in vita mia, fatta una sola eccezione. E ben vestita,
e di bei modi; e che ragguardevole colpo d'occhio in
quella terra deserta, con quel vento continuo che soffiava sulla
pianura.
Era la signora Custer. La riconobbi anche se prima non
avevo mai posato l'occhio su di lei, con il suo viso rotondo e i
begli occhi tristi, con un elegante cappellino di velluto, quasi
alla cavallerizza, e posava i bei piedini sul rozzo scalandrone
che avevan calato i marinai, e ci pass sopra come un uccellino.
Gli altri se ne stavano l come tanti allocchi; fui io il solo
a porgerle la mano e lei pos la sua lievemente sul mio polso
nel salire sul ponte e mi guard dritto in faccia senza dire grazie,
ma invece sorrise con il nasino e con la morbida fila di
denti perlacei. Voglio ammettere una cosa: se me lo avesse
chiesto lei avrei ammazzato fin l'ultimo indiano della pianura,
o anche soltanto se lei fosse rimasta a guardarmi. Poi pass oltre,
perch io ero nessuno, e piccolo come lei e anche, a dire
la verit, piuttosto malconcio dopo quel periodo a bordo, dove
le possibilit di lavarsi non erano fra le migliori.
Amico mio, io non feci altro che seguirla come se fossi il
suo servo, o forse come un idiota che ha ricevuto un gesto
gentile, e poi c'era quell'altra donna, che era la sorella del generale
Custer, moglie del tenente James Calhoun, anche se
non mi diede per niente nell'occhio.
Il capitano Marsh le guid nella sua cabina e io, non so
bene perch, indugiai alla porta.
Cos sento quella voce d'uccellino che chiede: La prego
di lasciarci venire con voi.
Marsh dice: Perdonatemi signora, ma non posso.
Le stesse battute, pi o meno, si ripeterono diverse volte,
ma il capitano non cedette, e io me ne andai per non udire
pi le angosciate parole della signora. Ero pieno di meraviglia
alla vista della moglie di quel glorioso soldato, coi suoi seicento
uomini e la nave dei rifornimenti e i Gatling. Ma la signora
era preoccupata, lo si sentiva. Di solito le donne si mettono
a tremare al solo pensiero degli indiani. Non per, diresti, la
donna che ha sposato il vincitore del Washita. Custer aveva
fatto fuori i Cheyenne meridionali, aveva trovato l'oro nelle
Montagne Nere. Aveva addirittura resistito all'ostilit del Presidente
degli Stati Uniti! Era odiato dai singoli, ma era anche
il beniamino del pubblico, e il signor James Gordon Bennet
del New York Herald aveva mandato un corrispondente che
fosse presente all'ammazzamento, degli indiani naturalmente.
La moglie di Custer era una donna bellissima. Che cosa,
dunque, la faceva soffrire?
Scesi a terra. C'era un vecchio sergente, escluso dalla campagna
perch si avvicinava per lui il giorno della pensione, un
poveraccio dagli occhi acquosi, e con un naso rossiccio, segno
che gran parte della sua vita militare l'aveva trascorsa dall'altra
parte del fiume, nei saloons di Bismarck.
Dico: Ma perch la moglie del generale vuol venire
con noi? Una bella signora cos!.
Ha avuto un incubo dice lui, poi si soffia il naso in un
gran fazzolettone e lo ripone. Ha visto in sogno un Sioux
enorme, completamente nudo, che teneva in mano uno scalpo
sanguinante di riccioli biondi. Forse  questa la ragione per
cui il generale, prima di partire, s' fatto tagliare corti i capelli.
Dico: Non  vero!....
Allora il sergente dice: E va bene. Continua il tuo viaggio
e vedrai.
Io dico: Calma, calma. Non ho detto che tu sei un bugiardo,
solo che non riesco a capire. Ero sicuro che il generale
Custer non se li sarebbe tagliati mai quei riccioli biondi. Ormai
come lo chiamano gli indiani se non Capelli Lunghi?.
Figlio della Stella del Mattino dice il vecchio soldato.
Ecco come lo chiamavano i Crow.
Tu c'eri al Washita?
No dice il sergente. Dovetti restarmene al campo
perch avevo la diarrea. Evidentemente era uno di quei tipi
che trovano sempre il modo di evitare ogni rischio.
In quel momento la signora Custer e l'altra donna scesero
dalla nave, scortate dal capitano Marsh e un'ordinanza le accompagn
al forte. Marsh stette a guardare poi si volse a me
dicendo: Poveretta, ma io non posso portarmi dietro donne,
specialmente ora, dopo il pasticcio fra Custer e Grant. Lo sai,
Custer comparve dinanzi alla corte marziale qualche anno fa,
gi nel Kansas, imputato di aver abbandonato le operazioni
per vedere sua moglie.
Il vecchio sergente fece una risatina stridula e si carezz il
mento irsuto: in assenza del comandante, non badava a farsi
regolarmente la barba. Dice: Di solito fa quello che gli pare.
Alla Grande Parata, dopo la fine della guerra, pass al galoppo
dinanzi a Grant senza salutare. Sostenne che il cavallo
gli aveva preso la mano, ma io vidi che aveva dato di sprone.
Marsh, che aveva fama anche lui di uomo estroso, non voleva
sentire discorsi simili. Dice: Be', insomma, mettiamo
che Custer venga ferito. Sarebbe tanto peggio averla qui con
noi.
Fa una bella vita, lui dico io con amarezza.
Allora Marsh si mise a far caricare altra roba e il vecchio
sergente mi invit sull'altra sponda, a Bismarck, e saremmo
andati a una vecchia baracca di sua conoscenza, dove si trovava
del buon whiskey, e mi avrebbe anche lasciato pagare, se
insistevo, perch la paga lui l'aveva gi finita. A quest'ultimo
proposito, mi disse che gli uomini mobilitati avrebbero avuto
la paga solamente sul campo, in modo che non la sprecassero
a Bismarck. Custer non voleva andare in battaglia con un reggimento
di ubriachi. Cos il Settimo Cavalleria stava portando
due mesi di paga in quella zona selvaggia del Montana, circa
25.000 dollari in biglietti di banca.
Dovetti rifiutare l'invito, perch il Far West riprendeva la
sua corsa verso nord, verso la grande ansa del Missouri e poi
entro il fiume Yellowstone, senza soste di lunga durata, a parte
quelle per spaccare la legna da mettere nelle caldaie e per
consegnare i rifornimenti alla colonna di fanteria che aspettava
a Glendive Creek. Nella prima settimana di giugno raggiungemmo
finalmente l'imboccatura del Fiume della Polvere
e qui trovammo, al bivacco, il Settimo Cavalleria.
Benissimo, ci ero arrivato. E allora? C'erano parecchie
truppe da quelle parti. Oltre al Settimo, fanteria armata di
Gatling, e centocinquanta carri carichi di rifornimenti: una
mandria di bestiame, la maggior parte del quale tuttavia era
stato macellato e mangiato durante la marcia: una carovana
di muli; un paio di centinaia di civili, mandriani e mulattieri.
Per non parlare della quarantina d'indiani il cui nome giusto
sarebbe Arikara, ma che venivano quasi sempre chiamati, a
quell'epoca, Ree. Questi Ree erano venuti in qualit di guide,
essendo per tradizione nemici dei Sioux, anche se a mio avviso
in passato, eran stati amici dei Cheyenne, quando gli Esseri
Umani vivevano lungo il Missouri, e proprio l continuavano
a risiedere questi Ree.
Un branco di gente dall'aria piuttosto miserabile, piccoli e
sbiaditi, e io credo che un Ree avrebbe preferito tagliarsi la
gola piuttosto che lavarsi una minima particella del proprio
corpo. Eppure erano indiani, anche se nemici di quelli in mezzo
ai quali io ero cresciuto, e nel mio stato d'animo di allora,
mi sarei attaccato a chiunque non fosse bianco all'aspetto. Stavo
pensando a Pellevecchia, capisci, se era ancor vivo, e alle
trib Lakota, ai Minneconjou e ai Hunkpapa e cos via, che
dovevano essere da quelle parti, verso occidente. Correva voce
che probabilmente erano accampati lungo il Rosebud. Voglio
parlarti di questo corso d'acqua: prende nome dai roseti che
sorgono lungo le sue rive. Capivo che da un giorno all'altro le
sue acque si sarebbero tinte di sangue, come era successo al
Washita.
Il Far West aveva cominciato a scaricare i suoi rifornimenti,
e io avvistai un Ree che era venuto dove il cantiniere
stava disponendo i suoi barili di whiskey. Questo indiano era
un tipo tarchiato, vestito di sudicie pelli, e da come guardava
quei barili lo avresti preso per un imbecille degenerato.
Ma un soldato mi dice: Guarda un poco Coltello Insanguinato.
Taglierebbe la gola a sua madre per un bicchiere di
whiskey. Non si direbbe che sia la guida prediletta di.... S'interruppe,
perch non sapeva chi potevo essere io, dato che indossavo
panni civili: fra i mandriani e i mulattieri c'era anche
Boston Custer, fratello minore del generale, e suo nipote Armstrong
Reed. Il soldato, lo capii, stava per completare la frase
cos: La guida prediletta di Culoduro, ma poi cambi la
frase: A vederlo non lo diresti che sia la guida preferita del
generale, non  vero?. Poi sbuff: Vecchiaccio ubriacone.
Ma Coltello Insanguinato in quel momento non era ubriaco,
e non lo fu per qualche altro tempo, perch neanche alle
guide indiane era permesso di bere apertamente whiskey in
presenza di uomini bianchi. Perci ciondolava l disperato
e cercava di parlare al suo prossimo con il linguaggio dei
segni, e finalmente, non sopportando pi di studiare quei
barili senza aprirne almeno uno, se ne and via con il passo
di chi ritorna dal funerale di una persona amata, tanto era
il dolore dipinto sulla sua faccia scura.
Io lo fermai e siccome non conoscevo la lingua dei Ree, a
segni gli dico: Vuoi bere qualcosa?.
Lui dice: Va bene. Allora io mi faccio riempire una
borraccia di whiskey, e insieme a Coltello Insanguinato ce ne
andiamo in uno dei tanti burroni che sono da quelle parti, all'imboccatura
del Fiume della Polvere, e ci mettiamo dietro
un cespuglio, dopo che l'indiano si fu vuotata la vescica per
avere in pieno la sua capacit di bere whiskey. La pisciata
serv anche a scacciare un serpente a sonagli che stava prendendo
il sole in quella zona: ce ne erano parecchi.
Do a Coltello Insanguinato il tempo di mandar gi una
bella sorsata, poi riprendo la borraccia. Guardando due gocce
di liquore che gli scendono lungo il mento e il collo, scacciando
via certi insetti che abitavano dentro il suo colletto, dico:
Cosa intende fare Capelli Lunghi?.
Il Ree tiene gli occhi fissi sulla borraccia. Si  tagliato i
capelli dice, facendo con le dita scure il gesto di chi affetta.
Gli feci cenno che lo sapevo, ma che non capivo cosa ci
entrasse con la mia domanda.
Dice: Significa che morir.
Gli rid la borraccia. A questo punto non occorre che ti
dica quanta importanza d un indiano alla chioma di una
creatura umana. Si prende uno scalpo per scopi ben pi importanti
del procurarsi un trofeo: un uomo senza protezione
al cranio si considera inerme anche quando raggiunge l'Altra
Riva. E ogni volta che gli indiani vedevano un bianco calvo
per natura, lo giudicavano un vigliacco che deliberatamente si
fosse rasata la testa. Capii che Custer aveva fatto un grosso errore,
nel suo stesso interesse.
Non  stato bene far questo dice Coltello Insanguinato,
che a ogni sorsata si deprimeva sempre di pi. Alza gli occhi
al cielo e indica il sole: Non ti vedr sorgere parecchie
volte ancora.
Sapevo che se l'avessi lasciato continuare su questo tono,
lui avrebbe cominciato a intonare il suo canto di morte, cos
gli dico subito, alla svelta: Ma questo non succeder prima
che siano finiti quei barili di whiskey, e allora tu bevi.
Al che lui fu contento e si riemp ancora una volta il gargarozzo.
Ci sono molti Sioux e Cheyenne, l fuori?
Dice: Numerosi come le stelle in una notte chiara.
Indicai verso il campo. Ma guarda tutti quei soldati. E
molti altri ne verranno da ovest e da sud.
Coltello Insanguinato scosse la testa capelluta. Cominciava
a mostrare il grigio alle tempie. Dice: Non importa. Ci
faranno fuori tutti. Capelli Lunghi non diventer mai il Grande
Padre al villaggio principale degli uomini bianchi, come
lui desidera. Mi piace parecchio, ma la sua magia si  messa al
male.
Continua a dirmi che Custer era andato da lui e dall'altro
Ree un paio di notti prima, che aveva offerto regali e detto
che avrebbe fatto fuori tutta quanta la nazione Sioux prima
della fine del mese, e in cambio il popolo americano lo avrebbe
fatto presidente.
Bene, Grant era nei pasticci per via di quei tangheri del
suo governo, e se tu pensi che era arrivato alla Casa Bianca
facendo fuori i ribelli, un risultato analogo poteva saltar fuori
per l'uomo che avesse disfatto gli indiani, che erano il solo nemico
eminente degli Stati Uniti, in quel particolare periodo
del centesimo anno della nostra indipendenza dalla tirannia
del Vecchio Paese.
Capisco che vorrebbe aver finito tutta la faccenda per il
quattro di luglio volevo dire io, ma questo  un discorso
molto difficile, a farlo coi segni. In lingua cheyenne luglio 
la luna in cui si accoppiano i bufali ma non sapevo come si
dicesse in Ree. In ogni modo feci il segno delle corna del bufalo,
e anche quello della congiunzione carnale - che  lo
stesso segno usato da qualsiasi scolaretto bianco - e il segno
della luna e del quarto giorno. Ma anche cos, cosa poteva saper
un Ree del significato storico? Allora dico il giorno in
cui i soldati fecero tanto fracasso, sparando cannonate e roba
del genere.
Sul suo viso scuro comincio a leggere che forse ha capito.
E si ubriacano? chiede.
A voce alta, in inglese, dico: All'inferno. Cosa conta?
Dai, bevi, povero figlio d'un cane.
Dopo un poco fu cotto. Io ebbi la precauzione di scaricargli
il fucile, caso mai si destasse prima della fine dell'effetto.
Ormai sapevo quello che volevo sapere. Capivo, considerando
le necessit attuali di Custer, che al confronto la futura
battaglia avrebbe oscurato lo scontro del Washita. Il pessimismo
di Coltello Insanguinato non mi faceva impressione. Non
m'importava quanti selvaggi a noi ostili si fossero radunati, sapevo
che non erano organizzati, che non avevano molto armamento
moderno, e che si portavano dietro mogli e bambini.
E allora, che cosa dovevo fare io? La vecchia idea infantile
di assassinare Custer era ovviamente tramontata. Un simile
progetto, se l'avessi realizzato, avrebbe indotto il Settimo a
combattere anche pi sodo. Tutti lo odiavano a morte - appena
ero sceso dal Far West avevo sentito i soldati mugugnare
contro di lui: in particolare erano molto seccati dal fatto
che non li pagava fino a che non fossero arrivati sul campo, e
ci significava che se anche non avessero incontrato un indiano
ostile, ci sarebbero stati uomini ridotti in una condizione
tale che sarebbero morti del morso di un serpente a sonagli o
roba del genere, senza che in citt nessuno facesse loro le feste
prima di partire per l'ultima campagna. Ma non appena io gli
avessi sparato, o lo avessi accoltellato alla schiena, sarebbe
diventato un eroe. In ogni modo il comandante effettivo era il
generale Terry, e perci la campagna non si sarebbe fermata.
Dunque avevo lasciato Coltello Insanguinato dietro il cespuglio
quando, rientrando al campo per studiare la questione,
chi non ti vedo se non una figura dei vecchi tempi, seduta poco
oltre il punto in cui il Fiume della Polvere si versa nel
Yellowstone?
La sua pelle era pi scura di quella di un Ree e aveva in
testa un cappello a cencio con una penna d'aquila. Lo sa Iddio
se era cambiato dopo venti anni
Gli dico: Bene, Lavender, ecco una bella sorpresa.
Infatti era proprio lui, e mi guardava in modo cortese e
dice che ero stato pi bravo di lui a riconoscerlo perch lui
non mi riconosceva.
Io dico: Jack Crabb. Il reverendo Pendrake, a... nel
Missouri.
Mi studia con attenzione, poi dice: Va avanti. Poi si
leva il cappello per vedere meglio, si alza in piedi, mi scruta
in faccia, fa una specie di grugnito, poi ride, e io lo agguanto
e gli do uno spintone. Non so perch, ma era come aver ritrovato
un parente perduto da tempo: pi stavolta che in parecchie
altre occasioni. Dopo che avemmo finito di esternare il
piacere di rincontrarci, io dico: Dimmi cosa fai tu qua. Forse
che il reverendo  diventato cappellano?.
No, lui no dice Lavender, il quale doveva avere ormai
un quarantacinque anni, e a guardarlo da vicino mostrava solo
qualche capello grigio, ma la pelle di mogano del suo viso
ancora non aveva rughe. Indossava una giubba di pelle e calzoni
con la frangia, e se non mi sbagliavo la cintura era adorna
di perline, alla maniera dei Sioux. Dice ancora: No. E
poi: Ahim, sono molti anni che non penso a quel reverendo.
Mor, Jack, non molto tempo dopo che tu te ne andasti.
Mor di indigestione, ecco quel che successe. Fece fuori uno di
quei pasti giganteschi che gli preparava Lucy a mezzogiorno,
poi si mise subito dopo a fare un sonnellino, e una parte del
pasto gli ritorn in gola intasandogli il canale del fiato e
rimase soffocato prima che qualcuno se ne accorgesse, accidenti se
non rimase soffocato.
Proprio in quel momento Lavender mise l'esca alla lenza,
infatti si era di nuovo messo a sedere e aveva alzato l'asta, con
me al suo fianco, poi la tir fuori e c'era un piccolo persico
abboccato all'amo, e lui lo prese e lo butt sulla riva.
Lavender continu: Be', come parve a me quando successe,
quell'uomo mor felice, nella condizione che pi gli piaceva
al mondo: pieno di cibarie. Credo che quel giorno Lucy
avesse cucinato porco arrosto.
Provai qualcosa che stava fra l'indigestione e il batticuore
mentre chiedevo: E la signora Pendrake? Immagino che si
sia risposata.
Lavender stava mettendo un altro verme all'amo. Dice:
La signora, no, la signora chiuse le imposte di casa e io non
ricordo neanche che partecipasse al funerale. E la chiesa si
prese un predicatore nuovo che avrebbe dovuto vivere in quella
casa, ma lei non volle andarsene e nessuno di quei bianchi
ebbe il coraggio di chiederle che se ne andasse, s che il predicatore
nuovo dovette risiedere altrove, e per quanto ne so io
sta ancora l.
Io stavo pensando i miei pensieri: per un istante mi venne
addirittura in mente di lasciar perdere tutto quel che stavo
facendo per ritornare subito nel Missouri ma ormai ero abbastanza
adulto per seguire le ragioni del buon senso. Avevo
trentasei anni e ne avevo viste troppe. Credimi, la persona veramente
romantica  quella che non ha mai fatto altro che
immaginare. Se uno, come me, ha davvero partecipato alle calamit,
diventa conservatore.
Ma mentre stavo fissando il Yellowstone, dove la corrente
formava una specie di freccia acquorea attorno alla lenza di
Lavender, lui dice: Ci sono rimasto un anno circa, ma.ormai
era una casa di donne, e allora cominciai a ripensarci....
Batt la mano sul terreno. Dice: Certo, eri proprio tu quello
vissuto con gli indiani. Ora me lo rammento, Jack. Come
ne parlavamo, tu e io. Sissignore, ecco cosa feci, perch ero
libero e potevo andare e venire a piacimento. Un giorno andai
all'ovest, come pensavo di fare da un pezzo. Quel mio parente
era andato via con il capitano Lewis e con il capitano
Clark....
Riattacc a parlare di quel tale schiavo York, perch non
aveva memoria buona come la mia. Basti dire che ebbe varie
avventure prima di trovare l'indiano che corrispondesse ai suoi
bisogni; ma alla fine ci riusc, e chi era se non Toro Seduto
coi suoi Sioux?
Questa notizia mi distolse dai miei pensieri. Dico: Ma
no!, e immediatamente mi pentii d'avere scelto queste parole,
perch capisci, Lavender non era pi negro. Voglio dire,
negro era ancora, come razza, ma non era pi in alcun modo
un servo, n del servo aveva la mentalit, e perci non era pi
avvezzo a sentir mettere in dubbio la sua veracit.
Si limit a guardarmi con evidente fierezza, in cui io riconobbi
subito il tratto dell'indiano, e subito dissi: perdio,
perdio, il vecchio Toro Seduto! Per me  una sorpresa, ecco
tutto. Proprio lui stanno braccando ora, vero?.
Lavender ebbe un'espressione triste. Ho sposato una
donna Sioux della banda di Hunkpapa e per diversi anni son
vissuto in un tepee fatto di pelli. Croll il capo facendo vibrare
la penna. Son gente davvero buona, e se prendi il vecchio
Toro, per un indiano  quel che si potrebbe definire un
genio. Quando vuole vedere ci che succede in qualche parte
del mondo, gli basta chiudere gli occhi e sognare e vede tutto
chiaro.
Dico: S,  vero.
Il sole si rifletteva sul naso largo di Lavender. Dice: Tu
rammenti il reverendo Pendrake, Jack. Come sempre esponevo.
i suoi princpi. Erano buoni e persino santi, direi, e proprio
per i suoi princpi mi comper dal mio vecchio padrone e mi
diede la libert. Per questo forse ero ingrato quando dico che
pi lo sentivo pi pensavo di lui:  uno sciocco.
Dico: Anch'io. Anche da ragazzo.
Ma perch, Jack, pensavamo cos? La domanda di Lavender
era proprio seria. Si lev il cappello e lo butt per terra,
mettendo in mostra la sua testa di riccioli irsuti. Dice:
Perch io ero nero, ma sapevo leggere e scrivere.
Dico: In quanto a me, pensavo che lui parlava di come
le cose dovrebbero essere, anzich di come sono.
 vero! Proprio cos! grida Lavender. Mentre gli indiani
fanno tutto il contrario... E allora continua sia tu che
io con il tempo siamo cambiati e poi abbiamo abbandonato
anche gli indiani. Dimmi questo.
Dico: Perch non siamo nati barbari.
Tu l'hai detto.
E non funziona, se tu sei consapevole di qualcosa d'altro
continuo. Va benissimo se tu sei nato in una tenda e la
mamma ti ha portato sulle spalle, e hai conosciuto la magia
dal giorno in cui venisti al mondo e non hai inventato la ruota.
Lavender dice: Se dalla civilt tu passi a vivere fra i selvaggi,
per un poco va tutto bene ma poi ti viene una tale curiosit
di sapere quel che c' dietro che non resisti. Bisogna
che tu veda, e allora ritorni, e questo pu essere bene e pu
essere terribile, ma succede.
Tir la lenza, raccolse i persici e gli altri pesci da frittura
e ce ne andammo insieme dov'era la sua tenda, al margine del
bivacco.
Dico: Ci siamo chiarite le idee. Ma ora io mi chiedo
perch tu sei ritornato in questo paese.
A questa domanda Lavender parve imbarazzato. Dice:
Io non son qui per combattere i Sioux. Ho firmato come interprete.
Quando vedranno questo esercito, forse ritorneranno
ai loro territori.
Tu lo credi?
Dice: No. E se mi sparano, direi che io rispondo al fuoco.
Il giorno dopo finalmente vidi Custer. Continuavo a star
l in posizione non ufficiale, e avrei potuto tirare avanti parecchio
tempo in un campo di quella grandezza, dove come ho
detto c'erano parecchi civili in qualit di conducenti e altro; e
stavo pensando di fare cos, perch ero un nemico in questo
ambiente e mi pareva minor tradimento se non firmavo per
nulla. Ma poi pensai che se fossi rimasto l a ciondolare per
troppo tempo, qualcuno si sarebbe accorto che io non ero addetto
a nessun servizio, e avrebbe forse cominciato a fare domande.
Temevo anche che le mie simpatie sarebbero trapelate
ogni volta che avessi parlato un po' a lungo con un uomo
bianco, perch non potevi fare un passo in mezzo a quella
gente senza sentir dire che avrebbero fatto fuori il vecchio Toro
e i suoi tagliagole, che il solo pellerossa buono  quello
morto eccetera. Su questo argomento i soldati erano pronti a
scordare la loro antipatia per Custer e a dire anzi che era un
gran guerriero.
Eppure io non sapevo ancora cosa intendevo fare. Non si
era ancora stabilito dove fosse il campo indiano. Il maggiore
Reno col suo reparto erano usciti in ricognizione lungo il fiume
Tongue, proprio per scoprirlo. Io avevo, mi pare, un vago
progetto, per quando si fosse trovato il villaggio: tagliare la
corda davanti alle truppe e avvertire gli indiani, anche se mi
pareva probabile che sarei rimasto ucciso prima di entrare in
contatto con un Cheyenne che mi riconoscesse.
Al momento, la mossa migliore pareva essere quella di
farmi prendere come guida, e per questo era necessario un colloquio
con Custer. Ufficialmente comandava il generale Terry,
ma l'impressione mia era che Terry parlava e Custer agiva.
Andai alla tenda del quartier generale del Figlio della
Stella del Mattino e riuscii a non farmi notare dall'ordinanza;
entrai, ed eccoti un tavolinetto da campo, e dietro sedeva il
generale, scrivendo come al solito. Non mi pare che qualcuno
abbia mai fatto notare che scrittore fosse Custer: lettere alla
moglie quasi ogni giorno, e anche una serie di articoli per la
rivista Galaxy, durante le operazioni. Proprio questo immagino
che stesse scrivendo.
Pareva diverso con i capelli tagliati corti, come una persona
normale, forse un poco pi disarmato, ma pu anche darsi
che questo dipendesse dalla superstizione di Coltello Insanguinato.
In ogni modo io vidi qualche altra cosa prima che lui alzasse
gli occhi su di me. Fuori era giorno, ma lui si serviva di
una candela come aggiunta all'illuminazione, e siccome stava
chino sulle carte, il sommo del capo scoperto mi stava bene in
vista e l, in mezzo ai residui riccioli biondi, affiorava qualche
tratto di pelle rosea. Insomma, Custer stava diventando calvo.
A un tratto provai per lui un po' di sentimento umano,
ma scomparve subito perch mi fece restare l un bel pezzo,
senza dar cenno di avermi notato.
Finalmente smette all'improvviso di scrivere, aspetta che
l'inchiostro si asciughi, depone la penna e mi fissa freddamente.
Che cosa vuoi? chiede con quella voce rasposa che
non m'ero scordata.
Generale, dico, cercando di far cadere il disgusto che
adesso sostituiva il breve sentimento di prima mi chiedevo
se potrei esservi utile come guida o come interprete. Ci sono
anche i Cheyenne, insieme ai Sioux, e io ho vissuto fra...
No dice, riprende la penna e chiama: Ordinanza, fai
uscire quest'uomo.
Il soldato entr nella tenda e si fece di lato perch io
uscissi, ma adesso ero arrabbiato e non intendevo muovermi, e
quando lui mi prese per un braccio per sbattermi fuori, io lo
respinsi e dissi: Giovanotto, provati a toccarmi un'altra volta
e io ti apro la pancia con una coltellata.
Custer alz gli occhi e fece una risata secca, che fu pi
aria che rumore.
Sei un tipo pepato, vero? dice. Mi piacciono le persone
cos Va bene, ordinanza, puoi andare. E il soldato obbedisce,
dandomi un'occhiataccia. Poi Custer si accomoda sulla
sua poltrona da campo e dice: Allora, che cosa ti fa credere
di potermi essere utile?.
Ero ancora arrabbiato, ma riuscii a rammentare una parte
delle mie esperienze con i Cheyenne, anche se naturalmente
omisi tutto quel che riguardava il Washita.
Ah, i Cheyenne, disse prima che io riuscissi a dire
molto ma non i Sioux? Bene, amico mio, tu arrivi con otto
anni di ritardo. Come forse hai sentito dire, io ho picchiato i
Cheyenne nel 1868, nel Territorio Indiano. A quanto pare tu
non ti tieni al corrente.
Ti voglio dire una cosa, era il suo ghigno che mi bruciava,
peggio che la sostanza delle sue osservazioni, ma sapevo che
se mi fossi abbandonato, lo avrei ucciso.
Allora dico, con tono piatto il pi possibile: A nord del
Platte ci sono ancora abbastanza Cheyenne per darvi del filo
da torcere, specialmente se si sono messi d'accordo con i Lakota.
Dice: Ah s, forse qualche isolato si  fatto strada verso
nord per unirsi a questi scontenti, ma io posso riuscire a farli
fuori tutti quanti con un solo reparto del Settimo, a meno che
gli agenti per i Territori Indiani siano riusciti a equipaggiarli
con il pi recente Winchester a ripetizione, nel qual caso mi
serviranno due reparti. A mio avviso la campagna andrebbe
condotta contro quei signori, contro quei bastardi che da un
lato speculano sui sussidi destinati agli indiani e dall'altro prevaricano
e taglieggiano sulle rapine compiute dai selvaggi sotto
la loro protezione.
Questo argomento lo preoccupava veramente, aggrottava
le bionde sopracciglia e il naso gli diventava puntuto. Dice:
A me pare proprio sinistro che questi uomini possano rendersi
complici, perch di complicit appunto si tratta, nelle crudelt
contro nostri concittadini. Per esempio il funzionario del
territorio di Nuvola Rossa,  stato cos inetto che ultimamente,
con minacce di morte, quelli sono riusciti a non fargli alzare
la bandiera americana sul suo ufficio.
A questo punto si rattenne, come se capisse che non era
giusto per un maggiorgenerale degli Stati Uniti rivolgere una
frase cos emotiva a un semplice uomo della frontiera.
Dice: Be', immagino che per te questo sia tutto greco.
Mi dispiace di non poterti assumere come guida, ma tu potresti
darci un servigio estremamente utile come mandriano o come
conducente, o qualsiasi altra cosa. Non tutti possono cavalcare
in testa alla colonna: i piedi sono utili almeno quanto gli
occhi.
Ora tu non ci crederai, eppure successe. A sentirmi congedare
da Custer in questo modo io persi il controllo, e prima
ancora di rendermi conto di quel che facevo dissi, molto distintamente:
Bastardo, avrei dovuto accoltellarti quando me ne capit
l'occasione.
Detta la frase rimasi terrorizzato - non perch temessi
per il mio benessere; nossignore. Capii all'istante che non
avrei tagliato la corda per avvertire gli indiani. Rimasi l per
un poco, con le parole che ancora mi echeggiavano in testa, e
Custer dice:
Ma grazie di essere venuto. Mi piace il tuo spirito. Non
possiamo aver dubbi sull'esito, quando anche i civili accettano
di servire.
Si rimise a scrivere e io uscii dalla tenda. Custer non aveva
sentito la mia battuta, che gli dissi in faccia! In quanto al
mondo esterno, era come uno di quegli uccelli impagliati sotto
una campana di vetro. La sua opinione compensava la mancanza
di attrezzatura rivolta a scoprire reazioni esterne. Solo in
questo modo riesco a spiegare la faccenda.
In ogni modo, fu cos che l'elenco degli uomini presenti
alla Battaglia del Little Bighorn non contenne mai il mio nome.
Custer si convinse che io ero un mandriano; e i mandriani
e i conducenti immaginarono che io fossi un interprete o una
guida, specialmente da quando me ne stavo parecchio tempo
con Lavender.
Fu mentre eravamo a questo campo sul Fiume della Polvere
che il Settimo Cavalleria abbandon l'eccesso del bagaglio.
Per esempio, tutte quante le sciabole furono incassate e
lasciate l, s che quei quadri dell'ultima resistenza in cui Custer
agita la spada mentre gli indiani gli vorticano attorno sono
bugie. E quella famosa banda reggimentale che tanto mi
aveva tormentato sul Washita, ne aveva s fatta della strada da
Forte Lincoln, ma per una volta tanto non accompagn l'attacco.
I suoi cavalli grigi servivano per numerosi soldati che avevano
fatto la strada a piedi.
Un paio di giorni dopo tutti quanti salimmo quaranta miglia
pi su lungo il Yellowstone, verso la foce del Tongue.
Mi trovai un cavallo indiano sellato e con la cavezza. Me lo
diede Coltello Insanguinato, che aveva qualche bestia di avanzo.
Se rammento bene, l'affare mi cost due o tre borracce del
whiskey del cantiniere, non un cattivo affare, ma d'altra parte
quel cavallo aveva visto giorni migliori e non valeva pi molto.
Era magro e con un paio di guidaleschi, che gli curai con
la vecchia medicina cheyenne: tabacco bollito, erba amara,
grasso di animale e sale.
L'ultimo mio ricordo dell'accampamento sul Fiume della
Polvere  quello della banda, su di un'altura vicina, che suonava
la marcia. Naturalmente aveva scelto Garry Owen, e riport
alla mia mente certe immagini di otto anni prima. Non
sapevo naturalmente che con lo spegnersi della fanfara, si spegneva
anche la famosa buona stella di Custer.
Cavalcavo in fondo alla colonna, con i muli che adesso
avevano sostituito i carri dei rifornimenti, e davanti a me si
stendeva la possente colonna turchina.


CAPITOLO 26.
A CACCIA DEL NEMICO.

Alla bocca del Tongue trovammo un villaggio sioux abbandonato
dall'inverno prima, e i soldati ci rovistarono dentro
cercando pali da tenda, robaccia eccetera che poteva servire
per far fuoco. Lavender trov un paio di vecchi mocassini
spaiati, e mi disse che ne aveva conosciuto il possessore, guardando
alle perline che l'adornavano. Io non ne sono sicuro,
perch procedendo verso occidente lui diventava sempre pi
triste e questo poteva influire sul suo giudizio.
Poco dopo avvist un catafalco levato su pali, dipinto di
nero e di rosso, con dentro il corpo avvolto nei panni funebri
insieme all'altra roba che gli indiani uniscono al defunto, in
modo che non sia nudo e inerme sull'Altra Riva: arco, mocassini
e simili; e quando arrivo io, Lavender era l, la tesa del
cappello sollevata dal vento insistente, perch era sopra un'altura
nuda, e fissava la scena con la bocca spalancata.
Poi arrivano certi cavalleggeri e abbattono il catafalco per
bruciare il legno, e prendono i mocassini e l'arco come ricordo
e lasciano il cadavere abbandonato sul nudo terreno. Mentre
succedeva questo, Lavender se ne stava d'un canto, e poi mi
dice: Vado a pescare. Ora tu capisci perch secondo me
era diventato strano.
Ma un istante dopo comparve il generale Custer in persona
con la sua bella cavalla balzana da tre, che si chiamava
Vie, e guarda il cadavere e dice a Lavender: Scoprilo. E il
mio amico obbed, togliendogli di dosso le pelli, e dentro c'era
un guerriero Sioux morto, morto da un pezzo, senza dubbio,
ma ancora gli si vedeva una ferita sulla spalla.
Custer dice: Sistemalo. Lavender lo alza fra le braccia
e se lo porta via come se fosse una creaturina viva, un bambino
o una bambina, solo che quel corpo era rigido e rinsecchito,
s che non pesava molto. And lungo la riva del Yellowstone
e lo butt nell'acqua.
Immaginavo, conoscendo che tipo fosse Custer, che non
mi avrebbe riconosciuto, nonostante la nostra recente conversazione,
e invece mi sbagliavo. Dice: Salve, conducente, e
io mi toccai il cappello, in segno istintivo di rispetto. Se ci
avessi pensato non lo avrei fatto, ma il fatto  che quando tu
stavi per un poco ai panni di Custer, anche se lo odiavi a morte,
dovevi riconoscere che l'autorit gli veniva fatta naturale.
Poi un soldato disse al generale che avevano trovato i resti
di un uomo bianco nelle ceneri di un vecchio fuoco sulla
zona del campo, e allora lui diede di sprone a Vie, e siccome
io ero a piedi, quando ci arrivai avevano scoperto un cranio e
uno scheletro quasi intero, con le ossa tutte disordinate, appartenenti
a un ex soldato della cavalleria degli Stati Uniti, e
questo lo si pot stabilire grazie a un paio di bottoni d'uniforme
trovati in quello stesso fuoco, e intorno c'erano grosse pietre
e mazze di legno morse dal fuoco, con le quali ovviamente
lo avevano battuto a morte. Vidi che le guide Ree dicevano
questo a Custer, con il linguaggio dei segni.
Il generale smont e si avvicin a quel mucchio di ossa.
Parecchi soldati fecero crocchio, e alcuni dicevano che il poveraccio
doveva essere l'uomo perso in quella zona nel '73. Alla
notizia ammutolirono i soldati, che finora avevano creduto di
andare a caccia all'anatra, giacch non condividevano la malinconia
che avevo visto sulla faccia di Lavender e di Coltello
Insanguinato. Non si era ancor visto, in carne e ossa, un Sioux
o un Cheyenne, e l'accampamento era l da mezzo anno.
Ma io giuro che questo fatto ebbe effetto su Custer. Lo
stavo a guardare mentre lui fissava quelle ossa. Nella scarsa
luce della tenda, io non avevo visto quanto era invecchiato dai
tempi del Washita. Aveva appena trentasette anni, eppure
gliene avresti dati dieci di pi. Non si era fatta la barba durante
questa campagna, e il suo viso era coperto di stoppia,
baffi e i sopraccigli arruffati. Si tolse il cappello grigio, per rispetto
al morto, e il taglio dei capelli era fatto in maniera singolarmente
rozza per un uomo come lui, avvezzo a tenersi in
ordine. Le rughe che gli correvano dal naso alla bocca erano
molto profonde, e non aveva avuto il tempo di lavarsi, s che
parecchia polvere gli stava addosso.
In quanto a me, fu allora che per la prima volta feci questa
riflessione: forse io non volevo veder far fuori gli indiani,
ma neanche volevo vedere morti questi seicento uomini bianchi,
e naturalmente n il Ree n Lavender. Le cose si complicano
sul serio, quando cominci a trafficare con la mortalit. Se
mi mettevo dalla parte degli indiani, quelli potevano tendere
un'imboscata a Custer. Se non lo facevo, Custer avrebbe trucidato
gli indiani.
Stavo a guardare i soldati che mettevano insieme le ossa
del soldato morto quando venne Coltello Insanguinato e un
altro Ree malmesso di nome Pugnale, i quali mi si rivolgono
nel linguaggio dei segni.
Dice Coltello Insanguinato: Il tuo amico, l'Uomo Bianco
Nero, ha buttato nel fiume il corpo di un Lakota.
Dice Pugnale: E ora sta pescando, proprio in quel posto.
A segni, interviene Coltello Insanguinato: Noi pensiamo
che adoperi il cadavere come esca.
La sola cosa che puoi fare con un indiano, quando  in un
simile stato d'animo,  dire: Vi ho sentiti. Se ne andarono.
Lo sai che aspetto hanno quei Ree? chiede una voce
alle mie spalle. Sembrano lavandaie scure.
Mi volsi e vidi un sergente che mi pareva di conoscere.
Da principio non riuscii a capire perch.
Dice: Senti, giuro che ti ho gi visto prima. Sei mai stato
in cavalleria?.
L'assicurai che non ci ero mai stato, ma poi me lo rammentai.
Era quel caporale che mi aveva trovato subito dopo
che mi fui messo panni militari dietro un cespuglio sul
Washita, e che mi port al villaggio dove Custer mi fece il cicchetto
perch avevo la giubba sbottonata. Era stato promosso,
e c'era del grigio nei suoi capelli, e aveva anche un paio di
libbre in pi alla vita, ma era sempre la stessa persona. Mi
aveva salvato la vita, e di solito queste cose non si scordano.
Il ricordo di questo fatto, naturalmente, mi fece sentire
amico di quest'uomo, e allora tesi la mano e dissi il mio nome,
e lui risponde che il suo nome  Botts.
Chiedo: E allora, Botts, credi che presto ci sar battaglia?.
Stava fumando una pipetta nera, che puzzava anche al
vento del Montana. Sbuffa un poco di fumo, poi dice: Direi
di no. Credo che se la daranno a gambe, possibilmente, come
fecero sul Washita. Certo, per adesso nessuno sa dove siano.
Reno  andato a cercarli, e a Culoduro dispiace proprio che
Terry non abbia mandato lui. Ha paura che Reno li trovi e li
faccia fuori prima di lui, ma ti dico io che di questo non devi
preoccuparti. Reno non ha mai combattuto gli indiani, e non
ha il coraggio di farlo adesso. Il solo combattimento che gli
garba  fra lui e una bottiglia. Culoduro, d'altro canto, non
vede l'ora di imbattersi in qualsiasi cosa abbia la pelle rossa,
magari anche un branco di vecchie squaw, per scagionarsi con
Grant!.
Ho sentito dire che si potrebbe presentare per la
presidenza.
Davvero? Il sergente fece una risata cavallina. Be',
due voti li prenderebbe di sicuro: il suo e quello della
signora Custer. Ah s, naturalmente, anche quello di suo
fratello Tom, ed ecco un altro bastardo. Hai visto quell'esemplare?
Wild Bill Hickok gli diede il fatto suo, gi nel
Kansas, e Tom abbass le corna. E il vecchio Pioggia in Faccia,
quando fu arrestato un paio d'anni or sono per l'assassinio
di tre bianchi, ne diede la colpa a Tom Custer e giur che un
giorno avrebbe strappato il cuore di Tom, e lo avrebbe mangiato.
Da quando l'indiano ha tagliato la corda, Tom si piscia
addosso.
Cos tu vedi quale opinione avessero, l'uno dell'altro, gli
appartenenti al Settimo Cavalleria. Il solo ufficiale che Botts
stimasse un poco era il capitano Benteen, uno che rammentavo
dal tempo del Washita, e il capitano Keogh, un irlandese
coi baffi. E nel caso di quest'ultimo, Botts era anche pronto a
lasciare perdere la religione cattolica, e oltre tutto questo tale
Keogh era un beone, ma di certo non beveva per farsi coraggio
assieme al maggiore Reno.
Non so a che punto questo Botts la smise di condannare il
prossimo per il vizio del bere, giacch durante la nostra dimestichezza
anche lui stava di continuo attaccato alla borraccia,
che si faceva riempire di zozza dal cantiniere. D'altro canto,
uno dei motivi per cui odiava il generale, era che questi non
beveva n fumava. Detestava tutta quanta la trib dei Custer,
e diceva che il pericolo maggiore della campagna in corso era
quello di trovarsi circondati dai Custer, piuttosto che dagli indiani,
perch oltre al generale e a Tom, e a quel fratello minore
di nome Boston, e al nipote Armstrong Reed, c'era il tenente
Calhoun, sposato con la sorella di Custer.
Poi magari questo Botts avrebbe cominciato a sparlare anche
della signora Custer, ma questo io non l'avrei tollerato,
anche se Botts un giorno mi aveva salvata la vita. Quella signora
era bella come un angelo.
Molti soldati la pensavano come Botts, seppi poi. Ora,
pu anche darsi che avessero ragione di pensarla in quel modo,
ma consideriamo questi indiani che si accingeva a combattere:
se non avessero venerato Toro Seduto e Cavallo Matto e
Bile, questi individui non sarebbero stati i loro capi Era un assurdo,
per un pellerossa, farsi guidare da un uomo odiato o
condannato. Questo par essere un trucco esclusivo dei bianchi,
e a questo punto la situazione era tale che il Settimo Cavalleria
aveva due nemici formidabili che l'aspettavano al Little
Bighorn: tutta quanta la nazione Sioux e il Settimo Cavalleria.
Un paio di giorni dopo il nostro arrivo, dal distaccamento
del maggiore Reno vennero le guide, che avevano raggiunto
la bocca del fiume Rosebud. Avevano trovato gli indiani, o
per lo meno le tracce di essi. Una grande pista, larga mezzo
miglio, segnata dai graffi dei pali trainati dai cavalli, su verso
monte nella valle del Rosebud. Allora tutti ce ne andammo a
raggiungerlo dove il fiume si versa nel Yellowstone, il Settimo
per via di terra e il generale Terry col suo stato maggiore
a bordo del Far West. Il generale Gibbon con il suo reparto
era gi nella zona, sulla riva settentrionale del Yellowstone.
Ti giover rammentare che il Yellowstone in questa zona
scorre da sudovest a nordest, e che gli affluenti ci entrano da
sud, paralleli, all'ingrosso, l'uno all'altro. Procedendo verso
occidente, viene per primo il Fiume della Polvere, dove io mi
unii alle truppe; poi il Tongue, dove trovammo il Sioux morto
e lo scheletro del soldato; quindi il Rosebud, dove Reno ci
stava ad aspettare, e finalmente il Bighorn. Venticinque, trenta
miglia sopra la bocca di quest'ultimo, c' una biforcazione,
il cui ramo orientale si chiama Little Bighorn.
Dopo che tutti si furono adunati alla bocca del Rosebud,
gli ufficiali pi alti in grado, cio Terry, Custer, Gibbon con i
loro stati maggiori, tennero consiglio a bordo del Far West, e i
risultati di questo consiglio circolarono fra i soldati prima ancora
che il consiglio finisse, perch i soldati, come gli indiani,
hanno un loro modo misterioso di avere le notizie. Io le seppi
da Botts.
Dice: Ecco il piano. Il Settimo, agli ordini di Custer, risalir
il Rosebud fino alla sorgente per attaccare gli indiani, se
ci sono. In caso contrario, passer nella valle del Little
Bighorn e la discender. Intanto Terry e Gibbon risaliranno il
fiume. Se ci sono gli indiani, verranno presi in mezzo, fra i
due reparti.
Ma siccome io conosco Culoduro, ti assicuro che non
aspetter gli altri. Con quella fanteria, ci vorr pi tempo che
a noi, e io ti pago da bere se noi non abbiamo fatto fuori i
Sioux prima che la fanteria si faccia viva.
Questo discorso gli fece venire a mente la sua beneamata
borraccia, e ne prese una sorsata, mentre io rifiutai l'offerta.
Forbendosi le labbra dice: Magari avevi ragione, e Culoduro
diventer presidente. D'altro canto, non mi sorprenderei se
i Sioux fossero scappati sulle montagne. Non ho mai conosciuto
un indiano che avesse il fegato di impegnarsi in una battaglia
vera. Gi sul Washita....
Il fatto  che questo non era il solo a pensarla cos. L'esercito
era ancora convinto che gli indiani sarebbero scappati.
Una cosa nessuno di noi sapeva, al momento, e cio che mentre
ce ne stavamo inoperosi sul Tongue, questi stessi Sioux e
Cheyenne avevano dato una solenne batosta al generale Crook
sul corso alto del Rosebud. Ma a quei tempi gli eserciti non
avevano la radio, n il telegrafo, e noi non sapevamo dove
fosse Crook, come lui ignorava tutto di noi, e si affrett a ritirarsi
al sud.
Certi dicono che fu dal consiglio sulla nave che Custer ritorn
con l'animo depresso, cos differente dalla sua consueta
sicurezza. Ma io avevo gi visto in lui il cambiamento quando
vide lo scheletro del soldato torturato dai Sioux. In ogni modo,
essendo passati degli anni, io son arrivato a convincermi
che il mutamento fosse cominciato anche prima, da quando si
tagli quei suoi riccioli infantili, magari prima di partire da
Forte Lincoln. Non poteva essere pi il generale-ragazzo. Noi
tutti conosciamo quel tipo d'uomo che non ha mezz'et; da
una fanciullezza troppo a lungo avanzata, cade direttamente
nella vecchiaia, e diventa patetico.
Questo appunto s'intuiva nel Figlio della Stella del Mattino,
anche se, tu mi capisci, non aveva di certo fatto voto di
umilt. Rifiut l'offerta di un battaglione di cavalleria di
Gibbon, come rinforzo, e anche spregi i loro fucili Gatling.
E sotto questo aspetto, come poche altre volte, ebbe dalla sua
parte Botts, perch il mio sergente, come la maggior parte dei
soldati, tendeva a serrare i ranghi quando era in gioco il prestigio
del reggimento.
Dice Botts: Il Settimo non ha bisogno di aiuti. Per questo
io sto dalla parte di Culoduro.
E cos, l alla bocca del Rosebud, noi cominciammo a prepararci
per muovere a monte, e il reparto di Gibbon marci
verso il Bighorn, anche se il vapore, che avrebbe dovuto imbarcare
gli ufficiali, per un poco indugi, s che il Settimo pot
sfilare in rivista. Era verso mezzogiorno di quella giornata di
giugno, e soffiava da nord un vento freddo, mentre noi a cavallo
percorrevamo quella valle piena di sterpi, davanti alla
barba nera di Terry e agli altri fermi sull'altura, con tutti
i trombettieri ammassati insieme a suonare la marcia, mentre i
cavalli facevano bella mostra di s e garrivano i gagliardetti.
Eppure non ci fece pi alcun effetto quando rivedemmo
l'ampia vuotezza di quella regione, non appena le avanguardie
salirono sull'altipiano sopra la valle in una fila sottile di turchino.
Io stavo in coda alla colonna con la carovana dei muli
e dietro di noi c'era solamente la retroguardia. Custer s'era
fermato per dire addio a Terry, piegandosi in groppa alla cavalla
per stringere la mano a lui e a Gibbon, e proprio mentre
gli passavo accanto, sentii quest'ultimo dire: Via Custer,
non essere troppo ghiotto. Qualche indiano lascialo anche a
noi. Mi parve che lo dicesse un poco per scherzo.
Ma Custer rispose senza scherzare:
S, s. Dice solo questo, poi saluta e galoppa verso la
testa della colonna, che gi stava superando un'altura. Quando
fui sull'altipiano, mi guardai dietro e vidi quegli ufficiali, piccoli
come mosche, diretti verso dove era ancorato il Far West,
piccolo come una foglia galleggiante.
Amico, la carovana dei muli cominci a dar fastidio non
appena uscita dal campo. Tra parentesi, io ero ancora nella
mia singolare situazione, in quanto al compito, ma ormai mi
ero pi o meno stabilito quale parte del gruppetto dei civili
incaricati del traino. A guardare come il carico era assicurato
in groppa alle bestie, avresti detto che quel carico lo aveva
fatto una donna. Venti minuti dopo l'uscita dal campo, ne
caddero gi quattro o cinque. E se pensi che quei muli portavano
le munizioni che il Settimo avrebbe dovuto usare contro
i Sioux, oltre alle razioni per una campagna di quindici giorni,
be', questa era una deficienza grave, e allora Custer mand un
tenente a rimettere le cose in ordine, e in aggiunta ai civili ci
fu un distaccamento di soldati per dare una mano, ma a dire
la verit quella carovana non valse mai un fico secco, dal momento
in cui era partita.
Come quantit, il Rosebud non  un gran corso d'acqua,
essendo largo tre o quattro palmi e profondo tre pollici per la
pi gran parte della sua lunghezza, e in certi punti anche meno,
ma l dove ci accampammo, quella sera, c'era una pozza
pi profonda, forse anche due, e alcuni soldati andarono a pesca,
tanto per cambiare un poco, al posto della solita carnesecca
e pancetta che, come cibo, doveva essere l'unico per un
paio di settimane. Da quel punto in poi era proibito cacciare,
perch lo sparo di un'arma da fuoco poteva sentirsi anche a
grande distanza in quella zona deserta. Ma ora che il suo sport
era diventato cos comune, naturalmente Lavender lo abbandon.
Ecco appunto un altro esempio dello strano stile di quest'uomo,
come gi ho detto, ed egli non diventava pi normale
avanzando con noi incontro ai Sioux. Voglio dirti in che
modo andava a letto la sera: noi ci eravamo lasciate alle spalle
tutte le tende, perch si viaggiava alla leggera, e i soldati
dormivano per terra, magari facendosi un po' d'incavo per il
sedere. Per fortuna il tempo si manteneva al secco.
Invece Lavender si faceva una specie di tenda indiana, con
un paio di rami ficcati nel terreno e la coperta buttata sopra,
in modo da creare una specie di capanna. Ora, siccome non
pioveva, evidentemente Lavender faceva questo per proteggere
la propria intimit; e neanche mi invitava a dividere con
lui la tenda, pur essendo io, se cos pu dirsi, il suo unico
amico.
Quella sera, andandomene in giro, per caso avvistai il suo
abitacolo. Aveva lasciato un'apertura, in alto, e avvicinandomi
scorsi il fumo che ne usciva. Pensai che stesse cuocendo la
pancetta, e pensai anche: accidenti a me,  proprio strambo,
perch l dentro c' appena lo spazio per starci una persona a
sedere. Ma poi sentii odore di tabacco, anzich di maiale e immaginai:
ah, ma sta solo fumando, eppure non volli entrare,
e mi limitai a battere il piede in terra e a chiamare, e allora la
coperta lentamente si apre, e mostra la sua faccia scura tutta
sudata, perch faceva piuttosto caldo, anche fuor della tenda.
Lavender aveva in mano una pipa indiana, con due o tre
palmi di cannuccia e il fornello di pietra rossa, e mi guarda
con occhi ottusi, senza dire una parola.
Ora, io non badai a questa sua scarsa mostra di ospitalit,
perch lo conoscevo da parecchio tempo, e anche io ero vissuto
con gli indiani, e come lui sentivo la stranezza di ritornarci
con un esercito mandato a castigarli. Ma la sua posizione era
pi compromettente della mia; lui si era arruolato con falsi
pretesti, ma riceveva una paga. E dunque, per una questione
di coscienza, poteva anche ripetere i rituali indiani, ma nella
pratica la cosa importante era la sua appartenenza a quel reparto
che stava perseguendo i suoi vecchi amici... O almeno,
cos a me parve allora, ma io credo che tu capisca adesso, come
non capii io allora, che guardando Lavender, in realt io
vidi me stesso.
Eppure era seccato. Mi dice: Be', se c' da fare... e accenna
ad alzarsi, ma poi gli si schiarisce lo sguardo e dice:
Vieni, siediti. Cos feci e di tanto in tanto ci si scambiava
quella pipa sioux, e alla fine io dico: Io credo che non servirebbe
a nulla tagliare la corda.
No dice. A niente.
Soffiai un poco di fumo saporoso. Chiss dove, egli aveva
trovato l'autentica miscela indiana, magari dalle guide Ree.
Dico: Senti, Lavender. Una volta ti ho fatto una domanda,
e tu non mi hai mai risposto. Perch sei venuto a questa
campagna?.
Dice: Volevo rivedere questa terra, prima di morire.
Capii quello che intendeva dire, anche se non tutti avrebbero
capito vedendo i cactus e la sterpaglia, accanto a quei pochi
alberi stenti che costituivano la flora di quella regione, e i
burroni e gli strapiombi del terreno.
Chiedo: Senti, hai mai trovato un qualche tuo antenato
della razza tua che sia stato con Lewis e Clark?.
Lavender dice: Neanche uno accertabile, anche se certi
Sioux sono di pelle scura. Ma non ho poi cercato molto, perch
il fatto  che quando tu vai con gli indiani, ci trovi tutti i
parenti che vuoi. Pu darsi che nella banda ci siano due che
non si vogliono troppo bene, ma il disprezzo vero, quello lo
serbano per il nemico.
Quando m'ero accomodato accanto a lui, Lavender aveva
rovesciato la coperta, anche se il cespuglio continuava a fare
arco sopra di noi, e una trib di zanzare era entrata fra noi. E
io gi avevo subito diverse punture.
Dico: Qui da noi  tutto differente.
Dice Lavender: Ah s. Pensa come odiano il generale
Custer, e neanche hanno una grande opinione del maggiore
Reno, che una volta si prese uno schiaffo in faccia dal capitano
Benteen al circolo-ufficiali di Lincoln. E il capitano Benteen
scrisse ai giornali una letteraccia su quel che successe sul
Washita. E il generale Custer, per questo fatto, lo voleva frustare,
ma il capitano mise la mano sulla pistola e disse:
"Avanti. Ma il generale ci rinunci.
Lavender scuote il capo. Una cosa voglio dirti del capitano
Benteen. Lo sapevi che  di famiglia meridionale e che durante
la guerra fu tra i ribelli e quando entr nell'esercito dell'Unione
lo chiamarono traditore? Il suo vecchio pap gli diede
la maledizione, augurandogli di restarci ammazzato. E allora
il capitano fece in modo che arrestassero suo padre, e lo
tenessero in galera sino a che non fosse finita la guerra. Ci pensi!
I Cheyenne uccisero il mio pap, ma anche mi presero
per figlio non so perch dissi questo.
Lavender dice: Pap mio, non l'ho mai conosciuto. Il
mio padrone lo vendette a un altro prima che nascessi.
Allora attaccai a parlargli, da un lato di Olga e Gus, dall'altro
di Luce del Sole e di Stella del Mattino, e giacch ci
ero, gli riferii anche il resto, Denver e Wild Bill e Amelia, e
s, anche il Washita.
Quando ebbi finito, Lavender dice: Be', io non sapevo
che fosse cos complicato essere bianco.
Ammisi: Non dico che questo succeda a tutti. Prendi il
generale Custer. Lui non solo sa quale sia la sua famiglia, ma
in buona parte se la porta sempre dietro, quando va in guerra.
 giusto dice Lavender, e mi pare a disagio.
Dico: Ti piace, vero?.
Si lev la pipa di bocca, ne gratt la cenere e prese tempo.
Alla fine dice: Mi ha sempre trattato bene, Jack. Me ne devo
fidare. E poi ricordati che lui  un soldato.
Buono per ammazzare dico.
E per morire, se del caso. Posa la pipa su un sacchetto
di pelle, poi dice: Tu sapresti scrivermi un testamento?.
E allora io me ne andai in giro per il crepuscolo del bivacco,
fra i soldati che digerivano la cena, e adesso tutti i fuochi
erano spenti, perch una fiamma dopo buio si vede da molte
miglia, e io dovetti domandare diverse volte prima di trovare
un uomo che mi prestasse una matita, un uomo che oltre tutto
non aveva in tasca altra carta che una lettera di sua moglie, e
se la portava in tasca, sul cuore come porta fortuna, cos vidi
tre ufficiali avvicinarsi nel chiarore e chiesi loro di prestarmi
una pagina bianca del ruolino che portavano sempre con s.
Erano i tenenti McIntosh, Wallace e Godfrey. Seppi poi
da Botts che quella sera Custer aveva tenuto un consiglio di
stato maggiore, straviando dalla consuetudine normale di fare
tutto da solo. Spieg perch non aveva voluto i Gatling e i
rinforzi di cavalleria, sostenendo che i Gatling erano di difficile
trasporto e avrebbero ritardato la colonna, e in quanto agli
altri cavalleggeri, immaginava che avrebbero suscitato gelosia
fra i suoi soldati, pi che dare aiuto contro il nemico. Poi
parl ancora della campagna e chiese consiglio ai suoi ufficiali.
Questa era una cosa senza precedenti nella carriera di Custer.
Aveva sempre detto, con quella sua voce rasposa, e mai
chiesto. Dice Botts che il generale quasi sembrava che pregasse.
Quel figlio di puttana. Vorrei sapere perch.
In ogni modo, questo pu aiutare a intendere quello che
sentii dire dagli ufficiali, come lo rammentai dopo.
Dice Wallace: Godfrey, io credo che Custer si far ammazzare.
Il tenente Godfrey chiede: Perch pensi questo?.
Perch prima non l'ho mai sentito parlare in quel modo.
McIntosh guard in faccia i suoi colleghi e non disse una
parola. Era un mezzo sangue, giacch sua madre era un'indiana
Iroquois, ed era famoso per il suo modo di fare, lento e
cauto. Dei tre era l'unico che insieme a Custer sarebbe morto
presto. Pu anche darsi che a volte avesse pensieri interessanti.
Be', sentito questo, non chiesi carta agli ufficiali, ma stetti
ad aspettare, e poi venne il capitano Keogh, solo, coi suoi baffoni
neri e la barbetta puntuta, e io feci a lui la mia richiesta.
Keogh era un irlandese che aveva servito nella guardia
personale del papa, a Roma, prima di venire negli Stati Uniti
d'America.
Dice: Ma certo, vai a dire a Finnegan che ti dia un foglio;
dalla mia cassetta di scrittura.
Finnegan era il suo angelo custode: mi disse Botts che a
Forte Lincoln teneva tutti i soldi di Keogh, perch lui non se
li bevesse. Un guardiano vero e proprio mi disse Botts.
Lo ringraziai e partii, ma Keogh mi fece una domanda
strana.
Vuoi scrivere il tuo testamento? dice.
Come lo sapete?
Mi fa una risata allegra, fatto strano considerando quello
che disse dopo: Ieri sera ho fatto testamento io. Ma  successo
dopo che Tom Custer e Calhoun mi hanno battuto a poker,
sicch lascio dietro di me molto poco.
Allora perch lo avete fatto? chiesi, divertito, perch
ancora sentivo l'influenza di Lavender e dei tre tenenti.
Perch s, accidenti dice il capitano Keogh, e i suoi occhi
scintillavano, persino al buio.
Cos andai in cerca di Finnegan ed ebbi il foglio di carta e
tornai da Lavender, e lui e io facemmo testamento, lasciando i
nostri possessi l'uno all'altro, e poi sorse il problema: chi doveva
tenerlo? Datosi che ambedue saremmo andati insieme a
un eventuale combattimento.
Lavender dice: Diamolo a Coltello Insanguinato. Lo arrotoliamo
e lo mettiamo in un bossolo, cos lui lo tiene.
Dico: Ma come, dovr combattere anche lui, no?.
Lavender dice: Lui no. Lui  un vigliacco, come tutti i
Ree. Al primo colpo scappa e si ferma solo quando vede il
Missouri.
Basti questo a dimostrarti che non esiste razza la quale abbia
il monopolio della verit. A dire il vero, Coltello Insanguinato
ebbe una palla in testa nella valle e le cervella ricaddero
tutte sul maggiore Reno. In ogni modo, questo non ebbe
importanza per quel che riguardava i nostri testamenti, perch
io bruciai la carta. L'esistenza di un simile documento a me
pareva stregoneria, e io non ero un tipo come il capitano
Keogh, e forse fu per questo che non rimasi ucciso, come successe
a lui.
Il giorno dopo marciammo per trenta miglia lungo il
Rosebud, e non oltre il quinto miglio trovammo quella pista
indiana che Reno aveva scoperto in perlustrazione. Io mi
trovavo tuttora in retroguardia con quei maledetti muli, i quali
erano cos lenti che la colonna principale era avanti a noi
miglia e miglia, s che quando avvistammo la pista indiana ci
erano passati sopra gli zoccoli di ferro della cavalleria, ma era
chiaro che a farla erano stati quattro o cinquemila Lakota, perch
era larga almeno trecento passi, e i campi abbandonati,
lungo di essa erano tali da contenere un migliaio di tepee, per
non parlare poi delle innumerevoli tende minori.
Meno della met di questa gente poteva essere composta
da guerrieri in piena regola; ma come tu sai, un ragazzo indiano,
dall'et di dodici anni in poi, pu essere molto efficiente
con in mano un'arma mortale.
Oltre ai Ree, avevamo acquisito dal reparto di Gibbon alcune
guide Crow, perch eravamo nella zona nativa di questa
trib. Io pensavo che Custer avesse suggerimenti pi che bastevoli
su quello che si poteva dedurre dalla pista, quindi
neanche pensai di offrire i miei servigi. Ossia, non lo feci fino
a quando il caso volle che parlassi con un tenente del distaccamento
che stava a guardia della carovana dei muli.
Avevamo fatto una delle nostre numerose fermate, per assicurare
il carico delle munizioni che sempre minacciava di
scivolare dalla groppa dei muli, e io dico al tenente comandante,
indicandogli la pista indiana che si estendeva tanto pi
ampia della nostra: Grande villaggio.
Lui mi sorride, come se io fossi un novellino e ammette
che quella pista significava qualche centinaio di nemici.
Gli chiedo se questo avevan detto le guide Crow e Ree.
Dice: No, a dire la verit no. Ma quando uno ha prestato
servizio alla frontiera per tanto tempo come me, bisogna
dividere sempre per tre la stima che si sente da un indiano
amico. Questi Crow sono bravi ragazzi, ma il combattimento
non  il loro forte.
Bene, io ho gi parlato delle mie preoccupazioni per via
degli indiani, e della mia nessuna voglia di vedere questi soldati
massacrati, ma sinora non ho detto nulla di quanto cominciassi
a preoccuparmi per il culo mio. Immediatamente abbandonai
questa maledetta carovana di muli, e anche il tenente,
il quale, immaginando che volessi disertare, urla che non
avr mai la mia paga, ma come al solito si sbagliava, perch
io andavo verso la testa della colonna.
Il cavallo che mi aveva venduto Coltello Insanguinato era
una brenna. Secondo lo stile indiano, non era ferrato e gli zoccoli
erano mal ridotti per davvero, s che quasi zoppicava sul
terreno duro e arido, con quella poca erba gi brucata dalle
immense mandrie dei Sioux. Perci mi ci volle molto a percorrere
tutta la colonna, e quando ci riuscii, Custer non era alla
testa, ma un paio di miglia ancora pi avanti. Custer era famoso
per cavalcare davanti all'avanguardia, e qualche volta
addirittura davanti alle guide, e durante altre campagne, cos
sentii dire, andava, gi che c'era, anche a caccia di bufali e di
antilopi. Ma stavolta stava cercando gli indiani, e quando lo
vidi in cima a un'altura a circa tre quarti di miglio dal posto
dov'ero, sembrava proprio che li avesse trovati, e che anche
ne fosse personalmente circondato.
Frustai il cavallo per metterlo al galoppo ed ero a mezza
via quando mi accorsi che stava semplicemente parlando con
le guide Crow. Quando ebbi raggiunto l'altura, Custer era di
nuovo partito, ma i Crow c'erano ancora: Uomo Bianco lo
Rincorre, Mezza Faccia Bianca, Vai Avanti, e un giovane di
nome Ricciuto. C'era anche la guida e interprete Mitch
Bouyer, mezzo indiano Crow e mezzo bianco.
Mi sentivo a disagio accosto ai Crow, per via dei miei ricordi,
e Uomo Bianco lo Rincorre aveva abbastanza anni per
essere stato guerriero quando li combattevo io. In verit, di
tanto in tanto mi scrutava, e se anche era improbabile che mi
avesse riconosciuto, da buon indiano doveva avere avvertito
qualcosa.
Cos fui contento quando vidi il capo delle guide bianche
arrivare dall'altra parte dell'altura. Era un uomo di nome
Charley Reynolds, un tipo grosso e atticciato, una delle poche
guide bianche davvero brave che abbia mai conosciuto, e non
un capellone montato come Buffalo Bill Cody e altri simili
a lui.
Il solo guaio, per ci che riguardava un colloquio con
Reynolds, era che questo Reynolds stava sempre zitto, e serbava
per s il parere suo, al punto che di soprannome lo chiamavano
il solitario.
Charley dico, e subito lui china gli occhi a terra, come
era suo costume ogni volta che gli rivolgevano la parola.
Charley, hai detto a Custer quanti indiani han fatto questa
pista?
Dice: S.
Dico: Perch certi ufficiali dicono che sia appena una
piccola banda.
Charley alza le spalle e continua a fissare la terra, come se
fosse imbarazzato, mentre il cavallo se ne resta immobile.
Allora si fa avanti Mitch Bouyer e dice, piuttosto sfacciato
se vogliamo giudicarlo da bianco, ma comprensibile se si considera
il suo sangue indiano: Cosa vuoi tu?.
Rispondo: Salvarmi la chioma.
Serio serio mi dice: Sar difficile, perch stiamo per avere
uno scontro grosso, accidenti. Si volse e and a raggiungere
il gruppo dei Crow che se ne stavano mosci in groppa ai
cavalli.
Mentre Bouyer parlava, Reynolds aveva alzato gli occhi,
ma quando io mi volsi a lui, ricominci a guardare per terra.
Dico: Ce ne son troppi, perch possa farcela da solo. E
scommetto che proprio questo vorr fare. Non aspetter Gibbon
e Terry.
No dice Reynolds con la sua voce bassa.
Ma accidenti, amico, tu glielo devi far capire. Mi dicono
che ti d ascolto.
No dice Charley e mette il cavallo all'avvio, e io vedo
che ha la mano destra fasciata da un fazzoletto, e gli chiedo se
 ferito.
Patereccio dice.
Puoi sparare?
A fatica dice Charley, e ormai esausto da tante chiacchiere,
se ne va via.
Reynolds  un fifone mi disse il sergente Botts al campo
quella sera. Supplicava Terry di lasciarlo fuori da questa
campagna, sostenendo di avere il presentimento di finire sottoterra.
Io dico: Bottsy, tu non hai grande opinione del tuo
prossimo. Mi stavo appunto chiedendo che cosa pensi di me.
Dice Botts: Jack, tu sei pochino, ma quel poco  tutto
bianco.
Certe persone ti prendono in simpatia, quando tu stai ad
ascoltarli mentre insultano gli altri. In quel momento lui e io
ce ne stavamo in mezzo a certi arbusti e prendevamo la sbornia
attaccandoci alle borracce. Credo che sia stata la prima
sbornia reale, al cento per cento, fetente e schifosa, dai tempi
in cui vagavo per le pianure meridionali in cerca di Olga e di
Gus.
Il risultato fu che la mattina dopo mi trov in pessime
condizioni, all'inizio della giornata pi lunga della mia vita.


CAPITOLO 27.
L'ERBA GRASSA.

Sabato, 24 giugno, fu una brutta giornata calda, e il vento
del sud serv soltanto a soffocare gli uomini della retroguardia
con la polvere sollevata da quelli che stavano avanti. Dopo un
poco le cose si misero cos male che le truppe furono costrette
a marciare in due gruppi separati, per non soffocare quelli che
venivano dietro e anche per attenuare la grande nube che ci
impediva di andare innanzi speditamente. Infatti ci avvicinavamo
al nemico, e fu subito dopo mezzogiorno che incontrammo
il posto in cui un'altra grande pista indiana, che veniva
dal sud, incontrava l'altra che conoscevamo oramai da tempo.
Non molto tempo dopo trovammo l'enorme accampamento
abbandonato dove ancora stavano in piedi i pali issati per
la danza del sole. C'erano certi disegni tracciati sulla terra: linee
che rappresentavano da un lato segni di zoccoli e dall'altro
cavalli ferrati; in mezzo, immagini di uomini bianchi che
cadevano a capofitto verso le file degli indiani.
Il sangue mi batteva in testa e a colazione l'odore della
pancetta mi fece venire il voltastomaco. Stavo talmente male
di corpo, che il cervello in compenso stava meglio. Per i Ree
e i Crow se la passavano peggio di sempre, guardando quei segni
sulla terra, e parlavano con Fred Girard e Mitch Bouyer, i
rispettivi interpreti, giacch, in quanto indiani, sentivano molto
l'influenza dei simboli.
Dopo un poco arriv Custer, e Bouyer gli disse il significato
delle figure: Molti soldati che finiscono a testa in gi
nel campo dei Sioux, vale a dire morti.
A questo punto io mi faccio avanti e dico: Generale....
Ma lui interrompe: Il mulattiere, no? Bene, mulattiere
dice Custer, chinando gli occhi sul naso sottile. Mi pare
che il tuo posto sia coi muli. Non era arrabbiato, anzi
quasi divertito. Oppure mi sbaglio? continua. Io sono solamente
il comandante del reggimento.
Io dico: Signore e intanto cerco di superare il doposbornia.
Io non so se queste guide fan bene il loro lavoro. Io
credo che il loro modo di riferirvi le cose sia pura e semplice
superstizione, e voi non lo sapete. Bouyer e Girard mi guardavano
male.
Dico: E invece, l'essere indiano  una combinazione di
realt e fantasia. Questi disegni e queste ossa sono state lasciate
apposta per farvele trovare, per farvi paura, oppure per farvi
andare avanti e buscarne, e in questo caso avrebbero formato
una profezia. Se invece voi vincete, quelli avranno avuto
un'altra magia che non ha funzionato. Comunque, l'importante
 che i nemici sanno che voi li inseguite, e vi dicono che
non fuggiranno.
Custer non aveva nascosto un suo sottile sorriso. Ora butta
indietro la testa e si fa una gran risata. Ancora una volta somigliava
a se stesso, anzich al tipo grigio che era diventato
partendo dal Tongue.
Dice: Mulattiere, dicono che io sia uomo severo. Ma
una cosa  certa, io sono l'unico comandante disposto ad ascoltare
i consigli di un mulattiere. A me sono simpatici i personaggi
stravaganti, come California Joe, Wild Bill Hickok e
cos via, e credo che tu faccia parte di questa compagnia.
Charley Reynolds  un'ottima guida, ma parla troppo poco.
Fa un'altra risata, si leva il cappello grigio e se lo sbatte
sugli stivali. Tutto sommato, questa campagna  stata troppo
noiosa. Benissimo. Volevi fare la guida. E guida sei, da
questo momento in poi. Ti ordino di stare con me, di dirmi
tutto quel che ti viene in testa, e di non badare a quest'altra
gente.
Fu cos che mi nominarono ufficialmente addetto al comandante
del Settimo Cavalleria, come risultato di aver detto
la verit, semplicemente. Ora magari tu pensi che io ne fossi
offeso, ma ti sbaglieresti. Tutto questo significava che io potevo
essere anche meno efficiente che quando andavo con i muli,
perch ogni cosa detta da un uomo che  idiota autorizzato,
per cos dire, naturalmente vien presa come un discorso da
idiota. Ma ora sarei stato in testa, non in coda alla colonna.
Magari sarei persino riuscito a impedire che Custer facesse gli
sbagli pi marchiani. Perci accettai il compito, e questo fece
ancora ridere il generale, e anche Girard e Bouyer capirono la
faccenda, e anche loro risero, e senza tuttavia capire risero anche
i Crow e i Ree, ma gli indiani, quando possono, son sempre
gentili.
Dunque, io avevo l'ordine di stare con Custer, ma questo
era poco probabile per un essere umano, anche per uno senza
postumi di sbornia e in groppa a un cavallo migliore del mio
mezzo zoppo, giacch la fama di uomo energico, nel caso del
generale, non era esagerata. Cavalcava avanti e indietro in
groppa a Vie, e quando l'animale era stancato, il suo attendente
gli portava Dandy. Arrivavano di continuo le guide a fare
rapporto, ma di solito Custer faceva un miglio e pi, a cavallo,
per andar loro incontro. Poi rientrava al trotto e magari
continuava per tutta la colonna a parlare a un qualche comandante.
Nel frattempo, il suo aiutante, tenente Cooke, coi suoi
enormi basettoni, scriveva ordini e li spediva e poi per mezzo
dei corrieri aveva le risposte e Custer le leggeva alla sua maniera
impaziente, veloce come un'aquila.
Suo fratello Tom, copia carbone del generale ma con le
caratteristiche meno autentiche - infatti era pi imprudente
che arrogante, con il cappello tirato di lato eccetera - Tom
di solito si faceva notare in testa alla colonna, piuttosto che
indietro col suo reparto, e per darsi importanza ogni tanto
spediva un messaggio alla carovana dei muli, o roba del genere;
e anche l'altro fratello Boston, come pure il nipote Armstrong
Reed, tutti e due giovani, e tutti e due si comportavano
come se si trattasse di una merenda.
Perci io fui in larga misura ignorato e non ebbi pi modo
di divertire il generale seppur ne avessi avuto voglia, per il
resto della giornata, e anzi non parlai a nessuno, tranne un
paio di volte che cercai di attaccare discorso con l'attendente
di Custer, il quale attendente non era l'uomo del Washita, ma
un tale di nome Burkman, che era quasi un mormone, e teneva
il berretto calato fin sugli occhi.
Percorremmo trenta miglia e ci accampammo alle otto
della sera, ma poco dopo arrivarono le guide Crow, affermando
che la pista dei Sioux piegava verso ovest e traversava le
Montagne del Lupo, in direzione del Little Bighorn, chiamato
dagli indiani Erba Grassa, s che verso mezzanotte ci rimettemmo
in marcia. Io credo che nessuno chiudesse occhio nel
frattempo, perch intanto era girata la voce che si sospettava
di trovare il villaggio nemico nella vallata, nel qual caso lo
avremmo attaccato all'alba.
Naturalmente, durante la sosta incontrai Botts, che aveva
mangiato alla svelta e se ne andava in giro ficcando il naso
dappertutto.
Fa: Cosa ti avevo detto? Domani Culoduro attacca gli
indiani, un giorno intero prima di riunirsi a Terry e Gibbon.
E prima che quelli arrivino, lui  capace di scuoiare e sbudellare
quel villaggio, grazie al Settimo Cavalleria. Accidenti a
lui, ma bisogna riconoscerglielo.
Avviso Botts di non alzare troppo la voce, perch era vicino
alla tenda del comando, ma lui dice che nessuno poteva
sentire, per via del fatto che Custer stava tenendo una
riunione dei suoi ufficiali ed era sordo a tutto quel che non fosse la
sua voce.
Poi Bottsy dice che deve ritornare dai suoi soldati, per badare
a loro. Non voglio che tu creda che fosse un cattivo sergente.
Dice: Quelle reclute sono gi sfatte dalle marce, e certe
hanno sparato con la carabina un paio di volte al pi, e non
hanno mai visto un pellerossa, a parte quelli che vengono a
cercare il caff intorno al forte. Se si spara troppo svelto, quegli
Springfield si scaldano e s'inceppa l'espulsore. A quanto ne
so io, i mercanti han dato al nemico fucili a ripetizione, roba
da far paura, se non si sa che i nostri fucili hanno una portata
doppia rispetto ai Winchester e agli Henry.
Quelle reclute erano circa un terzo dei nostri effettivi. Alcuni
erano irlandesi, altri tedeschi venuti per evitare la micragna
del Vecchio Continente, e non trovando altro lavoro, si
erano arruolati nell'esercito degli Stati Uniti, e gli indiani selvaggi
li ammazzavano senza neanche dargli il tempo d'imparare
l'inglese: esperienza davvero singolare.
Mentre io e Bottsy ci lasciavamo, sentimmo gli ufficiali
che dentro la tenda intonavano certe vecchie canzoni: Annie
Lamie e roba del genere, e poi Lode a Dio che ci d ogni benedizione,
la quale canzone mi riport ai vecchi tempi della
chiesa del reverendo Pendrake. Come canto non era poi gran
cosa, secondo me, ma era pur molto bello, in quel deserto, e
non pochi uomini s'adunarono per ascoltare.
Poi, come per rallietare la gente dopo quei canti lagnosi e
malinconici, finirono con  proprio un bravo ragazzo.
Dice Botts: Se alludono a Culoduro, l'intenzione  sarcastica!.
Allora la colonna si rimette in movimento e marcia per
tutta la notte, risalendo un piccolo affluente del Rosebud che
portava verso occidente, in direzione delle Montagne del Lupo.
Era proprio buio, senza luna, s che quelli di dietro dovevan seguire quelli davanti annusando la polvere e ascoltando
il rumore degli zaini che oscillavano: reparti interi
cominciavano a sperdersi, e si sentivano grida e bestemmie e strepito di
gavettini per ritrovarli, s che quando sorse la prima luce, verso
le due e mezzo, avevano fatto appena sei miglia e non si
dormiva dalla notte prima.
In ogni modo, a quest'ora avevamo raggiunto le Montagne
del Lupo, che in realt non sono montagne, ma soltanto
un brutto posto, colli erti e burroni, che sorgono in mezzo alle
vallate del Little Bighorn e del Rosebud, e ci accampammo in
una gola che poteva bastare a nascondere tutto il reggimento,
con l'idea di restarci fino alla mattina seguente, per poi traversare
le alture e all'alba irrompere sul campo dei nemici che
dovevano trovarsi dall'altro lato.
Ora io m'ero buttato sulla dura terra e cercavo di farmi
un sonnellino, ma non ci riuscii, come quasi tutti i soldati.
Oso dire che durante quella sosta nessuno dorm: eravamo
tutti troppo stanchi. L'acqua da quelle parti era talmente alcalina
che i cavalli non la vollero bere: il caff fatto con quell'acqua
ti spellava la lingua, e alcune reclute ebbero a scoprire,
per la prima volta, questo fenomeno.
Non credo che Custer sedesse mai, tranne che sul suo cavallo,
durante quella mattinata, e non credo neanche che
mangiasse un boccone. Portava calzoni di pelle con una lunga
frangia sulla gamba, camicia grigio-azzurra, cappello grigio,
e stivali che gli arrivavano al ginocchio. Alla vita aveva una
cintura militare di canapa, con le fondine e due pistole inglesi
Bulldog e un coltello da caccia in una guaina adorna di perline.
Ora la barba si faceva notare sul suo viso perch non si
era pi rasato; e siccome era biondo, la barba pareva bianca.
Voglio dire anche che il suo volto appariva invecchiato, e i
suoi occhi celesti erano chiazzati di sangue per il sonno perduto,
con sotto le borse.
Eppure non mollava, e quando le guide fecero sapere che
da un'altura avevano avvistato il villaggio indiano, quindici
miglia lungo il corso del fiume, lui si stava lavando la faccia
impolverata in un catino posato su un treppiede. Subito si aggiust
il colletto e balz sulla groppa nuda di Vie senza neanche asciugarsi, perch ad asciugarlo sarebbe bastata l'aria, galoppando:
gi di primo mattino si sentiva che sarebbe stata
una giornata assai calda. Corse ad avvisare i comandanti dei
reparti, ed entro un'ora eravamo di nuovo in cammino verso
il passo tra i monti.
I Crow e altre guide erano rimasti sull'altura donde avevano
fatto le loro osservazioni, e quando la colonna fu in quei
paraggi, il tenente Varnum, comandante delle guide, scende e
dice: Generale, la nostra presenza  nota al nemico.
Custer dice: No, non  vero. Una spronata, Vie si
mette al trotto su per il pendio.
Varnum gli va dietro gridando: Signore, abbiamo incontrato
sei Sioux e gli abbiam dato la caccia, ma quelli ci sono
scappati, dirigendosi verso il loro villaggio.
Presto il terreno fu cos erto e difficile che dovemmo
smontare e continuare a piedi verso la cima, e Custer stava davanti
a tutti, molto lontano. Varnum appariva quanto mai
perplesso.
Non vuol credere che c' un villaggio dice.
Su in cima c'erano i Crow, i Ree, Mitch Bouyer, gran parte
delle guide bianche, e Lavender. La visibilit a nordovest,
lungo la valle del Little Bighorn, doveva essere buona con
l'aria tersa, ma a quell'ora l'offuscava la troppa luce del sole, a
met mattino, come succede da quelle parti.
E Custer non aveva con s neanche il binocolo da campo.
I Crow, invece, possedevano un vecchio cannocchiale di ottone,
mezzo scassato, e Uomo Bianco lo Rincorre porse lo strumento
al generale.
Dice, nella traduzione di Bouyer: Guardate il fumo del
bivacco. E quelle grosse mandrie di cavalli alla sinistra del fiume.
Custer sta a guardare con il cannocchiale, per un minuto.
Dice: Non vedo proprio nulla.
Va Avanti dice: Guardate quei vermiciattoli. Cos appaiono
i cavalli a questa distanza, come vermi su una pelle di
bufalo che non sia stata conciata.
Custer restituisce il cannocchiale a Uomo Bianco lo Rincorre.
Dice: No, qui non c' villaggio.
Stavolta Bouyer prende la parola, con un'espressione infelice
sul viso scarno: Generale, in quel fondo di fiume ci sono
pi Sioux di quanti io ne abbia visti in trent'anni di frontiera.
Lo giuro.
No dice Custer, e a passo svelto se ne va dove l'ordinanza
gli reggeva il cavallo.
Ritornammo verso la colonna, ed eravamo distanti un
mezzo miglio quando arriva Tom Custer e dice al generale:
Armstrong, ci hanno veduti!. Una cassa di gallette era caduta
di groppa a un mulo, e quando gli uomini ripercorsero la
pista per recuperarla, scoprirono che l'aveva aperta un Sioux
con l'ascia. Gli avevano sparato, ma senza coglierlo.
Non so se a questo punto Custer cambi parere, sul villaggio,
ma siccome la notizia gliela dava suo fratello, per lo
meno immagino che si convincesse che in quei paraggi c'era il
nemico, cos ordin ai trombettieri di suonare il rapporto-ufficiali
e ordin loro di attaccare immediatamente, perch era ormai
impossibile la sorpresa e gli indiani avrebbero avuto il
tempo di disperdersi, in caso di ulteriore indugio.
I soldati stanchi rimontarono in groppa ai cavalli stanchi,
e il Ree che si chiamava Pugnale sput su una certa sua creta
magica e sporc il petto dei suoi compagni di trib, quale incantesimo
contro la malasorte, e poco dopo ci avviammo verso
le alture.
Era quasi mezzogiorno di quella fatale domenica 25 giugno
1876, nel centesimo anno di libert del nostro paese, e
sebbene sia un giorno lontano me lo ricordo come se fosse
ora. Mi viene da sudare quando ripenso al caldo di quella
giornata, e di come la camicia di flanella mi sera appiccicata
alla schiena, e di come la polvere mi entrava dal naso e m'impastava
la lingua, e io credo che per via del mutato punto di
vista quella terra non mi pareva pi attraente come nel mio
ricordo di ragazzo indiano, essendo tutta alture e burroni, con
qualche cespo di erba rossastra e di stenta saggina grigia.
Traversata la catena dei monti, giungemmo alla sorgente
di un fiumicello che in primavera doveva essere un affluente
dell'Erba Grassa, ma adesso il suo letto era secco e ciottoloso.
Proprio qui Custer fece la divisione delle sue forze, e per questo
molta gente lo ha criticato, ma se tu capisci la situazione
come la vedeva lui allora, non necessariamente quello che fece
fu una sciocchezza.
Non credeva che ci fosse un villaggio dove gli dicevano le
guide, anche se era convinto che gli indiani dovevano pur essere
da qualche parte lungo il fiume, e che ci saremmo arrivati
seguendo il torrente in secca, mentre Terry e Gibbon venivano
su lungo il fiume.
Era tuttavia possibile che i Sioux stessero muovendosi verso
monte, incontro alle Montagne del Bighorn, e che ci aggirassero
sul fianco sinistro. Perci Custer ordin al capitano
Benteen, con tre reparti, di divergere dalla colonna principale,
sulla sinistra, obliquamente, e di perlustrare il terreno oltre le
alture, da quella parte, fino a quando egli potesse vedere che
la zona superiore della vallata era sgombra.
Il mio amico Botts era con il battaglione di Benteen, e sicch
se ne and con quel reparto. Non l'ho pi rivisto in vita
mia, anche se non credo che sia caduto.
Dei restanti otto reparti, Custer se ne prese cinque e ne lasci
tre al maggiore Reno, e le due colonne cavalcarono affiancate
discendendo sul letto del torrente che si allargava avvicinandosi
al fiume. Credo che avessimo fatto dieci miglia, o
almeno due ore di strada, rispetto alle montagne, quando avvistammo
quel tepee isolato. Stava l, sulla riva meridionale
del torrente, con certi indiani aggruppati attorno, e come spesso
succedeva, quasi demmo la carica prima di accorgerci che
erano le nostre guide.
Era una tenda Sioux, e tutt'intorno c'erano i segni di un
campo abbandonato da poco, con le braci dei fuochi di bivacco,
e il tenente Hare dice a Custer che all'avvicinarsi dei suoi
uomini e dei Crow, cinquanta o sessanta nemici erano stati
messi in fuga.
Fred Girard, a cavallo, sal su un'elevazione del terreno,
donde poteva vedere bene la valle del Little Bighorn, e poi fa
cenno con il braccio e urla: Eccoli l, i vostri indiani, scappano
come diavoli.
Ordina Custer: Bouyer, dite ai vostri Crow di inseguirli.
E allora Bouyer passa l'ordine a Mezza Faccia Gialla e
agli altri, e per un poco chiacchierano fra di loro, e Custer si
arrabbia per l'indugio e quando Bouyer dice che le guide si rifiutano,
io penso, dall'espressione del generale, che se avesse
avuto tempo li avrebbe presi a pistolettate.
Bouyer dice: Hanno paura. Ci sono pi Sioux lungo
l'Erba Grassa che pallottole alla cintura dei vostri soldati.
Voi siete donne! url Custer, e quelle guide sapevano
abbastanza inglese per capirlo e non nascosero la botta, eppure
rimasero a cavallo, mentre la nube di polvere azzurra si levava
a causa dei nemici piumati a corsa gi nella valle.
Io smontai ed entrai nel tepee. Dentro c'era il corpo di un
guerriero Sioux, ben vestito e posato su di un catafalco, morto
non abbastanza da puzzare, e accanto a lui c'era Lavender.
Dico: Lo conosci?.
Dice di no, poi si volge e butta fuori le cartucce del suo
Sharps, ispeziona, le rimette, fa lo stesso con la rivoltella, pulisce
il coltello sopra la camicia, anche se il coltello pareva gi
abbastanza pulito. Poi certi Ree danno fuoco al tepee, e noi ce
ne andiamo, a cavallo, e Lavender si china sulla sella per darmi
la mano. Aveva la faccia tutta sporca di polvere. Non disse
neanche una parola, e neanche io, perch quando si va in battaglia
non ci sono regole su come si lasciano gli amici. Io credo
che fra me e Lavender l'amicizia fosse un fatto scontato,
perch da tanto tempo avevamo scontato assieme tante cose.
Dunque lui si leg sotto il mento il cappello con le piume
e mise al trotto il suo baio dietro la colonna di Reno, che aveva
preso a muoversi di buon passo verso il fiume.
Dove andiamo? chiesi al soldato che per quel giorno
faceva da ordinanza a Custer. Era un trombettiere di nome
John Martin, il quale era italiano, appena arrivato dall'Italia e
si chiamava in realt Giovanni Martini, e non sapeva bene
l'inglese.
Dice: Andiamo a far la carica.
Contro cosa? chiedo.
Pareva che il tenente Varnum fosse andato avanti, su un
costone, e che avesse visto un villaggio, diverse miglia a valle,
s che finalmente Custer si era convinto che il villaggio c'era,
perch glielo aveva detto un uomo bianco, e questo villaggio
noi dovevamo attaccarlo.
Quando fu passata la retroguardia di Reno, il reparto di
Custer si tenne dietro e lo segu fino a che ci fummo avvicinati
al fiume. Nelle discussioni che poi vi furono sulla battaglia,
alcuni dissero che Reno prevedeva, guadando il fiume e avanzando
su per il fondo, che il generale sarebbe venuto in suo
aiuto. Io non ne so nulla: non sentii che ordini avesse dato
Custer in quella occasione, perch ero dentro il tepee insieme
a Lavender.
Per io penso questo: lui aveva l'idea di usare ancora una
volta la tattica con cui aveva vinto sul Washita, perch anche
l divise le sue forze e attacc il villaggio da diversi punti simultaneamente.
Infatti eravamo ancora a una certa distanza
dal guado che Reno stava traversando, quando Custer pieg a
destra e ci guid in direzione pressapoco parallela al fiume,
ma dietro certe alture che ce ne impedivano la vista. A me
parve che il piano fosse questo: proseguire a valle per un
paio di miglia e guadare in quel punto e colpire l'estremit inferiore
del campo mentre Reno attaccava la superiore.
Rammento di aver pensato a come, in una manovra simile
sul Washita, il reparto del maggiore Elliot era rimasto tagliato
fuori, e mentre Custer era da un'altra parte, e vinceva, i
Cheyenne fecero a pezzi Elliot. Dicevano che questo fatto aveva
suscitato l'odio di Benteen contro Custer, e forse adesso Reno
si trovava in uno stato simile. O forse lo stesso Benteen,
perch con soli tre reparti era troppo distaccato sulla sinistra,
e nessuno sapeva realmente quanti nemici ci fossero, e dove
fossero situati.
Per esempio, Custer non sembrava avere fretta. Aveva rallentato
il passo dopo quella svolta a destra, che per me andava
benissimo, in groppa a quel cavallo, ma appariva strano se
consideri che Reno poteva entrare in combattimento da un
minuto all'altro. E mi sentivo a disagio anche guardando il
terreno che ci stava di fronte. Non che mi rammentassi bene
quel tratto del Little Bighorn ma una cosa la rammentavo bene:
che i fiumi del nord a volte sono affiancati da alture anche
notevoli, che continuano ininterrotte per miglia, e quando
ci arrivi sopra non puoi fidarti di trovare un guado.
Eppure Custer indugiava, e persino si ferm ad abbeverare
i cavalli al torrentello che incontrammo. Fu a questo punto
che andai da lui, e c'era anche Tom, e il cognato Calhoun, e
io ripensai al fatto che aveva spedito via Benteen e Reno,
mentre aveva badato bene a tenersi vicini i parenti.
Mi parve piuttosto teso, pensai, e si era levato il cappello
per farsi vento, e in quel momento, accidenti, avrei preferito
che non si fosse mai tagliati i capelli.
Ma non appena mi ebbe visto, attacc a sorridere. Dice:
S, mulattiere, mi vuoi illustrare il tuo piano di attacco?.
Io dico: Nossignore, non  questa la mia intenzione. Ma
so qualcosa di questa terra, e penso che per diverse miglia non
troveremo un guado.
Tom si tira i baffi biondi con aria seccata e dice: Armstrong,
perch tu tolleri quest'idiota?.
Il generale dice: Mi diverte. Vero mulattiere?  un eccentrico
della frontiera continua, come se io non ci fossi.
Lo sai che questi tipi mi sono simpatici.
Allora notai quel giornalista di nome Mark Kellog, che
era smontato e teneva la briglia sul braccio, e intanto scribacchiava
sul taccuino. Dice: Mi volete ripetere quest'ultima
frase, generale?. Questi tipi mi sono simpatici dice Custer
distintamente, lentamente, in modo che quello possa trascrivere.
Capii che gli stava facendo un'intervista sul campo.
Kellog dice: Grazie generale. Ora, vorreste descrivere il
vostro modo di operare, adesso che siamo alle soglie della battaglia?.
Custer si pass la mano sulla camicia impolverata. Dice:
Benissimo. Dicono che io sia impetuoso. Non  vero. Tutto
quel che ho fatto sinora  risultato dello studio che ho fatto
d'ogni situazione militare immaginabile che possa presentarsi.
Quando mi impegno in una campagna e sorge un fatto nuovo
e importante, tutto quel che ho sentito o studiato si mette a
fuoco nella mia mente come se la situazione fosse sotto una
lente d'ingrandimento. La mente mia opera all'istante, ma
sempre come risultato di tutto quel che io ho studiato come
giovevole al buon esito della situazione.
Stava per dire altro, credo, ma in quel momento il suo
aiutante, tenente Cooke, che era sceso al fiume assieme a Reno
e se ne stava sulla riva come osservatore, torn al galoppo, coi
basettoni che sulle guance gli svolazzavano come se fossero
uccelli.
Tir le redini e dalla groppa del suo cavallo schiumante
grid: Dice Girard che gli indiani stanno per affrontare Reno,
e in forze.
Come per dimostrare la grande stima che aveva di se stesso,
Custer balz in groppa alla cavalla e chiese: Dov' il nemico?.
Circa tre miglia a valle quando ne ho avuta notizia. Ormai
Reno dovrebbe essere impegnato. E infatti qualche secondo
dopo cominciammo a sentire la fucileria.
Quanto  grande il villaggio? chiese Custer, ma Cooke
non lo sapeva, per via che il fiume scendeva verso valle tortuoso
come un cavaturaccioli e in ogni ansa c'erano boschetti
di pioppi che interdicevano la vista.
I trombettieri suonarono in sella, e ci fu una certa confusione
per staccare le bestie dall'acqua, ma Custer non stette ad
aspettare, part al galoppo furioso sulle pendici di un'altura, e
tutti lo seguirono come meglio poterono per un paio di miglia
di strada durissima, che fu micidiale per i cavalli, e io credo
che alcuni crollassero sfiniti e i cavalleggeri restarono indietro,
s che senza volere furono salvi dalla strage imminente.
Poi ci fermammo ancora, anche se ormai gli animali erano
cos eccitati che parecchi sfuggivano di mano, specialmente
se la mano era di una recluta, e sgroppavano, e un certo panico
si diffuse lungo la colonna. Ma in quanto al cavallo mio,
che era parso sul punto di crollare, prima, dopo solo una robusta
sgambata, nel momento del pericolo ritrov se stesso e
si comport bene: credo che a questo punto si rivelasse la sua
razza indiana, e poi quel terreno era pi suo che della maggior
parte delle bestie della cavalleria.
Finora avevamo progredito pi o meno paralleli al corso
dell'Erba Grassa, ma dietro le alture, e Custer ordin l'alt, in
modo da poter raggiungere un punto elevato e guardare la situazione
nella valle - la prima volta che lo faceva, in tutta
la giornata, rammentiamocelo, a parte l'occhiata della mattina
dalla Montagna del Lupo, donde pot vedere ben poco. E sino
a questo momento non aveva visto un solo indiano nemico e
vivo, con gli occhi suoi. Era veramente strano, come se fosse
all'opera un incantesimo.
Se le cose stavano cos, l'incantesimo cominciava a rompersi
adesso, perch noi cavalcammo nell'altura sopra il fiume
e guardammo il fondo, verso occidente, e vedemmo indiani
abbastanza da soddisfare l'appetito di chiunque. Diciamo cinque
o seicento ammassati contro il reparto di Reno, il quale
reparto era smontato e si era disposto in fila di tiragliatori,
una fila che sembrava una sottile collana turchina, dalla nostra
distanza e dalla nostra altezza. Aveva con s poco pi di
cento uomini. E vedemmo anche da dove veniva il nemico.
Non potevano esserci dubbi residui, sull'esistenza del villaggio:
cominciava circa un miglio a valle e Dio solo sa dove
terminasse, perch a causa delle anse dell'Erba Grassa, noi ne
vedevamo solamente l'estremit inferiore, anche se io non ero
ancor certo che Custer lo capisse. Ma calcolando in base ai
guerrieri che caricavano Reno, e ai tepee visibili, non potevano
esser meno di duemila anime.
Una volta capito questo, la situazione, tuttavia, non era
disperata, affatto. Il Settimo Cavalleria, tutto assieme, contava
un seicento uomini, addestrati a combattere in modo
organizzato: prendiamo per esempio l'efficienza con cui Reno dispose
i suoi in linea di tiragliatori. Un gruppo assai piccolo di uomini
appiedati, se controlla il suo fuoco, pu spuntarla su di un
numero assai pi alto di selvaggi scatenati a cavallo.
Se avessimo potuto raggiungere il prossimo guado, Custer
sarebbe riuscito a irrompere nel villaggio e in questo modo alleggerire
Reno, e senza dubbio Benteen sarebbe arrivato in
tempo per soccorrere gli uni e gli altri. E oltre tutto in retrovia
stava arrivando la carovana dei muli con le munizioni e
coi cavalleggeri che le facevano scorta.
Insomma, a me non pareva poi tanto brutta, anche se non
era una scampagnata, ma poi guardai Custer e vidi che era
molto colpito. Con sguardo iroso fissava la valle, la testa un
poco china, socchiudendo gli occhi per via del sole. Immaginai
che ce l'avesse con Reno, il quale aveva avuto ordine di
caricare il nemico, e se anche questo poteva sembrare poco
possibile, Custer era capace di fargliene addebito.
Ma poi all'improvviso il generale si toglie il cappello grigio,
lo agita in aria, e urla un evviva. Siccome gli altri che
erano con lui - cio il fratello Tom, il tenente Cooke, l'ordinanza
Martin e io - non ci unimmo al suo evviva, quel grido
ebbe un suono strano. Con quella sua voce rasposa, avrebbe
raggiunto anche i soldati gi nella valle, se ci fosse stato silenzio.
Ma in quel modo non era possibile, fra il fuoco dei fucili
bianchi e indiani, i selvaggi gridi di guerra e il resto. Per
non dire poi che di solito non si grida urr quando l'azione 
difensiva.
Poi fa fare a Vie una piroetta e si precipita verso i reparti.
C'era l'ordinanza di Tom Custer, e il generale gli urla: Vai
a dire alla carovana che venga subito a unirsi a noi. In altre
parole, di non seguire pi la pista tortuosa, come avevamo fatto
sin adesso, e di non tentare nemmeno di raggiungere Reno,
anche se presto costui avrebbe avuto bisogno di munizioni, visto
come sparavano le carabine.
Be', era un altro uomo salvato: l'ordinanza, voglio dire,
sergente Kanipe. Tutti noialtri partimmo al gran galoppo su
quell'altipiano, seguendo Custer scatenato a rompicollo in
groppa alla cavalla, e il suo gagliardetto garriva al vento della
corsa poco dopo di lui, un gagliardetto a coda di rondine,
rossazzurro, con due bianche spade incrociate, che teneva un soldato
in groppa a un bel sauro. Evitammo il terreno peggiore, i
canaloni pi erti, qualcuno lo saltammo, altri li dovemmo affrontare,
ma era questo il modo di ammazzare i cavalli e infatti
qualche bestia era crollata, salvando qualche altra vita perch
i cavalleggeri rimasero indietro, anche se di qualcuno seppi
che mai raggiunse la retroguardia, ma cadde in un'imboscata
mentre tentava di farlo. Infatti, senza che noi lo sapessimo, gli
indiani avevano gi cominciato a traversare il Little Bighorn,
sul nostro fianco, e a infiltrarsi nei burroni.
Avremmo fatto in questo modo pi di un miglio, ed eravamo
giunti sotto un'altura che era la maggiore di quella zona,
quando Custer ordin un nuovo alt. Di nuovo se ne and
al galoppo, in osservazione, accompagnato dallo stesso gruppetto
di prima, me compreso, e c'era anche suo nipote Armstrong
Reed, che era venuto a fare in guerra la sua villeggiatura.
Proprio sul volto di questo giovane, per cos dire, io vidi
riflessa la grandezza del gigantesco campo indiano sull'altra riva
del fiume.
Caso volle che lo guardassi quando il mio cavallo fu su in
cima. Ebbene, Reed era un giovane di bell'aspetto, come tutti
quelli del clan di Custer, e la sua espressione abituale era un
misto di educazione colta e di attivo interesse. Ci che si vedeva
in molti giovani dell'est che venivano alla frontiera, in
quei tempi, cercando l'avventura, perch la frontiera era una
specie di diploma che suggellava la loro formazione. Non era
la faccenda micidiale che toccava spesso a noi, che alla frontiera
si viveva in permanenza.
Gli zii di Reed avevano fatto al giovane un vestito di pelle
uguale al loro, e gli avevano appeso addosso delle armi, ed
era un bel vedere, in groppa alla bestia su quell'altura. Ma
qualcosa di spaventoso gli offuscava gli occhi chiari e gli faceva
tremare il mento imberbe, e se tu pensi che per questo io
lo voglia deridere, ti sbagli, perch subito dopo guardai con i
miei occhi nella vallata, e oltre gli alberi scuri nel sole, vidi il
pi grande accampamento di selvaggi che mai si fosse radunato
nel nostro continente.
Dio Onnipotente, si stendeva a perdita d'occhio, almeno
cinque miglia di tepee aggruppati e sull'altipiano brucavano le
mandrie dei loro cavalli, ventimila. Dico questo numero, ma
ammetto che forse erano di pi, ma non riuscivo a vederli tutti.
Ma ai miei tempi, quando stavo sul fiume Canadian, gi al
sud osservavo i grandi branchi di bufali, e ci che vedevo
adesso era la cosa pi simile a quei branchi.
Quanti indiani? Direi che il loro numero s'aggirava attorno
a quello dei cavalli, perch se anche alcuni guerrieri possedevano
forse pi di un animale, ci era pur sempre , una moltitudine
di donne e di bambini che andavano a piedi. Diciamo
quindicimila individui, di cui quattro o cinquemila guerrieri. E
noi con Custer eravamo poco pi di duecento, un altro centinaio
con Reno, che si stavano battendo per salvare la pelle,
circa altrettanti con Benteen, e un centinaio ancora, pi o meno,
di scorta alla carovana.
Ma qui sta lo strano: a parte qualche figura isolata che si
muoveva in mezzo alla mandria dei cavalli, e supposto che
quella gran nube di polvere a valle fosse levata da esseri umani,
davanti a noi non vedevamo ancora un indiano. Non c'era
anima viva in quella parte di campo che da l si scorgeva. Erano
tutti impegnati con Reno? Quel campo era in quel momento
fuor di vista per via delle alture e per le anse del fiume.
Oppure, quella nube di polvere: erano loro che, nonostante
la propria forza, scappavano?
Ora sta a sentire cosa fece Custer. Di nuovo si tolse il cappello
e l'agit in aria, e accidenti a me se non  vero che lanci
un secondo urr.
Li abbiamo colti nel sonno dice, a nessuno in particolare,
ed era giusto che nessuno sembrasse ascoltarlo, perch
tutti continuavano a fissare l sotto, come paralizzati, mentre
Tom Custer quasi si masticava i baffi e il tenente Cooke si dava
gran manate sulle natiche.
Ma quel momento di paralisi, almeno per me, si interruppe
quando l'ordinanza italiana, quel Martin o Martini, mi sorrise
in faccia e mi dice: Dormono, s?  bene. Capisci,
non sapeva bene l'inglese, e tutto quello che diceva il generale
per lui andava preso alla lettera.
Ecco, io non ebbi il tempo di correggerlo, perch quando
Custer scese l dove erano i soldati, io gli fui al fianco. All'improvviso
avevo capito che intenzioni avessero gli indiani Non
stavano scappando, altrimenti le donne avrebbero disfatto le
tende, e per fare questo il tempo c'era, con noi sulle alture
dall'altra parte del fiume e Reno cos distante.
E le forze impegnate con Reno non erano grandi abbastanza
da comprendere tutti i guerrieri d'un campo di quell'ampiezza.
Da qualche parte ce ne dovevano essere un quattromila
buoni, e mi parve di sapere quale fosse la loro situazione
generale: erano passati sulla riva nostra a uno dei guadi pi
bassi e ci stavano aspettando l davanti.
No, Custer non si mise a ridere quando gli urlai tutto questo.
Credo anzi che non mi sentisse affatto, e continu a spronare
quella povera cavalla che aveva faticato ormai per miglia
e miglia, con una giornata calda e polverosa, e era ormai quasi
scoppiata. Quando ebbe raggiunto i soldati, lancia un terzo
urr e grida: Ragazzi, li abbiamo in pugno. Finiamoli e torniamo
a casa nostra.
E quei soldati, che non dormivano da ventiquattro ore,
per un quarto novellini che non avevano mai incontrato un
guerriero indiano, montati su bestie spaurite oppure esauste,
risposero al suo urr, una voce crescente che echeggi sulle alture,
e ancora una volta partimmo al galoppo, irrompendo per
un ampio burrone un trecento passi, e poi un altro alt. Capisco
che serv a riadunare la colonna, ma io non mi voltai a
guardare, perch non faceva piacere vedere uomini i quali stavano
per essere fatti fuori.
Ah, ormai lo sapevo di sicuro. Quel suo secondo urr me
l'aveva fatto intendere: Custer aveva perso il senno.
Qualsiasi altra persona, vedendo quell'immenso villaggio,
avrebbe ammesso con se stesso, per lo meno, di aver fatto uno
sbaglio. Niente di vergognoso, in questo: quando si combattevano
gli indiani, di rado un generale sapeva forza e disposizione
del nemico. Alcuni dicono che Custer disobbed agli ordini
di non colpire il nemico prima di essersi congiunto con Terry
e Gibbon, il giorno dopo. Ma non si pu contare su una cosa
simile in una zona deserta, e poi, in seguito al fatto della cassa
di gallette scoperta dai Sioux nelle Montagne del Lupo, credeva
che i selvaggi, scoperta la nostra presenza, sarebbero fuggiti,
a meno che lui non li avesse attaccati subito.
Ma una volta visto il villaggio, una volta omesso di ritirarsi
e di fare ritirare Reno, e di radunare tutte le sue forze...
Be', io credo che Custer fosse matto quanto bastava per pensare
di vincere, essendo il tipo d'uomo il quale si porta dietro
tutto il mondo dentro la testa, e perci quando insorge la passione
e gli invade la mente, la realt scompare del tutto.
Ero accanto a lui in quella sosta, e di certo stavolta non si
lev il cappello a celebrare prematuramente la vittoria, il sudore
gli striava di polvere le guance barbute, e aveva gli occhi
di vetro, appannati, anzich celesti come sempre.
Chiam l'ordinanza, e Martin venne e salut alla sua maniera
italiana. Allora Custer parl veloce, come il fuoco di un
Gatling.
Devi-dire-a-Benteen-che-il-villaggio--grosso-e-io-voglio-
che-faccia-presto-con-la-carovana.
Non credo che Martin capisse, per ripet il suo gran saluto
all'italiana, e si prepara ad andare, ma lo ferma Cooke:
Aspetta che te lo scrivo. E scarabocchia qualcosa sul taccuino.
Fu quello l'ultimo messaggio che qualcuno ricevette da
Custer e dai cinque reparti che lo seguirono verso nord. Dice
la storia che Martin ce la fece, a ripercorrere all'indietro la
nostra pista. Straniero com'era, non capiva la situazione. Gli
indiani cercarono di fargli la pelle, ma lui non se la prese, anche
se il suo cavallo rimase colpito. Ci dimostri quanto a volte
possa essere utile l'ignoranza. Giunto da Benteen, gli disse
che aveva i Sioux alle calcagna, e cos diede a quell'ufficiale
un altro motivo per non venire in nostro aiuto. Voglio dire, a
parte l'odio contro Custer.
Se non ci credi, prendi un altro esempio: quei poveri pazzi
che scrissero lettere alla povera signora Custer, gli anni dopo,
alcuni ancora bambini nel 1876; oppure prendi Ricciolo,
la guida Crow, che veniva mostrato al prossimo come unico
scampato alla strage. Solo che Ricciolo non era sul campo, ma
si limit a guardare una parte della battaglia da una lontana
altura, e in quanto ai bianchi, o erano matti o puri e semplici
bugiardi. Per me  stato divertente sentire di persone che cercarono
l'attestato di quel che non avevano mai fatto, mentre
io sinora ho penato per nascondere la mia esperienza vera.
Non molto dopo che Martin fu partito, il burrone che
percorrevamo s'incroci con un pi vasto scoscendimento, e l
voltammo a sinistra e discendemmo di un paio di miglia verso
il fiume, con dinanzi un altro miglio circa prima di sboccare
nella pianura. Facemmo una breve sosta, perch Mitch Bouyer
e i Crow, sull'altura sovrastante, agitavano le braccia e Custer
si ferm a ricevere il loro messaggio di gesti. Da quella posizione
riuscivano a vedere il guado e segnalavano che il nemico
lo stava traversando.
Custer interruppe questo rapporto con gesti spazientiti, e
con le mani disse: Va bene, andatevene pure a casa vostra.
I Crow non si erano arruolati per combattere - e tu rammenti
che gi s'erano rifiutati di farlo - ma per guidare la
colonna in una zona a loro nota. E allora si vide Bouyer che li
congedava, e quelli se ne rimasero per un pezzo in groppa ai
cavalli, mentre noi si andava avanti, guardandoci in quella loro
maniera pellerossa che sempre vien definita stupida, e stupida
, per non vuol dire che non abbiano sentimento, ma
solo che non c' altro da fare, da parte di un indiano persino
amico. Capisci, quegli indiani Crow volevano bene a Custer, e
io sentii dire che tutti quelli della trib piansero come bambini
quando si seppe della sua morte.
Avrebbe potuto andarsene anche Bouyer, ma siccome era
un mezzosangue, era in gioco il suo orgoglio, credo, alla vista
di uomini con cui era parzialmente legato per sangue, i quali
uomini andavano alla morte. Per qualche passo segui gli altri,
poi con uno sforzo improvviso volt il cavallo e venne a raggiungerci,
al galoppo, incontro a Custer.
Dinanzi a noi la pianura si restringeva ancora, a formare
una erta gola i cui fianchi eran quasi perpendicolari, perch
questo burrone serviva a prosciugare le piogge di primavera.
Non poteva esistere posto meno congeniale per la cavalleria,
che non vale una cicca se non ha posto per manovrare.
Bouyer l'indic e dice: Se andiamo l dentro, non ne
usciamo pi. Era vestito di pelle, con un cappello a tesa larga,
ma i suoi capelli neri eran lunghi, e aveva indosso certa
roba crow, una collana di artigli d'orso e un involto magico
legato all'orecchio sinistro.
Custer gli d un'occhiata strana. Ho detto che puoi andartene
a casa dice.
Bouyer alza verso il sole i suoi lucidi occhi neri, il viso
scuro come una pelle conciata, e se anche non parlava io
scommetto che stava dicendo addio al grande fuoco in cielo,
alla maniera indiana, anche se era pronto a morire, come
bianco.
Entrammo nella gola al trotto veloce, i cinque reparti in
formazione, colonna di quattro, e venne a raggiungerci il fratello
Boston: era restato in retroguardia con la carovana dei
muli, dove io sospetto che Custer avesse voluto lasciarlo per
garantirgli la pelle, ma quando si veniva ai fatti, nessun Custer
poteva negare a uno del suo clan il diritto alla gloria.
Ogni compagnia del Settimo montava cavalli eguali: la
compagnia C di Tom Custer aveva i sauri: la E cavalli grigi;
e gli altri tre reparti bellissimi bai. I gagliardetti erano bandiere
americane a coda di rondine, con cerchi concentrici di stelle
dorate in campo azzurro. Garrivano su tutta la colonna, in
mezzo alla polvere che si alzava mentre noi discendevamo per
quella gola arida, e non si sentiva altro che il rumore dei nostri
zoccoli.
Di tanto in tanto guardavo dietro, da sopra la spalla, perch
quando si va in combattimento a me piace sapere quel che
c' dietro, e nel ricordo vedo ancora quei soldati sui cavalli
grigi, i pi facili da distinguere, sempre, che trottavano in ordinata
fila di quattro. Ma i sauri di Tom Custer, nella compagnia
di testa, erano anche loro bellissimi, e quasi rossi nella
gran luce.
Dio se faceva caldo da quelle parti! Avevamo abbandonato
il vento sopra le alture e io non vedevo l'ora di mettermi al
galoppo per prendermi un poco di brezza. Il nastro del mio
cappello era madido. M'ero abbassata la tesa per farmi ombra
al naso, gi considerevolmente arrostito dal caldo dei giorni
prima. Era un pezzo che non mi radevo, e con quella mistura
di polvere e di sudore, avevo le guance che parevano di carta
vetrata. Masticavo un tocco di tabacco per tenermi umida la
gola, e con la lingua lo facevo passare da una parte all'altra,
ma a un certo punto il tabacco non fu pi sugoso, anzi rasposo
come un cactus, e a fatica riuscivo a tenere in mano la carabina,
le cui parti metalliche scottavano per via del sole. Il sudore
salato mi bruciava gli occhi, e i cavalli bianchi di Cooke,
innanzi a noi, quasi non si riusciva a guardarli con quel sole.
Avevamo percorso un cinquecento passi di guado quando
vedemmo dinanzi a noi il primo nemico della giornata: diversi
Sioux cavalcavano in lenti cerchi da questa parte del fiume,
forse per sfidarci a inseguirli, forse per avvertire gli altri di
nascondersi. Ora il campo ci era nascosto, per via dei pioppi
sulla riva opposta. Poi i Sioux scomparvero, e da dietro una
piccola altura sopra il guado comparvero quattro guerrieri.
Brandirono le armi sopra la testa e urlarono: Hey, hey, hey,
hey, hey!.
E a questo punto subito Custer ferm la colonna.
Conoscevo quel grido fin troppo bene: era il grido di
guerra dei Cheyenne. Allora feci una cosa strana. Per puro
istinto, senza studio, mi portai la carabina alla spalla e sparai
un colpo. Li mancai, e Custer si mise a sgridarmi, con gli occhi
pieni di sangue e il viso scurito dalla rabbia.
Dice: Porco, chi ti ha dato ordine di aprire il fuoco? Sono
io che comando. Ti far fucilare, per questo. Non m'importa
nulla se hai amici altolocati, sporca spia, anche se magari
sono alla Casa Bianca. Ecco i risultati della vostra maledetta
politica indiana, agenti corrotti, politici venali.
Io credo che nella sua mente contorta ormai mi identificasse
con il presidente Grant. Tir fuori la pistola e io pensai
che stesse per ammazzarmi, ma, come fanno i matti, all'improvviso
cambi pensiero e spronando la cavalla, url:
Avanti valorosi del Settimo! caaaarica!.
Ora il trombettiere, sconvolto da questo fatto, suon
smontare, ma il suono fu troppo debole perch lo sentissero i
reparti oltre il primo, e io credo che quelli di dietro non riuscissero
a vedere molto per via della polvere, s che eccoti
Custer avventato gi per la gola, poi Cooke, Bouyer e nel mezzo
io, e poi la prima compagnia smontata da cavallo.
Intanto, gi al guado, altri cinquecento guerrieri avevan
traversato l'Erba Grassa e altri ne venivano, come api da un
alveare.


CAPITOLO 28.
L'ULTIMA RESISTENZA.

Fu Bouyer a reagire per primo. In groppa a un veloce cavallino
crow raggiunse il generale e lo ferm, tenendo Vie
per la briglia. Gli indiani stavano sparando, e Bouyer era ferito,
credo: sulla casacca di pelle si vedeva una macchia scura,
ma lui non ci faceva caso.
Intanto Cooke aveva fatto rimontare i soldati, dopo che
ebbero sparato qualche colpo come tiragliatori, perch era
chiaro che bisognava andarsene da quella strettoia, dove la cavalleria
potesse manovrare.
Poi all'improvviso Custer torn in s, fece suonare la carica
alla maniera giusta, e noi irrompemmo gi per la gola,
quasi fino all'acqua, e gli indiani, in gran parte appiedati, si ritirarono,
ma non abbastanza perch noi si potesse guadagnare
il guado, essendo l'Erba Grassa stracolma di guerrieri, centinaia
a cavallo e pi ancora che passavano il fiume con l'acqua
sino al petto.
Un altro burrone si apriva ad angolo di quaranta o cinquanta
gradi, sulla destra, e noi ci precipitammo l dentro, e
poi su fino a raggiungere un'altura che conquistammo galoppando
sulla riva erbosa, sotto il fuoco intenso degli indiani,
ma non mi pare che perdessimo molti uomini: forse qualcuno
al guado, ma il reparto era ancor bene organizzato, e cavalcava
in colonna di quattro. A un miglio circa c'era la vetta dell'altura,
e io capii che Custer voleva andare proprio lass per
fare resistenza.
Ma quando tu fuggi via da un indiano, sia pure in una ritirata
ordinata, quello s'incoraggia straordinariamente, convinto
di star avendo la meglio su di te. Avevamo cominciato ad
attaccare il villaggio e quattro Cheyenne ci avevano fermati,
e poi respinti: o cos almeno la pensavano i nostri nemici, e
i fatti stavano dimostrando che avevan ragione loro. Io non so
perch Custer si fosse fermato a quella prima meschina scaramuccia,
quattro selvaggi contro duecento di noi. Magari nella
sua follia pensava che quella fosse tutta la forza del nemico, e
si era fatta l'idea che gli indiani sono parecchio valorosi. Non
credo che riuscisse a sopportare l'idea che una persona diversa
da lui avesse in misura altrettanto grande la capacit del coraggio.
Solo che gli indiani non erano quattro, e non avevano dato
mostra di sciocca spacconeria, ma semmai dimostravano di
star guadagnando tempo mentre altri guadagnavano il fiume
alle loro spalle e altri ancora, e pi, stavano nascosti sul terreno
dove noi saremmo deviati. Insomma, facevano una loro
strategia.
Quel giorno sul Little Bighorn avvenne una singolare inversione
delle parti. Avevano mandato Reno a caricare il villaggio,
e invece era lui a subire la carica. Custer, partito per
avviluppare il nemico, stava per essere avviluppato lui Nella
loro ultima grande battaglia, gli indiani stavano combattendo
come si suppone che combattano gli uomini bianchi, e noi...
be', noi presto ci saremmo trovati nelle condizioni in cui avevamo
stabilito di mettere loro, perch questo non era terreno
per la cavalleria e il nostro reparto si andava disfacendo da
qualche parte, lungo la galoppata.
Ma poi arriv un altro gruppo d'indiani, dal sud, guidati
dal grande capo guerriero Bile, che aveva per l'appunto respinto
Reno e lo teneva assediato su quell'altura, da cui Custer
aveva veduto per la prima volta il villaggio, anche se noi
non lo sapevamo. Erano almeno un migliaio, e venivano
avanti sicuri e tremendi.
Frattanto, sul pendio verso il fiume, il Reparto Cavalli
Grigi veniva fatto a pezzi dagli indiani nascosti l attorno, e
alla fine li precipitarono in un gran burrone e ne fecero un
gran mucchio e li massacrarono i Sioux che sparavano da sopra,
e restarono appena un paio di cavalli privi di cavaliere a
precipitarsi gi per le erte rive, all'impazzata.
Custer continuava a comportarsi bene. Mand la compagnia
di Calhoun, in veste di tiragliatori, contro Bile, ma quei
Sioux lasciarono a loro volta i cavalli e avanzarono strisciando
fra gli arbusti, lanciando frecce dai loro nascondigli, centinaia
alla volta, le quali frecce, avendo raggiunto il limite della flessibilit
dei loro archi, cadevano in tremende scariche, trafiggendo
gli uomini che non riuscivano a scorgere un nemico a
cui sparare.
Certi indiani accerchiarono i soldati addetti a tenere i cavalli,
che erano un uomo su quattro nella compagnia, e misero
a corsa le bestie urlando e agitando coperte. In questo modo
riuscirono a inchiodare Calhoun. Poi ricominciarono a
smangiargli la linea alle due estremit, verso il centro, facendo
fuori uno per uno i tiragliatori, e alla fine vennero su dall'erba
come una sola grande ondata nuda e scura, che urlava
Hoka Hey! il grido di guerra Sioux, con infinite voci gutturali,
e gli furono addosso.
Quello che mi colp fu la vista della carne dei selvaggi,
perch gli indiani erano nudi, a parte il perizoma, e quasi tutti
non erano dipinti e non indossavano il copricapo, n altre robe
consuete nel loro costume guerriero. Parecchi combattevano
a piedi, senza dare una mostra frenetica di coraggio, e profittando
anzi di ogni riparo. Dio mio, quanti ce n'erano su
quel maledetto campo: era come una spugna enorme, piena
di buchi, e di tanto in tanto pareva che una mano enorme la
strizzasse, e la spugna balzava su e da ogni parte uscivano i
selvaggi, affogando una parte nuova del nostro reparto, per
poi lasciarsi assorbire in un nascondiglio nuovo.
Ma il sopravvento su di noi lo presero soprattutto stando
nascosti, con quelle bordate di frecce che stracciavano il cielo,
e avevano anche i loro tiratori scelti di fucile, anche se, dalla
parte degli indiani, i fucili non erano poi tanti quanto qualcuno
crede; solo che usavano bene quei pochi che avevano, e la
maggior parte neanche erano a ripetizione.
Io avevo una carabina Winchester a sette colpi, ma avrei
dato qualsiasi cosa pur di cambiarla con un vecchio Sharps a
un colpo solo, quello che m'era servito nella caccia al bufalo,
perch noialtri del gruppo di Custer adesso eravamo in cima
all'altura, lontani dal nemico quanto conviene a un comandante
sulla difensiva. Sotto di noi, su di un'altura minore, era
il reparto di Tom Custer in groppa ai sauri, e alla sinistra c'era
Keogh che andava a colmare il vuoto provocato dal crollo
di Calhoun; poi quel burrone profondo in cui era caduto il reparto
dei Cavalli Grigi, e ce lo avevano macellato, e all'estrema
destra un plotone della compagnia F del capitano Yates,
che in quel momento veniva incalzata da una grande ondata
di selvaggi che in breve tempo riuscirono a passare e a impegnare
Tom e l'altro plotone della F.
Perci c'era molto da vedere, e di molto brutto, e nulla da
fare a quella distanza. Dico per me: per Custer c'era moltissimo
da fare, e per il momento lo faceva bene, anche con lo
svantaggio d'essere, come personalit e come educazione, un
cavalleggero fino alle midolla, vale a dire che aveva carattere
aggressivo. Finora non gli era mai successa una cosa simile, e
non poteva comandare una delle sue adorate cariche. Qui i nostri
cavalli non valevano pi nulla, e certi uomini del comando
avevano cominciato ad abbattere la loro bestia a colpi di
pistola, e delle carcasse si servivano come riparo, perch anche
uno scemo capiva che l'altura sarebbe stata presto aggredita. E
per dimostrarti quanto fosse normale Custer in quel momento,
sappi che ordin al tenente Cooke di prendere il nome dei
soldati che avevano fatto questo, promettendo loro la corte
marziale non appena tornati a Forte Lincoln.
Questo successe un istante dopo aver mandato un corriere
a far muovere Keogh contro i Sioux che avevano travolto
Calhoun, che in fondo era il cognato di Custer, ormai evidentemente
defunto, anche se con il passare del tempo si riusciva
a vedere sempre meno nella gran nube di polvere, che
stava trasformando il pomeriggio in un crepuscolo anticipato.
E allora, quando Keogh ebbe a sua volta il fatto suo, noi
lo sapemmo principalmente dal volume delle urla degli indiani,
e poi arrivarono gli uomini di Tom Custer smontati, coi
cavalli persi, che salivano passo dopo passo verso la nostra posizione.
Proprio in quel momento risuon il primo colpo dietro di
noi, dov'era un erto pendio verso nordovest che ricadeva in un
burrone a semicerchio. Nessuno aveva fatto molto caso a quel
terreno, con quelle migliaia di nemici dagli altri tre lati, e perci
si era colmato, senza nostra resistenza, di indiani i quali
avevano fatto il giro pi lungo, ed erano almeno un altro migliaio,
e adesso avanzavano contro di noi e cominciavano
a lanciare i loro gridi: Hoka hey! Hoka hey! e alcuni urlavano
il nome del loro grande popolo: Lakota! Lakota! Gli uomini!
Gli Uomini! ma su tutto dominava il semplice, gutturale
hey-hey-hey-hey-hey, che cominciava come un tamburo funebre e
poi cresceva di ritmo fino a raggiungere il furore della pazzia,
ma sempre senza disordine, come una passione diretta, se tu
riesci a pensare una cosa del genere, selvaggia e spietata, fissa
su un solo scopo, senza distrazioni. Questi erano i Cheyenne, e
stavano al centro del mondo.
La prima fucilata uccise il cavallo di Custer, colp la balzana
Vie nel suo bel muso di saura, sotto l'occhio sinistro.
Cadde lentamente, prima le zampe davanti, come se facesse
un bell'inchino, dando al generale il tempo di smontare prima
che crollassero travolgendolo le zampe posteriori.
Adesso il pi glorioso fra tutti i cavalleggeri era smontato.
Parve un poco sbalordito, ma subito si riscosse alla vista dei
Cheyenne in arrivo, cos ordin ai reparti di fare quel che poco
prima aveva riprovato: uccidere i cavalli rimasti e disporli
in modo da formare un parapetto. Prima che questo fosse fatto,
avemmo diverse perdite.
Completamente circondati, con la compagnia C serrata
contro uno sperone di roccia, sotto la nostra altura, e senza
nulla in direzione di Keogh, tranne il fumo, e quando il fumo
si risollevava alla brezza leggera soltanto indiani, indiani, indiani,
sempre pi vicini e sempre pi numerosi, e ci si meravigliava
al pensiero che ci fosse terreno abbastanza per contenerli,
allora io pensavo a ci che Bouyer mi aveva predetto,
che gli indiani avrebbero superato per numero le nostre pallottole.
Era stato un saggio e un valoroso, e io lo vidi cadere
mentre ci ritiravamo dal guado, e fu lui quello che pi si avvicin
al villaggio nemico sull'Erba Grassa. Pensare che era
mezzo indiano!
Gli altri Crow avevano da tempo raggiunto la gente loro,
anche se forse quel Ricciolo stette a guardare, almeno in parte,
il nostro combattimento da un'altura lontana. Infatti il
giorno dopo raggiunse il Far West, a monte, e raccont la storia
del massacro, ma nessuno gli credette. Per non fu con
noi. Non ci restavano indiani amici, perch i Ree erano andati
con Reno. Ma neanche i Sioux e i Cheyenne avevano bianchi
al loro fianco come a volte fu detto da chi non credeva che i
selvaggi sapessero combattere cos bene: ex ufficiali sudisti
amareggiati, sposi di donne indiane, rinnegati eccetera. Non 
vero. Il nostro nemico era rosso al cento per cento. Semplicemente,
adesso non combattevano per spasso, ma per ammazzare
noi nel modo pi efficiente possibile, con il minor danno
possibile per s. Nonostante il numero spropositato, con il fucile
alla spalla quasi non riuscivi a trovare bersaglio. Avanzavano
strisciando carponi e riuscivano a scomparire dietro un
ciuffo d'erba non pi grosso di un cappello. Un arbusto ne nascondeva
una ventina. E mentre tu ricaricavi, avevan guadagnato
trenta passi.
In ogni modo i nostri ragazzi facevano lavorare gli Springfield,
fino a che cominci a manifestarsi quello che m'aveva
detto Bottsy sulla debolezza di quest'arma: sparando di continuo
il fucile si riscaldava e il sole tremendo, anche se annebbiato
da quella nuvola azzurra, dava il suo notevole contributo,
e si incepparono gli espulsori, perch i bossoli rimanevano
incastrati nel caricatore. Qualcuno cerc di rimediare con il
coltello, ma riuscirono soltanto a spezzare le lame. Una cosa
del genere avrebbe anche potuto provocare il panico, con un
centinaio di indiani che vengono incontro a te, personalmente,
ma il fatto  che io non vidi disordine fra i nostri soldati, dopo
che la situazione si fu fatta disperata. In seguito i Sioux affermarono
che un plotone intero, sul fronte di Keogh e di
Calhoun fin suicida; questa  una cosa che io non ho mai vista
e neanche credo che sia successa.
Non c'erano vigliacchi fra di noi. Quando si furono inceppate
le carabine, gli uomini misero mano alle rivoltelle, efficaci
come le biglie che i bambini buttavano nel Missouri. Ed
essendo gli indiani cos numerosi era difficile distinguere un
caduto, fra di loro, quando se ne colpiva uno. Quindi non c'era
motivo di farsi coraggio vedendo un colpo messo a segno.
Contando quello che era rimasto della compagnia C sotto
lo sperone, e di noi sull'altura, direi che eravamo rimasti in
settantacinque, forse in cento. Non si sentiva pi sparare dalla
parte di Keogh, e a destra il silenzio durava ormai da un pezzo,
dove evidentemente era disfatto il reparto di Yates e quello
dei Cavalli Grigi, anche se nel polverone non si riusciva a
vedere nulla.
Lavoravo in continuazione con il mio Winchester, contro
i Cheyenne e forse ne avevo colpito qualcuno da dietro la carcassa
del mio cavallo ree, che avevo sparato alla fronte, per
necessit ma con rammarico, perch si era comportato bene al
momento giusto. Allora non sapevo che il suo vecchio padrone
Coltello Insanguinato era stato fatto fuori gi sotto, con
Reno, ma se ci ripenso, direi che il cavallo lo sapeva: nei suoi
occhi grandi e tristi io lessi la voglia di andare all'altro mondo
quando ci puntai in mezzo la Colt, e poi aveva la groppa piena
di guidaleschi, per via della sella, e perci sotto molti
aspetti per lui era un favore. E continu a essermi utile dopo
morto, perch ben presto fu pieno di frecce da sembrare un
porcospino, frecce che in sua assenza avrebbero perforato il
tuo affezionatissimo, il quale ormai gli stava quasi sotto la
pancia, perch aumentavano le scariche inarcate, centinaia di
punte di acciaio che piovevano come una grandine di rasoi
Uno che mi stava accanto, steso per terra, fu infilzato in due o
tre punti, ma mor solo quando, cercando di liberarsi, mise
fuori la testa quanto bastava per prendersi una pallottola, e ne
prese diverse, e cos fu morto.
Era questo il guaio: se stavi per terra, ti infilzavano le
frecce; se ti alzavi ti toccavano le fucilate; ti buttavi sotto la
pancia d'un cavallo ed eri temporaneamente al sicuro, ma
escluso dall'azione, lasciando avanzare gli indiani fino a dove,
alla fine, sarebbero entrati per ammazzarti come un serpe.
Una decisione simile era, lontanissima dal pensiero del generale
Custer. In mezzo a tutto questo bailamme lui se ne andava
camminando e finora era intatto. E non camminava aggobbito,
ma anzi ben dritto, e faceva cenni, talvolta con tutte
e due le mani in direzioni diverse, da sembrare un crocifisso,
nel qual caso doveva di sicuro essere un bersaglio di massima
visibilit contro il cielo, per gli indiani l sotto. Di tanto in
tanto sparava con le Bulldog, e sempre in posizione classica,
come quella che aveva forse imparato a West Point, il gomito
piegato e l'avambraccio rigido. Con le frecce che gli fischiavano
attorno, e con le pallottole che cantavano, pareva che fosse
a una manovra a fuoco in qualche forte tranquillo.
Era senz'altro spettacoloso, anche se coperto di polvere dai
capelli corti fino agli stivali di pelle, e anche di sudore, con la
casacca azzurra aperta al collo, la faccia che pareva di sasso,
per via della barba non rasata. E sorrideva! perdio se sorrideva,
e tu sentivi la sua voce rasposa che percorreva tutta l'altura,
chiamando uomini a colmare un vuoto, raccomandando ad
altri di resistere, sempre fiducioso, speranzoso.
Splendido, splendido dice, in piedi al disopra di me, e
quando tirai il fiato avendo mancato un indiano che strisciava
su per il pendio, e mi restavano nel caricatore soltanto tre
colpi, alzai gli occhi verso di lui, e una freccia Cheyenne gli
scocc cos vicina da fargli sentire il vento della penna.
Dissi: Generale, non volete abbassarvi?. Ma queste
parole non ebbero maggior fortuna di tutte le altre che ebbi a
dirgli durante l'intera nostra storia.
Mi guard con occhi che parevano due gemme azzurre, oltre
la polvere che gli copriva il viso, fanatico come un idolo, e
dice: Splendido, ragazzi! Ora li mettiamo in rotta!. E prosegu
lungo la fila dei tiragliatori, scalciando i soldati per dar
loro coraggio, negli stivali. Solo che qualche paio di stivali
erano indosso a uomini gi morti.
Be', forse il suo esempio era rincuorante per quelli che
riuscivano a vederlo. Io capii che era ridiventato matto, come
quando da solo aveva affrontato la carica al guado, ci che
spiegava l'incapacit di frecce e pallottole a colpirlo, perch i
proiettili son riluttanti a colpire un uomo che  uscito di senno
per motivo di follia o di stregoneria.
Mi rimisi a sparare contro gli indiani, o almeno cercavo di
farlo, mentre loro strisciavano nell'erba alta mostrando ogni
tanto le loro teste di serpente, ma sempre un poco distanti da
dove io le aspettavo. Infatti erano esperti sin dalla nascita in
questo tipo di combattimento, e se anche io ne avevo fatto
pratica, il mio vantaggio era annullato dalla nostra posizione
su quell'altura senza altra protezione che quella delle bestie
abbattute.
Poi fummo sotto il fuoco che veniva da un'altura vicina,
sessantacinque o settanta passi verso sudovest, e questo voleva
dire che la compagnia F era definitivamente distrutta, perch
quell'altura, prima, la occupavano loro. Dappertutto si sentivano
echeggiare le carabine d'ordinanza, puntate contro di
noi, e il rumore era completamente diverso rispetto a quando
eri tu a sparare, e si distinguevano chiaramente dai colpi delle
armi di calibro minore.
I nemici aumentavano il loro armamento grazie a quel
che avevano catturato, volgevano contro di noi le nostre stesse
armi, e neanche avevano il fastidio degli espulsori: avevano
tutto il tempo di questo mondo, e quindi non occorreva che
sparassero fitto, surriscaldando il pezzo. Nelle bisacce dei nostri
soldati avevano trovato munizioni in abbondanza, mentre
a noi le munizioni scarseggiavano. La carovana dei muli era
chiss dove, lungo la pista, e se tu ti rammenti, pi volte Custer
aveva mandato a dire che avanzasse, ma non era un problema
da nulla attraversare le file nemiche. Anzi, io pensai
che a questo punto avessero fatto fuori anche loro, insieme a
Reno e a Benteen: conclusione non sciocca se tu capisci che io
ci arrivai a cavallo, per cos dire, di uno stecco in mezzo a un
oceano di nemici, in una nebbia di fumo che solo di tanto in
tanto si sollevava, e solo per mostrarti un altro caduto.
Ora toccava alla compagnia C, gi sotto, ormai sterminata,
a parte un gruppetto che riusc ad arrampicarsi fino a noi,
per mettersi al riparo dei cavalli morti, e alcuni nel far questo
furono colpiti alle spalle e vomitavano sangue addosso a chi
gi stava al riparo, i quali li tiravano dentro per aggiungerli
agli altri morti. Fra di loro non c'era Tom Custer, segno, pensai,
che gli era gi toccato il fatto suo. E accanto a me c'era il
giovane Reed: un istante prima manovrava il suo costoso fucile
sportivo, un istante dopo era stecchito, con la bocca aperta
e con la lingua che gli diventava nera. In quanto a Boston,
non lo vidi per niente: probabilmente lo avevano colpito
mentre si saliva su dal fiume.
Dunque il generale aveva perso due fratelli, un nipote e
probabilmente anche il marito della sorella; come ufficiale comandante,
aveva perso la parte maggiore dei suoi cinque reparti;
come cavalleggero, il cavallo. Per il resto, aveva perso il
cappello e una rivoltella. Aveva i calzoni laceri, e sbottonata
quasi completamente la casacca a doppio petto, per via del
gran caldo.
Mark Kellog, il giornalista, giaceva con la faccia per terra,
probabilmente morto-anche se non aveva un graffio sulla
schiena, e dalla tasca della giacca sporgeva un foglio arrotolato,
ultimo suo dispaccio, mai spedito. Il sergente Hughes,
quello che issava il gagliardetto del generale, aveva una ferita
terribile alla pancia, che lo faceva contorcere per terra come
un verme, eppure, chiss come, riusciva a fare in modo che il
gagliardetto non toccasse il terreno. Lo teneva cos, floscio, a
parte quando vibrava un poco allo scoccare di una freccia nemica.
Non ho parlato delle ferite mie, eppure ne avevo gi avute
due. Mi aveva colpito alla spalla sinistra una pallottola, credo
di schioppo, perch aveva una potenza enorme, tale da sollevarmi
dalla mia posizione supina e da mettermi la testa al
posto delle scarpe, s che battei per terra la spina dorsale e rimasi
per un minuto senza fiato. Ma mi rimisi subito a posto e
beccai l'indiano che mi aveva colpito, perch lui mi aveva visto
cadere e fiducioso si espose per ricaricare, dato che per un
trenta passi, a destra e a sinistra, non c'era nessuno ormai che
potesse sparargli. Gli scaricai un colpo sullo sterno, e poi lasciai
perdere perch dovevo risparmiare le munizioni: croll e
i suoi compagni lo tirarono indietro nell'erba, a morire o a riprendersi,
non l'ho mai saputo.
La stessa cosa facevano con tutti i loro caduti, mentre i
nostri ci giacevano attorno, coi cavalli morti, e per via del caldo
questi ultimi stavano per marcire, e gi la carne aperta cominciava
ad annerire, e su quell'altura c'erano ormai pi mosche
che indiani, perch questi miserabili insetti non si commuovono
mai. Io ne avevo gi alcuni sulla spalla sanguinante,
ne avvertivo le zampine l dove non provavo dolore. Mi aveva
anche colpito una freccia alla guancia, con una tale angolazione
che il sangue mi gocciava dall'angolo della bocca, e me
ne accorsi anzitutto per il sapore di sale.
Ma ormai i postumi della sbornia erano passati, insieme
all'effetto deplorevole di due giorni d'insonnia: niente di meglio
d'un massacro, per schiarirti le idee. Non credo di aver
mai visto cos chiaro, n prima n dopo. Peccato che questa
chiarezza non si potesse usare altro che su selvaggi e saggina,
perch immaginavo che presto la mia vista sarebbe finita, insieme
a tutto il resto. Eravamo rimasti in trenta o quaranta,
non di pi. Non sapevo, a questo punto, per quanto tempo
avessimo combattuto; a tratti mi pareva che fosse durato una
vita intera, a tratti il tempo di uno starnuto, da quella galoppata
per il burrone e poi su verso l'altura.
Avvertii qualcuno che mi cadeva accanto e mi volsi e vidi
il tenente Cooke, coi suoi magnifici basettoni che nuotavano
nel sangue. Aveva percorso tutta la linea strisciando bocconi e
si era alzato un po' troppo, per un secondo, il suo ultimo. Poi
venne Custer, non pi in piedi ma pancia a terra. Anche su di
lui ci era sangue, versato da qualcun altro, credo, perch non
era ancora ferito.
Dice: Cooke e scrolla il corpo inerte del suo aiutante.
Cooke, ho da darvi un ordine per Benteen. E poi, sputando
polvere e ghiaia, dice: Cooke, scrivete: "Venite subito e la
giornata  nostra... capito, Cooke?.
Io dico: Generale,  morto.
Cooke, prendete il nome dell'uomo che ha detto questo
esplose Custer, gli occhi iniettati di sangue, senza guardare
n me n il suo aiutante. Guardava invece la testa del
mio cavallo abbattuto.
Non so, forse in quel momento ebbi pena di lui, e allora
presi la parte di Cooke e lui non si accorse della differenza.
Dico: Sissignore, ci penso io. Allora Custer brontol
qualcosa e ricadde supino, le mani sulla nuca, e guardava il
cielo e sorrideva come a una sua nozione segreta. Pass un'altra
volata di quelle frecce, che colsero la luce del sole sulle
punte ferree, e vennero gi come una tormenta sul suo campo
visivo.
Non vacill una sola volta e volle il caso che queste frecce
facessero meno male del solito, perch ormai erano pochi i
bersagli da colpire - ma con voce piana, da persona colta e
gentile, dice:
Accettandolo cos come lo si trova, in pace e in guerra
- e le frecce piombavano a ficcarsi sopra gli uomini e i
cavalli morti - in patria e fuori, Custer continua, gentilmente,
scacciando ogni pregiudizio, mettendo d'un canto ogni
parzialit, scopriremo nell'indiano un soggetto degno di studio
pensoso e di ricerca.
Presi un po' di tempo per scoraggiare una cinquantina di
selvaggi, che per un paio di minuti non osarono avanzare, stavo
per finire le munizioni, perch man mano che diminuiva il
nostro numero, io, a mo' di compenso, sparavo pi fitto. E
mentre facevo questo, il generale Custer parlava da solo.
Mentre ricaricavo, lo sentii dire: Non bisogna rammaricarsi
se il carattere degli indiani cos come lo si legge descritto
nei romanzi di Cooper non sia quello vero. Toltogli il bellissimo
alone con cui tanto volentieri noi lo abbiamo avvolto,
trasferitolo dalle pagine invitanti del romanziere nei luoghi in
cui siamo costretti a incontrarlo, l'indiano rinuncia al proprio
diritto di farsi chiamare il nobile uomo rosso.
Sopra di lui si apr per un momento la nube di polvere, ed
egli sorrise al cielo azzurro che cos si mostrava, puntandoci
contro un dito impolverato.
Noi lo vediamo com'egli , e per quel che riguarda la
nostra conoscenza, come  sempre stato, un selvaggio in tutti i
sensi della parola.
Be, l'argomento era proprio quello giusto, non glielo possiamo
negare, e il suo discorso era adornato dalla fucileria e
dagli urli di cinquemila individui proprio di quella razza e a
me parve di sentire gli strilli diabolici delle donne dalle parti
pi vicine al fiume, e capii che cosa stavano facendo, stavano
spegnendo le ultime scintille di vita dei nostri ragazzi, che l
giacevano feriti, e li mutilavano tutti.
Ma quell'improvviso spostarsi del fumo colse la mia attenzione,
perch gradualmente si allung verso sudovest, per via
d'un filo d'aria, e dopo un poco riuscii a vedere una distesa di
almeno tre miglia, le alture da cui eravamo arrivati in questo
posto, e il sole era a picco su quella maggiore elevazione da
dove Custer aveva per la seconda volta visto il villaggio e
dove nel giovane volto di Reed io lessi il principio della morte
che adesso era compiuta.
Qualcosa sventolava lass! Non esisteva gagliardetto indiano
cos grande da poterlo vedere a tanta distanza, e neanche
un copricapo guerresco poteva vibrare in quel modo. Una
coperta sbattuta sarebbe stata pi scura e pi grande; e poi,
tutti gli indiani del creato stavano investendo la nostra collina.
Doveva essere proprio un gagliardetto della cavalleria, capii,
doveva esserlo, anche se a quella distanza io non riuscivo
a distinguerne il colore.
Generale! urlo, interferendo nel monologo di Custer.
Guardate l, guardate!
Ora tu rammenti la sua folle galoppata solitaria verso il
guado, da cui lo salv Mitch Bouyer, e poi torn a essere normale
e come condottiero di uomini si condusse come altri non
avrebbero saputo fare meglio, in quelle circostanze. Bene, stavolta
sembrava impazzito anche peggio, ma io continuai a gridargli
egualmente, e alla fine volse gli occhi abbuiati verso
est, e gli si accesero all'istante.
Quello  Benteen! url, e si trasse in piedi, di nuovo
dritto in mezzo a quella grandine di proiettili, intatto. Avanti,
ragazzi grid rivolto ai cadaveri stesi lungo l'altura. Una
scarica per indicargli la strada.
Poi prese il suo gagliardetto dal pugno morto di Hughes,
ormai spirato, e lo agitava in grandi semicerchi, e al segnale
dell'unico tenente superstite, con un braccio insanguinato, all'unisono
sparammo tutte le armi che ancora funzionavano,
cio una ventina di carabine e qualche pistola, quanto bastava
per fare una buona scarica.
Poi si cerc un trombettiere, ma non ce n'erano pi. Perci
Custer ci comand una seconda scarica, e stava per ordinarne
una terza quando l'ufficiale lo informa che non cerano munizioni
abbastanza. Allora io vidi certi indiani di retroguardia, a
un mezzo miglio o forse pi, montare a cavallo e puntare verso
l'altura dove si supponeva fosse Benteen.
Quel lontano sventolare continu per un tratto, senza avvicinarsi,
poi il fumo delle nostre scariche ci occluse la vista e
quello scomparve per sempre. L'ultima speranza, e magari
una speranza irreale: infatti io credo che non sarebbero riusciti
a passare, Benteen coi suoi cento uomini e Reno con altrettanti;
e avrebbero massacrato anche loro. Be', sta scritto nei libri
che tent, e che scoraggiato dal movimento degli indiani in
quella direzione, insieme a Reno si ritir sulla collina dove fu
presto assediato dai nemici che ci avevano finiti.
Ma una cosa voglio dire, forse non imparziale data la mia
situazione: Benteen non tent mai seriamente di venirci in
soccorso. In quel momento solo poche centinaia di indiani gli
stavano contro, mentre noi ne avevamo addosso a migliaia.
Lui aveva la carovana dei muli con la riserva delle munizioni:
a noi non bastarono le cartucce per fare una terza scarica.
Finora non aveva combattuto; le nostre carabine erano tutte
inceppate.
Pu darsi che Reno fosse un vigliacco, ma Benteen no,
perch non aveva paura di nulla: non degli indiani e neanche
di Custer, e poi era uomo d'onore, amato dalla truppa a tal
punto che io ero stanco di sentirmi dire quanto era bravo. Pu
darsi che ci dipendesse da una mia personale antipatia contro
la popolarit, perch di solito io ero stato, ed ero, solo nel
mondo dei bianchi, ma adesso Custer stava per morire, mentre
Benteen scampava, e dovrai ammettere che c' una certa
differenza.
Cos continuammo a combattere e non venivano aiuti, e
una alla volta le armi residue tacquero, eppure gli indiani non
facevano ancora carica alcuna, solo spuntavano sempre pi vicini,
tanto che ci pareva d'essere su di un'isola che continua a
rimpicciolirsi, dentro un fiume in piena. Finalmente sparai il
mio ultimo colpo, ruppi il calcio sbattendolo per terra e intasai
l'otturatore; cos l'arma non era definitivamente guasta, ma
almeno i selvaggi non avrebbero potuto usarla contro di me
senza prima averci lavorato un poco. Poi tirai fuori la Colt e
pensai anche di levarmi dallo stivale sinistro il coltello, ma mi
accorsi che il mio braccio era del tutto immoto per via della
spalla ferita: nessun dolore, per morto.
Proprio in quel momento ritorn Custer. Aveva raggiunto
il punto estremo della nostra posizione, e ancora cercava di
far segnali a Benteen con il gagliardetto. O almeno cos io
penso. E infatti una pallottola indiana gli aveva spaccato in
due l'asta, e gliene restava in mano appena un mozzicone. Ma
per quanto riguardava lui, era ancora intatto dal fuoco nemico,
anche se devastato dal fumo e dalla polvere e dal caldo e
dalla follia.
Alzo lo sguardo su di lui, e Custer, gli azzurri occhi luccicanti
in quella maschera di sporcizia ancora fissi verso est in
quella bianca nebbia, dice a voce alta, ma come a se stesso:
Benteen non verr. Mi odia.
Ora non mi preoccupava pi che stesse in piedi: non contava
neanche molto, ormai, se fosse stato colpito oppure no, e
mi sorpresi a pensare come questo fosse possibile, perch era
morte completa da due spanne da terra in su, ormai. Non sarebbe
passata senza danno neanche una mosca, s che il fastidioso
insetto non poteva darci pi noia, anche se sopravvivevano
quelle aggrappate alla nostra carne ferita, a banchettare.
Custer non cantava come Pellevecchia al Washita, rivolto
agli di e camminando alla maniera magica dei Cheyenne.
No, il generale restava intatto perch era Custer, il migliore di
tutti, sostanzialmente invulnerabile, anche nella disfatta, e
aveva sempre ragione. Anche chi fosse contrario a questo tipo
di convinzione, deve pure ammirarla. Come succedeva a me.
Dico: Vi odia al punto di lasciare che altri duecento
muoiano insieme a voi?.
Custer mi dice lentamente: Disprezzo e invidia. Per tutta
la vita li ho avuti contro di me.
Parlava piano e adesso il chiasso da parte nostra non poteva
pi coprire le sue parole. Mi sarebbe piaciuto essere suo
amico, ma ci fu di mezzo l'invidia. Perch ciascuno dei miei
conseguimenti io l'ho pagato amaramente, in affetti perduti.
Alla gente piacciono solamente i deboli, mulattiere. Scherzaci
pure sopra, se vuoi.
Capisci, stavolta era chiaro come non mai su quell'altura.
Mi aveva riconosciuto, nel mio ruolo falso, per la verit, ma
per lo meno non parlava pi da solo. Sorrideva sotto la maschera
di polvere, e nonostante quel che aveva detto, il tono
non era affatto sardonico, ma di serena rassegnazione. Poi
spar alcuni colpi di pistola contro qualcosa che, a giudicare
da come mirava, doveva essere un bersaglio preciso, e teneva
ancora in mano quel mozzicone di gagliardetto, ormai stracciato,
con la mano sinistra.
Allora fu colpito, una sola volta, uno strappo sulla casacca,
proprio al disopra del cuore. Il colpo lo fece girare un poco,
lasci cadere l'insegna, si port la mano sulla ferita, un gesto
pi cortese che sofferente. Poi cadde supino, le braccia
aperte, come crocifisso, ma sulla bocca chiusa vedevi ancora le
tracce di un sorriso. Pareva addormentato durante una scampagnata.
Non vedevo affatto tracce di sangue, ma da qualche
parte doveva pur essercene. Insomma io avevo accettato questo
fatto, che era un grand'uomo, e di certo lo era, non permettere
mai a nessuno di dire il contrario, e se non sei d'accordo,
allora dev'esserci qualcosa di strano nel concetto che hai
della grandezza. In ogni caso non negherai che era uomo di
fegato.
Quando spir Custer eravamo rimasti una decina, e
avremmo potuto resistere un'altra mezz'ora. Non saprei dire
se gli altri soldati - gli ufficiali erano caduti tutti - seppero
che Custer era morto. Erano tutti occupati con le faccende loro,
particelle di vita sparse fra i morti e i morenti, e ormai era
difficile afferrare l'idea complessiva di reparto e di comandante,
perch quando si combatte all'ultimo sangue si diventa individualisti.
Se a questo punto fosse apparso Benteen, noi gli
avremmo sparato addosso.
Ma naturalmente non apparve, e la tromba che attacc a
suonare sul pendio verso il fiume era in mano a un Sioux, che
l'aveva presa a un trombettiere morto, e l'indiano naturalmente
non sapeva eseguire i nostri squilli, s che si limitava a soffiarci
dentro. Ma parecchi di loro urlavano, e cantavano in falsetto,
e adesso non risparmiavano pi le munizioni perch non
ce nera pi bisogno, s che la sparatoria era pi fitta che mai,
e il fumo denso come un budino.
Eppure non caricavano. Alla fine nella pistola mi erano rimaste
appena due o tre cartucce, e credo che fosse cos anche
per gli altri, e smettemmo addirittura di sparare. Cercai di
guardarmi attorno una volta ancora per vedere con chi mi toccava
morire, ma quella rigidezza alla spalla ormai mi permeava
tutto il corpo e non riuscivo pi a muovermi, allora posai
la testa sulla pancia del cavallo, da cui era scomparso ogni calore,
mi tenevo la Colt al fianco e aspettavo.
Aspettai, aspettai... A un tratto l'intero campo, un miglio
quadrato, cadde nel silenzio, un silenzio tale che ci avresti sentito
il ronzio di una mosca sopra la ferita mia al viso, e allora
contrassi la guancia, dove si era seccato il sangue come una
striscia di cuoio e sentii quel crac. Non sarebbe stato difficile
immaginare che eran tutti morti.
Dieci minuti, quindici - non c'era cronometro che avrebbe
potuto contare quel tempo, potevano essere trenta secondi,
oppure due ore - e sentii grattare dall'altra parte del cavallo
e alzai gli occhi, proprio mentre la testa di un indiano, con in
testa una sola penna d'aquila e la scriminatura scarlatta sui capelli
neri, lentamente arretrava. Aveva il viso largo e bruno,
senza colori di guerra.
La bocca della pistola era maledettamente vicina al suo viso
quando sparai, e le cervella gli saltarono prima ancora che
i suoi occhi se ne accorgessero. Poi di nuovo risuonarono colpi
da ogni parte, e trapestio, e grida, e fummo travolti.
Quasi simultaneamente, ebbi una botta sul cranio e mi rest
un millesimo di istante per avvertire qualcosa che mi calava
addosso, una cosa leggera di peso ma avviluppante. Immaginai
che fosse la morte e pensai: maledetta bastarda, lo sapevo
che mi avresti preso alle spalle.


CAPITOLO 29.
VITTORIA.

Sentii uno strano odore, seguito da altri odori, numerosi,
quindi cominciai a udire tamburi, prima solo quello grande
nella mia nuca, i cui colpi a poco a poco eran diventati un solo
rullio continuo e gi si stavano allontanando e smorzando.
E le voci, che svariavano dall'urlo di gola basso al tremulo falsetto
alto, quasi al limite del fischio.
Aprii gli occhi con molta attenzione, perch naturalmente
io mi aspettavo di ritrovarmi gi nell'inferno, e la prima cosa
che vidi furono le fiamme, e poi il Diavolo in persona, che
sembrava proprio quello che avevo sempre immaginato, o magari
un poco peggio: due corna che gli sporgevano dalla fronte
e il viso scarlatto, e aveva due enormi zanne bianche e gli
occhi pi cattivi che si possano immaginare: erano cerchiati
di bianco.
Se ne stava accucciato accanto a me e mi scrutava, e mentre
mi aspettavo che potesse mordermi, o roba del genere, io
ero troppo dolorante e stanco per muovermi. Stavo pensando,
come minimo, di sputargli in faccia, perch io credo che i
demoni funzionino secondo gli stessi princpi delle persone; fagli
vedere che sei inerme, e quelli non hanno piet.
Ma prima che riuscissi a radunare sulla lingua sputo a sufficienza,
il Diavolo dice qualcosa in lingua cheyenne.
Dice: Sei sveglio?.
Be', era giusto, mi avevano ammazzato gli indiani, quindi
ero finito nell'inferno dei pellerossa. Dico: S, sono sveglio
e la pianto l, perch mi sarebbe piaciuto mandarlo a
quel paese, ma come tu sai non esistono parolacce in lingua
cheyenne, tranne chiamare donna un uomo.
Dice: Va bene. Dunque tu sai che tu e io finalmente
siamo pari, e la prossima volta che si combatter, io posso ucciderti
senza diventare una persona cattiva.
Poi con un urlo balza in piedi ed esce dal tepee - infatti
eravamo l dentro - e a parte il copricapo di bufalo, il perizoma
e i mocassini, era completamente nudo anche se dipinto
dalla testa ai piedi. Infatti non era un diavolo, ma anzi un indiano.
Addirittura, era Orso Giovane.
Le fiamme erano il focherello al centro della tenda, naturalmente,
e la porta era aperta, s che io potevo vedere il
chiarore di un fuoco pi grosso all'esterno, con il profilo di
molti corpi in movimento.
Una voce a me nota, l accanto, dice: Lui va a fare la
danza. Ma sar meglio che tu rimanga qua dentro.
Pellevecchia se ne stava l seduto sopra una pelle di bufalo,
e il fuoco gli illuminava la faccia color della castagna.
Dice: Vuoi mangiare?.
A fatica mi tirai su a sedere, e mi sentivo come un sacco
vuoto, poi con le dita saggiai le varie parti del mio essere. La
mia spalla sinistra era tutta fasciata, muschio e certa roba dall'odore
dolciastro; e sulla ferita alla guancia c'era qualcosa che
mi parve fango. La testa mi stava bene; cio, mi faceva un
male tremendo, ma nel cranio non c'erano fratture evidenti.
Alla fine dico: Nonno, non m'aspettavo di vederti.
E neanche io, figliolo risponde Pellevecchia. Vuoi
fumare?
Dico: Mi pare di non essere morto.
Tende la mano e mi urta con un dito duro come un corno.
Dice: No, se tu fossi uno spirito la mia mano ti trapasserebbe
il braccio, come se fosse fumo. Il fatto che mi parlasse
non faceva differenza alcuna, nell'uno e nell'altro senso:
parlava spesso coi defunti, e non solo con gli uomini, ma anche
con gli animali.
Gli chiesi quando era successo, come tempo.
Dice Pellevecchia: Gli Esseri Umani han fatto fuori tutti
quei soldati sopra l'altura nel momento in cui il sole era
qui. Con la mano mi indic l'orizzonte: diciamo le cinque e
mezzo, forse le sei. Dice: Questa  la notte seguente, e tutti
danzano per celebrare la vittoria. Domani ammazziamo tutte
le altre giubbe turchine, a valle.  stata una gran giornata.
Sospira e continua: Sono troppo vecchio e non posso
combattere pi, e come tu sai io non riesco a vedere con gli
occhi miei, ma un ragazzo mi ha guidato su quell'altura dell'Erba
Grassa, che sovrasta il posto dove erano i soldati. Sentivo
la battaglia, la fiutavo e ne vedevo parecchia, con la mente,
che  meglio degli occhi in quelle condizioni, perch mi hanno
detto che il fumo in ogni caso era molto denso.
C' quasi tutta la nazione lakota, e sono guerrieri splendidi,
i secondi del mondo intero. Ma naturalmente sono primi
gli Esseri Umani.
Si stava agitando, cominciava a sudare sulla vecchia pancia
nuda, con quella antica ferita e i suoi occhi ciechi luccicavano.
I Hunkpapa hanno un uomo saggio che si chiama Toro
Seduto. Alcuni giorni or sono fecero una danza sul Rosebud,
ed egli si tagli la carne cento volte ed ebbe una visione di
soldati che cadevano sul campo a capofitto. Poi avanzammo
verso la sorgente per cacciare il bufalo, e certi soldati ci spararono,
cos noi li facemmo fuori.
Evidentemente alludeva alla colonna guidata dal generale
Crook, che avanzava da sud, e questo dimostrava perch Terry
e Custer non erano mai riusciti a unirsi a lui.
Pellevecchia continu; e intanto aveva preso un'ascia dal
gran garbuglio di roba che gli stava alle spalle e con quella in
mano gesticolava. Allora avanzammo verso l'Erba Grassa, e
certa gente pens che quei primi soldati fossero quelli che
aveva sognato Toro Seduto, ma altri invece dissero: No,
perch non sono ancora caduti nell'imboscata. Ne verranno
altri. Io non ero d'accordo con questo ragionamento, perch
 vero che Toro  saggio, ma si guasta quando gli si d troppo
ascolto, e Bile diventava invidioso di lui. E questo non  bene.
Su questo potevo essere d'accordo, dopo le mie ultime settimane
trascorse con il Settimo Cavalleria, e fui contento a
sentire che queste cose succedevano anche fra gli indiani. Ma
questo pensiero mi pass per l'anticamera del cervello, perch
ben pi a fondo d'ogni altra cosa, da restarci per tanti giorni,
mesi, anni, erano quegli ultimi momenti di Custer sopra l'altura.
Non sei pi lo stesso, quando non sei morto, e avresti
dovuto morire.
Bene, Pellevecchia continu a parlare, per tutta la notte,
mentre fuori rullavano i tamburi e continuava la danza della
vittoria, con i grandi fal che illuminavano tutta la vallata e
il piccolo reparto di Benteen se ne stava accucciato dietro le
colline. Di tanto in tanto m'addormentavo, avendo assai buoni
motivi per fare questo, e non credo che il capo giudicasse questa
maleducazione, perch in ogni caso non parlava a me.
Dopo il Washita, insieme alla sua banda, era venuto al
nord, traversando il Kansas, il Nebraska e il Territorio del
Dakota: circa ottocento miglia, la maggior parte a piedi, perch
tu rammenti che Custer gli aveva ammazzato i cavalli e
gli altri del campo erano fuggiti, s che Pellevecchia e i suoi
sopravvissuti non trovarono molto aiuto. Se arrivavano nei paraggi
di un coltivatore o di un allevatore, per non parlare poi
dei soldati, sparavano loro addosso, automaticamente, per cos
dire; e ogni volta che avvistavano un bufalo, be', c'erano sempre
cacciatori bianchi con il fucile a lunga gittata che a un
mezzo miglio ammazzavano bufali e indiani. Durante quella
lunga marcia gli Esseri Umani non mangiarono troppo.
Chiesi di Luce del Sole e di Stella del Mattino, e il capo
mi dice che non erano con lui e siccome non aveva sentito dire
che fossero rimasti uccisi, pensava che si fossero uniti ai
Cheyenne i quali stavano al sud insieme ai Kiowa e ai
Comanche. Non seppi pi altre notizie di loro due, e neanche li
cercai nei giorni successivi. Se Stella del Mattino ancora vive
gi nell'Oklahoma,  un mezzo bianco e ha ottantacinque anni,
e sua madre una ventina pi di lui, e io ho sempre sperato
che fossero proprietari di un pezzo di terra con sotto il petrolio
e che non abbiano mai dovuto vendere coperte ai turisti,
per campare.
Poi, senza che io lo chiedessi, Pellevecchia disse: Quella
donna di Orso Giovane, quella coi capelli gialli, mor durante
la lunga marcia al nord, e il loro figlio, anche lui di pelo giallo,
ci fu catturato dai soldati durante uno scontro lungo un
torrente. Nello stesso posto portarono via mio figlio Cavallino,
e anche molti altri, e quando giungemmo in questa terra quasi
non c'era rimasto pi nessuno.
Ma una volta qui, incontrammo altri Esseri Umani, del
nord, e tutti i vecchi guai dovuti agli sbagli della gente erano
ormai dimenticati, cos ci diedero il benvenuto, e la nostra
amicizia con i Lakota divenne strettissima perch il grande
Oglala di nome Cavallo Matto spos una donna degli Esseri
Umani. Cos cacciammo e mangiammo bene, perch qui ci sono
ancora bufali, altra gente si aggiunse a noi, guerrieri come
Bile, Uomo Bianco Zoppo, e anche Due Lune e Toro Seduto
fece le sue magie e la settimana scorsa battemmo i soldati sul
Rosebud e oggi ne abbiamo fatti fuori anche di pi sull'Erba
Grassa, e domani ammazzeremo il resto sulle colline.
Immagino che tu pensi una cosa: che Olga fu un'altra
persona morta in conseguenza di quello che aveva fatto Custer
al Washita, ma ormai io non potevo avere altri motivi di
rancore contro di lui, e in ogni modo non era stata a lungo la
donna mia.
In quanto a Gus, negli anni seguenti io lo cercai per tutte
le pianure centrali, ma non trovai nessuno, bianchi o indiani,
che avessero mai sentito il suo probabile nome cheyenne. Perci
non ho saputo nulla di lui. Ma ancor oggi mi piacerebbe
trovare il mio ragazzo, e pagherei un pezzo d'oro da venticinque
dollari alla persona che sapesse darmi informazioni di lui.
E anche Cavallino se ne era andato, non avrebbe pi indossato
quelle sue vesti adorne di perline, n avrebbe pi fatto
mostra dei suoi modi aggraziati.
Dico: Immagino che sia stato Orso Giovane a darmi
quella botta in testa, lass.
S dice Pellevecchia. Poi ti ha buttato addosso una
coperta e ti ha fatto traversare il fiume, fino al mio tepee. E
non  stato facile, perch la nostra gente era pazza di gioia
quando cadde l'ultimo soldato, e nella confusione gli indiani
si ammazzavano l'uno con l'altro e molte mani s'allungavano
verso il carico di Orso Giovane, per squartarti, ma lui aveva
un debito, e io ormai non ho altri figli che te.
Finalmente mi addormentai per qualche ora, il primo
giorno di riposo dopo un paio di giorni duri e cruenti. Potr
suonare strano, ma io mi sentivo sicuro dentro il tepee con
quel vecchio cieco che sornacchiava, anche se fuori montava
l'esultanza dei selvaggi e m'immagino che il giorno dopo ci
fosse pi di un indiano con la gola tagliata, e che la danza facesse
le gambe pi dure della battaglia stessa.
Ma la maggior parte si tenevano pronti ad attaccare le alture
che ancora tenevano Reno e Benteen. Su questo, al momento,
non potevo fare nulla, anche se non mi piaceva l'idea
che Lavender, Charley Reynolds, Bottsy e altri miei amici erano
con Reno, se gi non li avevano ammazzati nella valle. Ma
era mio desiderio restarmene chiuso nel tepee di Pellevecchia,
unico uomo bianco in quell'immensa radunata di tende che
Custer e io avevamo visto dall'alto il giorno prima.
Mi destai notevolmente migliorato, riguardo al fisico, perch
la rigidezza alla spalla mi si era piuttosto attenuata e sentivo
che quel muschio, o quello che fosse, stava ultimando la
sua opera. Credevo che mi fosse saltata la testa dell'omero, ma
se anche questo era vero, in qualche modo si risan nei giorni
che seguirono, e negli anni successivi mi diede meno guai dell'altra
ferita che ebbi a Dodge City.
Si stava ricucendo anche il taglio in faccia, sotto il fango
che ci avevano spalmato, e me ne accorgevo soltanto quando
ridevo - e per adesso non ridevo poi molto.
Pellevecchia era l seduto quando mi destai e mi esamin
le ferite. Fuori era un'altra giornata calda e chiara, con il sole
che trapelava dalle pelli del tepee, mentre il fuoco sera ridotto
bianca cenere.
Chi  stato il medico? gli chiedo.
Dice: Orso Giovane. Adesso vuoi mangiare?.
Entr allora una di quelle sue mogli grasse, dal fuoco per
la cucina acceso di fuori, portando una ciotola di bufalo lesso.
Tutto andava avanti come di norma, perch l'altura di Reno
era di fronte all'estremit settentrionale del villaggio, mentre
il cerchio dei Cheyenne era pi a valle e di l non si sentiva la
fucileria. Tanto era grande il villaggio.
Presi la ciotola dalle mani di lei che me la porgeva senza
espressione, e mangiai un poco, e poi dissi: Nonno, vuoi tu
sentire quello che facevo con i soldati?. Infatti lui non me
l'avrebbe mai chiesto.
Sono certo che tu avevi un'ottima ragione dice. Ma
prima fumiamo.
Cos ci scambiammo la pipa e poi io dico: Sai chi era
alla testa delle giubbe turchine? Il generale Custer.
Ci si prov due o tre volte ma non gli riusc di pronunciare
il nome, che del resto per lui non significava nulla.
Dico: Capelli Lunghi. Solo che se li era tagliati corti.
E ora  probabile che siano tagliati per sempre dice,
ridendo con il suo tipico umorismo indiano.
Dico: Il Washita. Anche l era alla testa delle giubbe
turchine.
Ah s. Pellevecchia annuiva, divertito. Ricordo quel
combattimento. Fu brutto, ma noi facemmo fuori parecchi soldati
nell'erba alta.
Per io ero testardo quanto lui e quindi continuai: Ha
mai parlato qualcuno di chi era alla testa dei soldati, laggi?.
Dice il vecchio capo: Un uomo bianco. Erano tutti
bianchi, tranne le guide Osage, sicch doveva essere un uomo
bianco quello che seguivano, perch nessuno andrebbe dietro
a un Osage. Poi prese a raccontarmi le sue esperienze di
guerra contro gli Osage, da giovanotto, e pass del tempo prima
che mi riuscisse di ritornare all'argomento che mi premeva.
Dico: Quest'uomo portava i capelli lunghi fin sulle
spalle.
Pellevecchia dice: Come un Essere Umano?.
No, non si faceva le trecce.
Allora come una donna bianca dice il capo. Era un
heemaneh?
Sicuramente non ne cavavo nulla. Ora pu sembrare buffo,
ma sentivo di avere un qualche debito con Custer. Dopo
tutto lui era morto, io ero scampato, e lo sa Iddio se non era
al cento per cento di mio gradimento, eppure mi aveva segnato,
morendo come era morto. Aveva elaborato uno stile e a
quello s'era tenuto. Forse era anche un figlio di puttana, ma
era se stesso, e non s'arruffian mai con il prossimo per diventare
presidente degli Stati Uniti.
Ma immagino che non sarei mai riuscito a far capire questo
a un indiano, perch fra loro l'indipendenza era la regola
e non l'eccezione, e quindi non era criterio di merito speciale.
E nessuno di loro, per quanto esaltato - non Cavallo Matto,
n Toro Seduto, n Bile - avrebbe potuto ordinare a duecento
altri di morire insieme a s. Ecco la differenza. Qualunque
cosa credesse Custer, non mor solo. E cos, se come uomo
bianco tu potevi definirlo uomo di princpi, dal punto di vista
indiano avresti potuto dire che non aveva affatto princpi.
Specialmente perch i soldati, a differenza dei selvaggi, non combattevano
per divertimento.
Decisi allora di lasciar cadere l'argomento, ma, come avrei
potuto prevedere, proprio allora Pellevecchia cominci a interessarsene.
Dice: Voglio andare a vedere quest'uomo insolito,
o almeno quello che resta di lui, figlio mio. Mi porti su
quell'altura?.
Avrei preferito addormentarmi sopra il fuoco di un bivacco.
Ma Pellevecchia mi precis che tutti i guerrieri erano qualche
miglio a monte, che le donne e i bambini avevano terminato
la loro opera di mutilazione e di svestimento dei cadaveri
gi la sera prima, e cos adesso sarebbe stato un posto tranquillo.
Io potevo mettermi in testa un copricapo di bufalo, come
quello di Orso Giovane, e una casacca di pelle, dipingendomi
il viso. A parte il fatto che sarei stato con lui.
Be', quelle sue mogli mi aiutarono a cambiare panni, ritagliando
un paio dei gambali del capo, e cerano anche due ragazzini,
credo suoi, di appena sei o sette anni, mentre lui ne
aveva quasi novanta, e mi occorreva un perizoma, sicch una
delle donne mi porse un gagliardetto d'una compagnia del
Settimo Cavalleria, che era poi la versione a coda di rondine
delle Stelle e Strisce. Son felice di poter dire ai miei compatrioti
che mai l'usai a questo scopo. Io non dico parolacce davanti
a una signora e non offendo i colori nazionali, nemmeno
in casi di emergenza. Adoperai il mio vecchio fazzolettone.
Ma ora quelle mogli si erano compenetrate nella faccenda,
e ridevano mentre mi travestivano da selvaggio autentico,
mettendomi collane e roba del genere, e alla fine tirarono fuori
una cintura adorna di perline, alla quale avevano legato un
certo numero di scalpi freschi.
Dico: No, no!. E loro volevano costringermi a prenderla
strillando come gazze. La mia mano sfior uno di quegli
scalpi, che era nero e lanoso, e allora lo presi e lo alzai, chiedendo:
Dove lo avete trovato?.
Scambiato, risposero, con uno scalpo biondo che aveva dato
loro Orso Giovane, e avevano avuto questo nero da un
Sioux Hunkpapa che si era battuto a monte, durante il primo
attacco delle giubbe turchine.
Non so se tu riesci a capire che effetto fa tenere in mano
lo scalpo di un amico.
Dice la moglie pi grassa:  di un Uomo Bianco Nero,
e lo Hunkpapa lo ha riconosciuto per la persona che un tempo
viveva con la sua trib, e aveva sposato una donna Lakota.
"Cosa fai tu qui? gli aveva chiesto lo Hunkpapa, sorpreso.
"Non lo so aveva detto l'Uomo Bianco Nero. Era caduto da
cavallo e giaceva per terra con una gamba rotta, il fucile lontano
da lui. Insomma, tu stavi sparando contro di noi, allora
io penso che ti devo ammazzare disse lo Hunkpapa. "Credo
di s dice lui, e allora lo Hunkpapa lo ammazz.
Anche in questo modo, direi, era sempre meglio che far
quella vita da negro nel Missouri.
Presi il braccio di Pellevecchia, uscii dal tepee e traversai
il campo dei Cheyenne, verso il guado, che non era lontano,
perch il villaggio Minneconjou era proprio l accanto. Come
aveva detto il capo, tutti i guerrieri erano impegnati nel combattimento
e in giro non si vedeva altro che donne, bambini e
anziani seduti al sole a masticarsi le gengive sdentate. Certe
donne lavoravano come al solito, ma altre piangevano ad alta
voce i mariti, i figli, i fratelli morti, perch anche gli indiani
avevano perso degli uomini, ma non li avevano contati: forse
quaranta, cinquanta. Nel campo Cheyenne avevano eretto un
tepee funebre, con i cadaveri dentro le bare, e avevano ucciso
un certo numero di cavalli, sistemando poi le carcasse l fuori,
disposte come i raggi di una ruota.
I giovanissimi giocavano al sole. Vidi un ragazzo che aveva
un cavallino fatto di argilla seccata, e aveva per sella un
oggetto strano, e cio un dollaro degli Stati Uniti. Si vedevano
anche altri ricordi del Settimo Cavalleria: una donna indossava
la giubba turchina con su i gradi da caporale, certi altri ragazzi
si lanciavano per aria un cappello, e per terra scorsi anche
un paio di mutande dell'esercito, con su scritto alla vita il
nome del defunto proprietario. Ancora pi avanti, una camicia
incartapecorita dal sangue, cartucciere sdrucite, scarpe
spaiate. Vicino al guado cresceva il volume di questa roba, e
i ragazzini stavano abbeverando i cavalli, e fra questi qualche
baio e qualche sauro con il marchio del Settimo Cavalleria.
Nessuno badava a noi, nemmeno le donne Minneconjou
che lavavano i panni nel Little Bighorn, e io e Pellevecchia
entrammo nel fiume fino alla cintola, dove la corrente era forte,
e guadammo. Ho descritto come ero vestito, ma non come
era vestito lui: il capo aveva in testa l'intero copricapo di
guerra con le penne di aquila, che visto da vicino appariva
piuttosto smangiato dalle tarme, ma restava pur sempre un
magnifico ornamento, perch ciascuna penna aveva la punta
segnata di bianco e alle tempie piccoli specchi, e poi c'era una
coda fatta anch'essa di penne che gli ricadeva fin sui talloni e
strusciava per terra. Il viso era dipinto di scarlatto, e sulle
guance sfrecciavano fulmini gialli Con una mano reggeva un
lungo arco, un arco speciale, senza la corda, e con una punta
di lancia infissa a un'estremit. Nell'altra mano teneva quel
suo vecchio fagotto magico che rammentavo dai tempi del
Washita e anche da prima; l'involto di pelle si stava disfacendo
in polvere da una parte, e ne sporgeva una zampetta d'uccello,
portafortuna; la tenevo d'occhio, ma non m'azzardai a
rimetterla al suo posto, perch non si debbono toccare le cose
magiche di un'altra persona, e nemmeno sapere di che cosa
son fatte.
Rividi i posti traversati a cavallo neanche un giorno prima.
Il terreno era tutto arato dagli zoccoli e c'erano le impronte
della cavalleria ferrata, che finivano proprio nell'acqua,
ma siccome noi non eravamo arrivati sin l, quei segni dovevano
averceli lasciati i cavalli nostri presi dagli indiani, e portati
al campo.
Percorremmo un miglio e forse pi, lungo il burrone diagonale
che Custer aveva scelto per la ritirata, poi affrontammo
il pendio, procedendo sempre pi su fino all'altura finale, e mi
ci volle del tempo prima di vedere il primo cadavere, anche se
forse qualcuno era caduto nelle numerose buche all'intorno,
oppure ce lo avevano buttato dopo la spoliazione e la mutilazione.
Ma presto cominciarono a comparire, in distanza, bianchissimi
al sole brillante, come un campo pieno di sassi, uno
l, poi due o tre, poi a gruppi di decine, stesi dove eran caduti
e quasi tutti distinti per reparto. Voglio dire che non vi era
traccia di panico disorganizzato: erano stati distrutti, ma non
messi in fuga. E se tu pensi al numero delle reclute, alla fatica
stremante di due giorni senza riposo, e alla forza straripante
che avevano contro, bisogna proprio dire che si erano portati
bene.
Ora, mentre si percorreva quell'altura, a un tratto
Pellevecchia mi dice: Questa battaglia mi ha dato un'opinione
migliore della gente bianca. Non sapevo, prima d'ora, che fossero
capaci di morire come si deve.
Tu li vedi, nonno?
Quasi. I loro corpi son cos lucenti.
Ma avvicinandoci, quel bianco marmoreo non era poi cos
chiaro, ma venato, e a volte coperto di rosso, un rosso che al
calore stava diventando scuro, e si cominciava anche a sentire
l'odore, visitato da milioni di mosche e sopra ruotavano gli uccelli,
e al nostro avvicinarsi fuggirono i coyote. Su quel miglio
quadrato ci saranno stati cento cavalli morti.
Strinsi i denti, trattenni il fiato e tirai avanti, con il terreno
che mi risucchiava i mocassini, come se fosse una sabbia
mobile, e invece era secco come la cenere. Eppure andai avanti,
perch Pellevecchia, nel venire qui, aveva un suo nobile
scopo. Non era affatto un uomo crudele. E io credo di aver capito
che soltanto grazie a lui sarei arrivato ad accettare il fatto
di quell'altura tremenda, e farla rientrare fra le cose normali
Respirando profondamente dalle narici vecchie incuoiate,
dice: S, debbono essere felici sull'Altra Riva, perch sono
morti da guerrieri e non da mandriani, o da contadini o da
folli cercatori d'oro, o come quelli che mettono il ferro
davanti ai carri di fuoco. Io ti dico, figlio mio, che per parecchio
tempo ho pensato che gli uomini bianchi stessero diventando
donne.
Sost un istante per darmi modo di riposare. Certo, il sonno
di quella notte aveva fatto meraviglie su di me, e anche la
medicatura alla ferita; ma era incredibile che riuscissi a camminare,
a salire un pendio. Pellevecchia non mostrava alcuna
difficolt fisica, anche se in quel riverbero di sole tu avresti capito
quanto era vecchio: quei burroni sul suo viso erano talmente
profondi che una mosca ci avrebbe pensato due volte
prima di traversarne le sponde. Anzi, il suo viso era una specie
di miniatura del terreno su cui eravamo. E la sua pelle appassita,
per quanto si poteva vederne sotto la tinta, faceva
sembrare molto pi giovane l'involto che conteneva la sua
magia.
Ora si volse e parve guardare l'intero panorama, tenendo
l'involto al petto, e indicando con la punta di lancia infissa
sull'arco, da cui pendevano due penne di aquila.
Dice: Di l venne Bile con i suoi molti Hunkpapa, e di
l il re dei Crow. Da laggi Uomo Bianco Zoppo e gli Esseri
Umani, i Minneconjou e altra gente Lakota irruppero oltre le
linee dei soldati, mentre il grande Cavallo Matto e Due Lune
scendevano a valle, per prendere alle spalle la retroguardia
delle giubbe turchine.
Fu la pi grande battaglia di ogni tempo, e non ce ne
sar mai pi un'altra.
Aveva la voce impastata e un poco spessa, e due lacrime
gli rotolarono gi per i canali lungo il naso massiccio, scarlatto,
orlato di giallo, e svanirono dentro le tracce verticali del
labbro superiore, e la sua bocca pareva un sistema fluviale con
affluenti, sopra e sotto.
E nonostante tutto quel che avevo passato, mi dispiacque
per lui e dissi: Ma s, ce ne saranno altre anche se non
pensavo al bene che potessero fargli, dato che era troppo vecchio
persino per quest'ultima.
Disse: No, questa  la fine.
Dopo un poco riprese forza e continuammo a salire, passando
accanto ai resti della compagnia C, sotto l'altura, e non
 mio compito indugiare sui particolari della carneficina, perch
mi sembra aver detto abbastanza su come le donne indiane
uscivano dopo la battaglia a trattare i feriti. B, si erano
servite da buongustaie dopo la battaglia del Little Bighorn.
C'erano tanti cadaveri che dopo un poco si erano stufate di
mutilare; e per questo molti cadaveri erano intatti, e alcuni
neanche denudati.
Ma a Tom Custer era andata veramente male, perch
sembrava un mucchio di carne sul ceppo del macellaio. Non
lo avrei neanche riconosciuto, se non fosse stato per le iniziali
che aveva tatuate sull'avambraccio, insieme alla bandiera americana
e alla dea della libert. Gli avevano strappato lo scalpo
biondo, fin gi alla nuca, il cranio era infranto, il corpo squartato
dallo sterno all'inguine, e il... Ma qui non voglio aggiungere
altro. Che il suo esempio serva a descrivere tutti quanti
quegli infelici, anche se forse fu lui il peggio conciato che vidi.
Rammenti il discorso di Bottsy, che Pioggia in Faccia aveva
giurato di strappare il cuore a Tom e di mangiarselo? Da
come stavano le cose, poteva essere possibile, anche se in seguito
lui lo neg.
Perci con grande paura io raggiunsi la vetta dell'altura, e
stavolta era Pellevecchia a guidare me, pi di quanto io non
guidassi lui. Infatti, se avevano fatto questo a Tom, quali orrori
erano toccati al generale?
Traversammo la barricata di cavalli abbattuti, che cominciavano
a gonfiarsi per la putrefazione, essendo ormai morti
da un giorno, il tanfo era terribile, e l, sparsi come foglie di
granturco spannocchiate, erano i corpi bianchi degli uomini
che non pi di ventiquattro ore prima erano stati al mio fianco.
Per un momento restai in un silenzio completo, ma io credo
che questo fosse un effetto dentro la mia testa, perch si
lev una brezza leggera e dopo un poco io sentii un fruscio
che percorreva il terreno.
Allora vidi che cos'era: centinaia di dollari in biglietti
verdi fluttuavano al vento sul terreno, e di tanto in tanto urtavano
un cadavere nudo per ricoprirlo. Era la paga che Custer
aveva trattenuto ai soldati non appena furono usciti da Forte
Lincoln. Gli indiani li avevano trovati denudando i corpi e
li avevano buttati via insieme alle altre carte, lettere d'amore,
ordini, eccetera, le quali anche contribuivano ad accrescere
quel fruscio, e davano l'impressione di una campagna dove si
fosse fatta merenda, almeno nella zona in cui i cadaveri non
erano stati violati e sembravano dormire, a parte le frecce che
sporgevano dalle loro schiene.
Avevano strappato anche uno dei basettoni del tenente
Cooke, oltre ai capelli. Kellog, il giornalista, giaceva dove lo
avevo visto cadere, seminudo e intatto.
Pellevecchia disse: Portami dal defunto Capelli Lunghi.
Non  facile identificare uomini che sono a un tempo
morti e nudi. Tendono a confondersi, come i clienti di un bagno
turco, e in pi sono rigidi.
Ma alla fine vidi il generale Custer, le. braccia ancora
aperte, come un crocifisso, dove era caduto, steso sul corpo di
due soldati, credo dove lo avevano buttato dopo averlo spogliato.
Aveva un foro netto sulla parte sinistra del petto, e un
altro della stessa grandezza sulla tempia, pochissimo sangue
dal primo, nulla affatto dal secondo, che credo avesse avuto
mentre gli indiani percorrevano il campo, quando ormai tutti
eran morti, sparando a tutti per essere certi di averli finiti.
Non gli avevano strappato lo scalpo, n lo avevano mutilato.
Mi colp la sua espressione. Giuro che c'era ancora un
lieve sorriso, un poco ironico, fiducioso.
Eccolo dissi a Pellevecchia, prendendogli la mano e
indicando, con la mia e con la sua. E il capo si avvicin a Custer,
si inginocchi, gli tocc per un attimo la testa. Mi sarei
opposto a che facesse qualcosa di crudele, ma gi sapevo che
non l'avrebbe fatto: voleva solo guardare il generale caduto,
alla maniera dei ciechi.
Poi si rialz e disse: Fu questo l'uomo che port i soldati
su al Washita?
S.
E prima al Sand Creek?
No, quello fu un altro.
Ah. Fece di s con la sua vecchia testa dentro il copricapo
di guerra, e le penne s'agitarono all'unisono, come quando
uno stormo d'uccelli, tutti d'accordo, cambia direzione di
volo. Era una cosa molto bella, che io ricordo per via del contrasto
con ogni altra cosa, in quel momento. Su tutto quel terreno
non c'era cosa viva, eccetto lui e me. E le mosche. Gli altri
indiani avevano compiuta l'opera il giorno prima, avevano
portato via i morti e non sarebbero tornati mai pi.
Va bene dice Pellevecchia. Sfior con la punta di lancia
infissa sull'arco la bianca spalla nuda di Custer, come a
dargli un simbolico colpo di grazia, e dice al cadavere qualcosa
che non saprei tradurre meglio di cos:
Sei un uomo cattivo, e noi ti abbiamo pagato.
Fu cos, e noi ritornammo al campo, solo che io ero ancor
pieno dello splendore e della tragedia di tutto questo. Per
averla vinta su di me Custer dovette morire, ma alla fine ci
riusc: non potevo negare che fosse nobile, in lui, diventare il
monumento di se stesso.
Perci espressi a Pellevecchia un pensiero che venne in
mente a molti altri uomini bianchi dopo che seppero dell'Ultima
Resistenza di Custer: solo che a me venne prima, perch
fui io il primo americano a vederlo morto, come fui l'ultimo a
vederlo vivo. Fu un pensiero romantico, e giusto, se consideriamo
il concetto eroico che il generale aveva di se medesimo,
un concetto che si era imposto a un uomo scettico come io ero
e sono.
Dico: Non gli hanno preso lo scalpo, nonno. Gli indiani
lo rispettano, come un grande capo.
Pellevecchia mi sorrise, come si sorride a un ragazzo
sciocco,
No, figlio mio dice. Gli ho toccato la testa. Non gli
hanno preso lo scalpo perch stava diventando calvo.
Rientrato nel tepee mi distesi, e si legge nei libri come gli
indiani continuarono ad assediare i resti del Settimo sulla collina
di Reno, quella mattina e poi il pomeriggio del 26, ma
poi certi ragazzi che badavano ai cavalli arrivarono di corsa
fra i tepee con la notizia che erano comparse altre giubbe turchine,
risalendo dalla foce l'Erba Grassa. Perci s'adunarono i
guerrieri e le donne disfecero tutti quei tepee in non pi di tre
quarti d'ora, e cominciammo a muoverci verso sud, tutti, migliaia
di indiani, decine di migliaia di animali, in una colonna
lunga forse quattro miglia, con le donne e i bambini in groppa
ai cavalli i quali anche tiravano i pali, mentre i guerrieri
cavalcavano a guardia davanti e di dietro.
Sempre col viso dipinto e il copricapo di bufalo, stavo con
i familiari, in groppa a uno dei cavalli di Pellevecchia, con lui
al fianco su di un altro cavallo, e anche le mogli. Alcuni indiani
mi avevano guardato mentre partivamo, ma nessuno disse
nulla. Penso che ormai dovevano essere stanchi di combattere
e non volevano altri guai, a meno che non ci fossero costretti.
Imparai una cosa nuova: che gli indiani non riescono
mai a far durare la loro attenzione su una cosa, neanche sulla
vittoria. Voglio dire, sapevo che le cose stavano cos nelle
guerre di una trib contro l'altra, ma non li avevo mai visti,
prima, far fuori gli uomini bianchi.
Cominciava a calare la sera quando pass il gruppo dei
Cheyenne che provenivano dalla posizione di Reno, perch
noi eravamo in coda alla colonna, io guardai quelle alture ma
non ci vidi anima viva, perch le distanze si misuravano a miglia.
E poi gli indiani, prima, avevano dato fuoco all'erba per
mascherare i nostri movimenti, e continuava a levarsi il fumo.
I soldati che venivano dal nord erano naturalmente i generali
Terry e Gibbon diretti a ricongiungersi con Custer,
con un giorno di ritardo, mentre Custer era arrivato con un
giorno di anticipo, e adesso lo avrebbero trovato cadavere di
due giorni, con gli indiani scomparsi.
Di questo si legge sui libri, e anche della difesa che fecero
Reno e Benteen sulla loro altura, e del ritrovamento dei cadaveri
di Lavender, Charley Reynolds, del tenente McIntosh,
mezzosangue Iroquois, e del Ree Coltello Insanguinato, in
mezzo agli altri gi nella valle. Io traversai quella zona in
mezzo agli indiani ma per fortuna non ebbi a vedere alcun
amico morto. Credo che fossero tutti nel bosco.
E naturalmente si leggono, della battaglia del Little Bighorn,
un par di centinaia di versioni diverse, perch se ne sta
ancora discutendo. Prima ci furono gli articoli di giornali, e
poi ci fu un'inchiesta militare per stabilire se Reno era stato
un vigliacco, nella quale furono sentiti parecchi testimoni e lo
si dichiar non colpevole - anche se alcuni di questi testimoni
che parlarono in suo favore, fuor del tribunale continuarono
a gettar fango sul suo nome. Anche come rottame, il Settimo
continu le sue belle tradizioni: in pubblico tutti d'accordo,
in privato sempre pronti a macellarsi l'un con l'altro.
E poi vennero i resoconti degli ufficiali e dei soldati che
avevano militato dall'altra parte, e quello della guida Crow
Ricciolo. Altri ancora andarono nelle riserve, a parlare con gli
indiani che avevano combattuto contro di noi. Naturalmente
ne venne fuori una gran confusione: non esistevano due selvaggi
disposti ad accordarsi su quello che era successo, neanche
in una zona ristretta, perch ciascuno vedeva la cosa alla
maniera sua, per non dire poi della parte che vi ebbe la paura
e la buona creanza. A certi indiani sembrava che meritassero
un castigo, se l'avessero raccontata troppo brutta; altri, per
cortesia, dissero agli intervistatori quel che loro desideravano
sentirsi dire. Uno affermava che tutti gli uomini di Custer
eran morti suicidi; un altro che le truppe avevano passato il
guado, erano entrate nel villaggio, e che erano state respinte,
e il generale era rimasto ucciso cadendo proprio in mezzo al
fiume.
Alla fine si misero al lavoro gli studiosi, alcuni prendendo
residenza sul campo di battaglia, che divenne monumento nazionale,
e se ne andavano sul terreno con metri a nastro e
strumenti da agrimensore. Custer non obbed agli ordini?
Avrebbe potuto Benteen arrivare in tempo per salvare la giornata?
Quale era stato il tragitto vero dei cinque reparti? A
ogni domanda ci sono dieci risposte, pr e contro, su ogni particolare.
Ma soltanto io c'ero, e quelle cose le vissi, e giuro che ho
detto la verit, per quanto pu esser vero un ricordo. Ancora
oggi ho le cicatrici, sulla guancia e sulla spalla, delle ferite
che ebbi su quell'altura sopra il Little Bighorn, Territorio del
Montana, il 25 giugno 1876, nel combattimento con gli indiani
Sioux e Cheyenne nel quale il generale George A. Custer
e cinque reparti del Settimo Cavalleria degli Stati Uniti
perirono fino al penultimo uomo.
Perch ho taciuto sinora? Be', in questo paese gli indiani a
noi ostili non sono mai stati popolari, ma per qualche anno
dopo il Little Bighorn gli amici degli indiani eran diventati
meno degli amici del serpente a sonagli.  vero, mi capita
di dire chiacchierando con qualcuno che ha voglia di divertirsi,
furono i miei amici Cheyenne a salvarmi.
Poi sopravvissi a questo pericolo, e verso il 1920 cominciai
a raccontare qualcosa ai miei conoscenti, ma non osavo
andare avanti quando gli vedevo quell'espressione negli occhi.
Non so se ci entri la mia parentela con mio padre e con Caroline,
ma quando si mette in dubbio la mia sanit di mente, io
m'impermalisco.
Ah, da quando sono in questa casa per i vecchi, e da quando
vedo quegli spettacoli western in televisione, potrei anche
obbiettare qualcosa, perch mi d ai nervi vedere la parte dell'indiano
affidata a un italiano, a un russo e roba simile, con
quell'accenno di barba e le braccia gonfie. Un indiano non ha
quasi mai avuto necessit di radersi e persino il pi atticciato
ha membra asciutte, e non muscoli nerboruti. In quanto al viso,
non sembrano affatto dei banditi Se quelli del cinema sono
a corto di indiani veri, assumano gli orientali - cinesi,
giapponesi eccetera - per fare quelle parti; infatti c' una notevole
somiglianza fra questi e quelli, essendo essi lontani cugini.
Guardali senza pregiudizi e capirai quel che ti dico.
Credo che i motivi per cui son rimasto tanto tempo zitto
si possono riassumere cos: chi avrebbe potuto mai credermi?
Ma ormai son troppo vecchio e non me ne importa nulla. Se
non importa nulla neanche a te, va pure all'inferno.


CAPITOLO 30.
LA FINE.

Quel lungo corteo di indiani aveva appena superato la
valle dove era morto Lavender che cominci a strapparsi in
brandelli, che poi si sbandarono in ogni direzione, certi verso
oriente e altri nella zona dove nel settembre successivo furono
fatti fuori dal generale Crook. Alcuni addirittura ritornarono
nelle riserve.
Toro Seduto, con il suo gruppo di Hunkpapa, alla fine si
fece una grande svolta e risal fino al Canada, quello che gli
indiani chiamavano la Terra della Nonna, per via della regina
Vittoria, e per un pezzo ci rimasero, perch ci erano ancora
bufali, e la Polizia a Cavallo diede loro medaglie che dimostravano
l'immagine somigliante della nonna, e dicevano che
erano i benvenuti, purch non ammazzassero i suoi sudditi. Ed
essi non lo fecero, perch in quella zona canadesi quasi non ce
n'erano, e Toro Seduto era talmente adirato contro gli americani
che per contrasto amava chiunque altro. Ma alla fine
rientr negli Stati Uniti, e in seguito se ne and in giro con il
gran circo di Buffalo Bill, con un salario di settanta dollari
alla settimana, pi le spese, pi l'esclusiva delle fotografie, che
poteva vendere per suo conto.
Certi dissero che se anche era stato il capo spirituale dei
Sioux sull'Erba Grassa, ebbe una gran paura quando Reno attacc
il margine inferiore del campo, e and a nascondersi
sulle alture fino a che non fu terminata la lotta, non avendo
fiducia nella sua magia. Questa storia la diffuse Bile, e io non
so se fosse vera o se dettata soltanto dall'invidia.
Ma ritorniamo a quei giorni immediatamente seguenti la
grande battaglia: Pellevecchia decise di portare la sua banda
al sud, nelle montagne del Bighorn. Vale a dire che volt il
cavallo in quella direzione, e quelli che volevano andargli dietro
ci andarono. Fra questi naturalmente c'ero anch'io. Fui
contento di vedere che Orso Giovane, dopo averci pensato a
lungo, in groppa al suo cavallo ferrato, alla fine decise di andare
all'est con certi altri Cheyenne. Fra me e lui era veramente
finita la serie dei reciproci rapporti, perch il conto ormai
era saldato. Dopo quella mattina non era pi venuto a
trovarmi, avendo constatato che ero vivo, e sicuramente io
non lo andai a cercare.
Aveva avuto la sua gran giornata, e nei molti anni che seguirono
mi fece bene al cuore pensarci, perch gli Esseri
Umani coi quali se ne and furono fatti fuori, e malamente,
dal generale Mackenzie, in autunno, e quelli rimasti si arresero
nella primavera successiva, e li mandarono nella riserva,
gi nel Territorio Indiano, dove presero la malaria e quasi
morirono di fame. Per questo fuggirono e combattendo presero
verso il nord, per centinaia di miglia, sempre attaccati, scalzi
e affamati, armati solo di archi, perch gli avevano tolti i
fucili. Capisco che quando si vuol parlare di un vero uomo,
basta dire "Cheyenne e il discorso finisce.
Alla fine il governo cap che bisognava o sterminarli o lasciarli
stare nel territorio dove erano nati. Per questo fondarono
una "riserva sul fiume Tongue e i Cheyenne settentrionali
ci vivono anche oggi.
Ma ci furono molte sofferenze prima di questa conclusione
e io non so se Orso l'abbia scampata. Per questo son contento
che abbia avuto almeno una grande vittoria, e naturalmente
io non sarei qui, senza quella vittoria.
Anche una parte degli altri indiani se ne and sui due
Bighorn, ma noi viaggiammo separati da loro e contavamo
appena una ventina di tende. A parte il capo, fra questa
gente non conoscevo nessuno. I miei vecchi amici erano
tutti morti o fuggiti. Anche se avevo appena trentaquattro
anni, mi sentivo in un certo senso pi vecchio che ora. Ora
sta per finire soltanto la vita di un uomo; allora era tutto
uno stile di vita. Pellevecchia aveva capito tutto, l sull'altura
di Custer, quando disse che non ci sarebbe stata un'altra
grande battaglia. Al momento non lo capii, e magari
non l'hai capito neanche tu, perch in seguito ci furono
altre grandi battaglie, prima che le trib nemiche delle pianure
cedessero ed entrassero nelle riserve, permanentemente.
Una sera ai primi di luglio, mi sembra, eravamo accampati
sulle pendici delle montagne del Bighorn, e avevamo carne
di bufalo e ce l'eravamo gustata, condendola con l'acre bile
della bestia stessa, perch proprio nella bile affondammo subito
il coltello. Era stata una giornata calda, ma a quell'altezza
si raffresc rapidamente, e faceva bene sentire il fuoco contro
il viso bisunto, perch era fuoco di pino, strepitoso e fragrante.
Dopo un poco si fece cos caldo dentro il tepee che i ragazzini
buttarono via le coperte e si sparsero in giro coi loro
culetti nudi e neri.
Le mogli del capo stavano masticando una pelle per ammorbidirla,
ciascuna nel suo canto, e si scambiavano pettegolezzi
fra un morso e l'altro, sulla vita amorosa di Cavallo
Matto, il quale aveva sposato una ragazza Cheyenne. Ebbi
modo di vedere una sola volta quel grande guerriero, prima
che ci dividessimo: aveva una faccia piena di spigoli, ma non
portava ornamento alcuno, niente penne, niente pittura in viso:
era come un'arma vivente. Si arrese ai militari un anno
dopo, e fu pugnalato a morte nella riserva durante una rissa,
mentre lo teneva per le braccia un altro indiano di nome
Little Big Man. No, non ero io. Era un Sioux, e quindi si trattava
di un nome diverso anche se anglicizzato sembra lo stesso.
Pellevecchia asciug il coltello sui gambali e fece un rutto
che sembrava uno squillo di tromba.
Gli chiesi che cosa intendesse dire con quelle sue osservazioni
a proposito dell'altura. Perch mi sembrava strano che
fosse diventato pi pessimista proprio ora che gli indiani avevano
vinto, anzich prima, quando erano stati sconfitti.
Dice: S, figlio mio, ora  finita, perch a un nemico cosa
puoi fare, pi che batterlo? Si combattesse rossi contro rossi
- come succedeva un tempo, perch questa  la professione
dell'uomo, e poi  divertente - sarebbe la volta degli sconfitti
a cercare di far fuori noi. Combatteremmo con tutte le nostre
forze, e magari vinceremmo ancora, ma quelli in definitiva
partirebbero avvantaggiati, perch cos  giusto. Non c'
vittoria n sconfitta permanente quando le cose si muovono,
come  giusto, in cerchio. Non  forse continua la vita? E se
anche morir, non continuer insieme a vivere in tutte le cose
che sono?
Il bufalo mangia l'erba, io mangio lui, e quando muoio
la terra mi mangia e fa nascere altra erba. Perci nulla va in
verit perduto, e ciascuna cosa  tutte le cose, per sempre, anche
se tutte le cose si muovono.
Il vecchio ripone il coltello nel fodero adorno di perline.
Continua: Invece gli uomini bianchi, che vivono secondo linee
diritte e quadrati, non credono come me. Con loro semmai
il problema : tutto o niente: il Washita o l'Erba Grassa.
E per via delle loro strane convinzioni, sono molto ostinati.
Combatterebbero anche di notte o col tempo cattivo. Ma odiano
il combattimento. Si preoccupano soltanto di vincere, e se
riescono a far questo graffiando una carta con una penna, o dicendo
qualche cosa al vento, sono molto pi felici.
Non si contenteranno stavolta di venirsi a prendere la
rivincita per la morte del defunto Capelli Lunghi, ci che potrebbero
fare facilmente. Certo, se tornassimo tutti alle riserve
non ammazzerebbero nessuno. Infatti uccidere fa parte della
vita, ma essi odiano la vita. Odiano la guerra. In passato cercarono
di mettere pace fra noi e i Pawnee, e tutti ci stringemmo
la mano e per un poco non si combatt pi, ma tutti erano
tristi e le donne cominciarono a farsi insolenti e non potevamo
indossare le nostre vesti belle, senza la guerra. Cos, alla
fine, andammo in un campo dei Crow e io feci un discorso.
Dissi a quei Crow: Vi volevamo bene, quando voi ci odiavate.
Ora che siamo amici, non vi vogliamo bene per nulla.
Ma questo  assurdo dissero loro.
In ogni modo, l'idea non fu nostra.
Dissero: E neanche nostra. Quando vi facevamo la
guerra, tutti si pensava che i Cheyenne sono gente in gamba.
Ora ci sembrate tanti cagnacci.
Cos nacque il motivo per una grande battaglia.
Pellevecchia scosse il capo: Quei Crow. Erano buoni
guerrieri, a quei tempi, ma oggi son pieni di vergogna, cavalcando
assieme ai soldati bianchi. Ho sentito dire che fuggirono,
all'Erba Grassa, e non me ne sono sorpreso.
Be', a proposito di vergogna, c'ero anch'io. Non avevo
neanche cominciato a spiegare la mia presenza a fianco di
Custer. Dovevo provarmici, seppure era possibile una spiegazione.
Dico: Nonno, pochi uomini hanno la tua grande saggezza.
Noialtri spesso ci ritroviamo in situazioni tali per cui
l'unica cosa che ci resta da fare  la sopravvivenza, men che
mai capirle, le situazioni. Lo stesso vale per me, Little Big
Man.... E capii il mio sbaglio non appena ebbi detto questo.
Pellevecchia dice: Ah, una persona non dovrebbe dire
mai il proprio nome. Il diavolo glielo potrebbe rubare, lasciando
il poveretto senza nome.
Chiesi scusa e ricominciai daccapo, ma il capo sbadiglia e
dice che ora si addormenta, e questo fece.
La mattina dopo, quando ci fummo svegliati per lavarci
nella corrente fredda e cristallina che veniva gi dalle montagne,
con Pellevecchia spogliato nudo, a immergere il suo corpo
antico, e sciaguattando come un passero, e io mi preparavo
a farmi una bella colazione, il capo si asciug con una coperta,
se ne avvolse un'altra attorno al corpo e disse: Figlio
mio, oggi debbo andare lass a fare una cosa importante. Mi
ci vuoi guidare?.
Mi disse che potevo prima mangiare, se necessario, ma lui
non poteva. E da questo capii che aveva in mente una cosa sacra,
e anche sapendo che forse non ci sarei stato coinvolto,
non volli canzonare i suoi di riempiendomi la pancia. Per
questo neanche io presi cibo, e partimmo.
Be', rimpiansi questa decisione, dopo aver camminato per
ore sui monti, perch il luogo da lui prescelto era piuttosto erto.
A mezzogiorno eravamo appena a met strada, senza aver
preso neanche un sorso d'acqua, e pi si saliva, meno possibilit
c'era di trovarne. Non ero ancora del tutto guarito delle
mie ferite, e con l'ascesa l'aria diventava sempre pi sottile.
Pellevecchia saliva a passo fermo, possente, persino concitato.
Aveva in testa una sola penna d'aquila, e quella coperta,
con sotto nient'altro che il perizoma. Da lontano, non vedendo
le sue rughe, l'avresti scambiato, direi, per un giovane
guerriero.
Andammo avanti, per ore e ore, e mi girava la testa a tal
punto, quando giungemmo al bosco, che io pensai di vederlo
doppio per tutto il resto della mia vita. A tratti ci si fermava
per farmi riposare, ma il capo non si mise mai seduto, se ne
stava l in piedi impaziente e subito dopo diceva: Avanti
figlio mio, certe volte si pu essere pigri, ma certe altre
bisogna essere svelti. E allora io mi tiravo su.
Era pomeriggio inoltrato quando raggiungemmo la vetta.
C'era molta roccia, e solo un'altura che si elevava sull'altipiano.
Vidi un ariete selvatico che saltava da un sasso all'altro.
A occidente era tutto un mondo di montagna, gi gi
fin dove il sole stava sospeso sulle ultime vette. Non credo di
avere mai visto un cielo grande come quello, n cos chiaro.
Era veramente celeste, come una cupola fatta di zaffiro, solo
che dicendo questo forse tu pensi che fosse chiuso, e invece
no: era aperto e senza limiti. Se fossi stato un uccello avresti
potuto volare diritto in eterno, per quanto veloce tu volassi,
e saresti sempre rimasto nello stesso punto.
Guardando quel grande cerchio d'universo, mi si calm il
capogiro, non vacillavo pi. Ero l, in movimento, eppure al
centro del mondo, dove ogni cosa spiega se stessa per il semplice
fatto che esiste. Trovarsi sull'Erba Grassa o altrove, essere
sopravvissuto o perito, nessuna differenza.
Eravamo tutti stati uomini. Lass, sulla montagna, non
esistevano separazioni.
Mi rivolsi a Pellevecchia per dirgli che avevo capito, ma
lui si era allontanato da me, aveva lasciato cadere la coperta e
in piedi, col suo vecchio corpo pieno di ferite, nudo, rivolto al
sole cadente, url con voce possente che pareva un tuono che
echeggi di vetta in vetta:
hey-hey-hey-hey-hey-hey-hey!.
Era il grande grido di battaglia dei Cheyenne, e lui lo stava
gridando a tutta l'eternit, e per l'ultima volta. I suoi occhi
ciechi piangevano di gioia feroce, il suo vecchio corpo tremava.
Gridava: Avanti, combatti.  una giornata buona per
morire!.
Poi si mise a ridere, perch la Morte aveva paura di lui in
quel momento e s'era rifugiata nel suo tepee.
Poi cominci a pregare lo Spirito Onnipresente, con la
stessa voce stentorea, franca, libera, mai tremante:
Grazie di avermi fatto Essere Umano! Grazie per avermi
aiutato a diventare un guerriero! Grazie per tutte le mie
vittorie e per tutte le mie sconfitte. Grazie per avermi dato la
vista, e poi la cecit nella quale ho visto anche pi oltre.
Ho ammazzato molti uomini e amato molte donne e
mangiato molta carne. Ho anche avuto fame, e di questo ti
ringrazio, e per la maggiore dolcezza che ha il cibo quando lo
ricevi dopo la fame.
Tu fai tutte le cose e le dirigi sulla loro strada, Grande
Padre, e ora hai deciso che gli Esseri Umani dovranno prendere
un'altra strada. Grazie per averci fatto vincere ancora una
volta, prima che succedesse. Anche se alla fine il mio popolo
dovr sparire dalla faccia della terra, sulla terra vivranno gli
uomini che sono forti e fieri Sicch quando le donne vedono
un uomo che  orgoglioso e bravo e vendicativo, anche se
avesse la faccia bianca, grideranno: "Ecco un Essere Umano!.
Ora io vado a morire, a meno che la Morte non voglia
prima combattere, e ti chiedo per l'ultima volta di concedermi
il mio vecchio potere di far succedere le cose!.
Quell'ariete che avevo visto prima, o forse era un altro,
comparve l accanto con le sue magnifiche corna arricciolate e
parve guardarci con aria interrogativa. Ma non questo intendeva
Pellevecchia, e in ogni caso non vedeva, perci lanci
ancora il suo grido di guerra, e mentre il suo grido riecheggiava
sulla montagna, da occidente rispose un tuono, e quel cielo
che era stato di cristallo all'improvviso fu coperto da una gran
massa di nubi che cominciarono ad avanzare sul sole incontro
a noi.
Io stavo l sbalordito e Pellevecchia cominci a cantare, e
quando le nubi ci furono sul capo, la pioggia prese a inondare
il suo viso levato, mischiandosi alle lacrime di gioia.
Potevano essere stati dieci minuti, oppure un'ora, e quando
fin, e ricomparvero i raggi del sole, fece il suo ultimo ringraziamento
e la sua ultima richiesta.
Dice: Abbi cura di questo mio figlio, e bada che non diventi pazzo.
Poi si distese sui sassi bagnati e subito mor. Scesi verso il bosco, presi qualche palo e gli costruii un catafalco. Avvolsi Pellevecchia nella coperta rossa e ce lo misi sopra. Poi dopo un certo tempo scesi gi dalla montagna mentre svaniva la luce.
...
.
...
EPILOGO DEL CURATORE.
...
.
...
Poco dopo essere arrivato a questo punto del suo racconto,
spir anche Jack Crabb. Peccato che in questo modo noi non
abbiamo la storia degli anni che seguirono, che egli m'indusse
a ritenere non meno notevoli dei primi trentaquattro. Da varii
suoi accenni credo di aver capito che per qualche tempo and
in giro con il grande circo diretto dal defunto William F. Cody,
cio Buffalo Bill. Pu darsi che in quella compagnia andasse
anche in Europa. Le sue allusioni erano ambigue, ma 
possibile che abbia raggiunto almeno Venezia, dove fu fotografato
in gondola insieme ad alcuni indiani Sioux.
Sembra che anche negli anni seguenti visitasse le Isole
Sandwich - le Hawaii, nella nostra terminologia moderna
- e che qui abbia preso gusto delle abitanti femminili, le
quali solevano ancora nuotare nude. M'indusse a pensare anche
che non gli fosse ignota l'America Latina, negli ultimi anni
del secolo Diciannovesimo e nei primi del Ventesimo. Mi fece
certi accenni al Guatemala, a Cuba, al Messico, generalmente
in tempi di rivoluzione, anche se, come spesso mi
aveva chiarito, il signor Crabb non aveva opinioni politiche.
E questa forse  cosa deplorevole quanto la sua evidente
approvazione della violenza, dalla quale io qui debbo dissociarmi.
Dopo tutto io sono uomo bianco, e credo che alla fine
la ragione debba prevalere, che il leone giacer con l'agnello,
se io posso, ancorch agnostico, usare l'espressione dei superstiziosi
per fare una seria affermazione morale. Una volta ebbi
a dirlo al signor Crabb, e la sua risposta mi diede i brividi:
Vabbene, figliolo, a patto che ogni tanto tu faccia venire
qualche agnello nuovo.
Jack Crabb era uomo cinico, rozzo, privo di scrupoli e se
necessario anche spietato. Nel curare questa sua parziale biografia,
non posso in alcun modo raccomandarla al lettore troppo
impressionabile. Essa va vista come un prodotto dei suoi
luoghi, dei suoi tempi, delle sue circostanze. Furono uomini
come lui quelli che portarono la nostra frontiera sempre pi a
occidente, fino a raggiungere il lucido oceano.
Tuttavia, per concludere, debbo francamente ammettere
che non riuscii mai a decidere la misura in cui credere alla
storia di Jack Crabb. Pi di una notte mi destai nelle ore piccole
con il tremendo sospetto di essere stato ingannato, e allora
correvo allo scrittoio, tiravo fuori il manoscritto e ci pensavo
sopra fino al mattino.
Naturalmente  inverosimile che un uomo solo abbia potuto
fare appena un terzo delle esperienze che mi raccont il
signor Crabb. La met? Incredibile! Tutte? Mitomania! Ma,
come  successo a me, anche il lettore vedr che se una qualsiasi
parte di esse  accettabile, allora quello che precede e
quello che segue ha una grossa ipoteca sulla nostra credulit.
Se conobbe Wild Bill Hickok, perch non avrebbe potuto conoscere
anche il generale Custer? Lo stesso vale per quando
mettiamo in dubbio la sua veracit, a un certo punto: allora
perch dovrebbe essere attendibile altrove?
Posso assicurare che ogni qual volta il signor Crabb mi
diede date precise, luoghi e nomi, io ho consultato tutti i testi
disponibili, e ho visto che la sua precisione era spaventosa.
Ci sono alcune eccezioni: secondo le fonti pi autorevoli, il solo
negro al Little Bighorn fu un uomo di nome Isaiah Dorman,
ma  vero che, prima, aveva vissuto con i Sioux e che fu ucciso
nella valle mentre cavalcava con il reparto del maggiore
Reno. Nei ruolini del Settimo Cavalleria non figura alcun sergente
Botts, anche se compare un sergente Edward Botzer
nell'elenco dei caduti. In quanto a Cavallo Matto che non
portava copricapo di penne, noi sappiamo che questa affermazione
 erronea, perch questo oggetto, come ho affermato cominciando,
figura nella mia collezione: il mercante che me lo
vendette  uomo della massima onest.
E cos via... Ma un nome manca da ogni elenco, da ogni
ruolino, da ogni dossier. Nella mia biblioteca di tremila volumi
sul Vecchio West, nelle centinaia di ritagli, lettere, riviste,
cerchereste invano, come  successo gi a me, il pi fuggevole
accenno a un solo uomo, e non individuo in qualche modo ordinario,
ma anzi uno che, secondo quanto ebbe a dirmi, partecip
ai maggiori eventi del pi pittoresco quarto di secolo, sulla
frontiera americana. Parlo naturalmente, di Jack Crabb.
Cos, nel congedarmi, caro lettore, lascio la scelta nelle
tue mani. Forse Jack Crabb fu l'eroe pi ignorato della storia
del nostro paese, forse fu un bugiardo di proporzioni folli.
Nell'uno o nell'altro caso, possa lo Spirito Onnipresente avere
piet dell'anima sua, della tua e della mia.
R. F. S.
...
.
...
FINE.